Scrivendo un tema, ho recuperato un vecchio post.Quando ascolto Dee di Randy Rhoads, quella che c'è al fondo di Tribute (grande live) non riesco a non pensare al grande chitarrista che era e a come è finita la sua carriera. Mr. Rhoads nasce in California alla fine del 1956 e muore il 19 marzo del 1982. Aveva venticinque anni. Pubblica il suo primo album (nei Quiet Riot) nel 1977 e poi collabora con Ozzy Osbourne. Muore in uno stupido incidente aereo senza il quale sarebbe diventato sicuramente uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. A venticinque anni ha lasciato ai posteri la sua musica e la sua storia. Allora mi viene da pensare che, nonostante la sua giovane età, abbia vissuto. Mi piace pensare che si vive in funzione di quello che si lascia a chi rimane, è un modo per sentirsi immortali. Voglio vivere ogni momento della mia vita intensamente, questo è indubbio, ma anche lasciare una parola, un suono, qualcosa che possa rimanere nel tempo… “Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha nell’urna” diceva Foscolo. A me non interessa l’urna, non mi tocca minimamente l’idea che ci siano delle persone costrette a venire a mettere dei fiori davanti ad un pezzo di marmo. Vorrei che un giorno i miei figli o i miei nipoti riescano a pensare quello che io penso quando ascolto “Dee”. Ha vissuto, poco, magari, ma ha vissuto.
Suoni e pensieri
Scrivendo un tema, ho recuperato un vecchio post.Quando ascolto Dee di Randy Rhoads, quella che c'è al fondo di Tribute (grande live) non riesco a non pensare al grande chitarrista che era e a come è finita la sua carriera. Mr. Rhoads nasce in California alla fine del 1956 e muore il 19 marzo del 1982. Aveva venticinque anni. Pubblica il suo primo album (nei Quiet Riot) nel 1977 e poi collabora con Ozzy Osbourne. Muore in uno stupido incidente aereo senza il quale sarebbe diventato sicuramente uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi. A venticinque anni ha lasciato ai posteri la sua musica e la sua storia. Allora mi viene da pensare che, nonostante la sua giovane età, abbia vissuto. Mi piace pensare che si vive in funzione di quello che si lascia a chi rimane, è un modo per sentirsi immortali. Voglio vivere ogni momento della mia vita intensamente, questo è indubbio, ma anche lasciare una parola, un suono, qualcosa che possa rimanere nel tempo… “Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha nell’urna” diceva Foscolo. A me non interessa l’urna, non mi tocca minimamente l’idea che ci siano delle persone costrette a venire a mettere dei fiori davanti ad un pezzo di marmo. Vorrei che un giorno i miei figli o i miei nipoti riescano a pensare quello che io penso quando ascolto “Dee”. Ha vissuto, poco, magari, ma ha vissuto.