**TEST**
Creato da xorange2000x il 17/05/2006

Io e Me

C'è un'ape che si posa su un bocciolo di rosa: lo succhia e se ne va... Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa. Trilussa

 

 

squadra che vince non si cambia

Post n°568 pubblicato il 11 Ottobre 2019 da xorange2000x

La scorsa settimana, ad un matrimonio di un'amica storica, ho rivisto un po' di persone che non vedevo da un po'.  Una frase che mi hanno detto, non la ricordo perfettamente, l'alcool già scorreva da qualche ora, ma più o meno si diceva che vedevano molti cambiamenti in molte persone, ma che io invece ero rimasta praticamente la stessa.

Per quanto possa essere snervante che ci siano persone che non notano i cambiamenti che effettuiamo, io invece sono mediamente contenta di questa osservazione. Mediamente perchè ci sono alcuni aspetti del mio carattere che mi sarebbe piaciuto smussare, ma fondamentalmente sono felice di molti aspetti del mio carattere nonostante abbia avuto un leggero sbandamento che sto cercando ancora di risistemare.

Mi piace un sacco avere tempo per chi me lo chiede, se queste persone sono "degne" del mio tempo naturalmente, e non me ne frega un kaiser se a situazioni invertite ciò non si verifica: io so che il mio lo faccio, non mi interessa di venire ricambiata tanto quanto, o all'80% o al 90%. Non mi sono mai piaciuti questi calcoli e non mi piacciono nemmeno ora.

Mi piace un po' meno il fatto di essere un fiume in piena ogni volta che apro bocca, mi piacerebbe riuscire a limitarmi un po' a volte, a periodi ci provo, è che mi sembra di avere sempre qualcosa da dire a riguardo. Una volta pensavo fosse per insicurezza, invece no, la mia è proprio incontenibile voglia di chiacchierare e comunicare.

Mi è stato fatto notare, a fine estate, che io tendo ad essere sempre un po' zia, e che non mi accorgo se, invece, a qualcuno non interessa che io lo sia. Ecco questo è un altro aspetto del mio carattere che vorrei modificare, essere un po' "caxxona", un po' più leggera, meno preoccupata degli altri (anche se mi ritengo un'egoista forse non lo sono proprio del tutto). Vorrei provare a vivere più  "leggeramente"... o più che altro iniziare a farlo prima dei 60 anni... 

 
 
 

Programmare

Post n°567 pubblicato il 13 Settembre 2019 da xorange2000x

Ieri mi è stato fatto notare che io programmo la mia vita quasi al secondo. 

Ho usato spesso in passato la scusa del "non so nemmeno che cosa faccio domani" per tenere a distanza delle persone, e poi mi fanno notare questa cosa. Mi ha fatto sorgere ben più di un dubbio perchè pensavo davvero di essere una persona molto più sciolta e serena e invece, carta alla mano, non lo sono.

E' vero, mi piace avere il controllo della situazione, mi piace sapere come andrà a finire, ma mi hanno fatto capire che questa mia caratteristica viene vissuta quasi come una chiusura verso altre situazioni, quasi come mettessi un fermaporta e non ci fosse possibilità di spostarlo.

Quindi forse, programmo la mia vita per fare più cose possibili con le persone a cui tengo, e cerco di evitare di programmare altre situazioni con le persone che mi interessano meno? Francamente non ci avevo mai fatto caso, ma se penso un po' agli ultimi anni è successo quasi sempre così e ora che mi hanno messo di fronte a questa cosa devo capire come lavorarci su. O perlomeno decidere se lavorarci su. E come soprattutto.

 

 
 
 

Desiderio di inclusione

Post n°566 pubblicato il 10 Settembre 2019 da xorange2000x

Come cantavano 20 anni fa più o meno, l'estate sta finendo, si sono creati o sfaldati rapporti in questo periodo. 

Senza andar tanto per massimi sistemi, la mia esperienza estiva è stata abbastanza interessante, ho rafforzato alcuni rapporti, ho rischiato di incrinarne alcuni, ne ho creati di altri. Facendo il sunto di ciò...

Conoscersi da quasi 30 anni non è sempre sinonimo di sicurezza, ma la coerenza in questi rapporti paga sempre, o perlomeno mi ha ripagato: l'amica "di scuola" che si sposa e che ti chiede di farle da testimone è sintomo che non faccio solo cavolate, che nonostante io non sia bravissima in tutti i rapporti interpersonali, qualcosa di me traspare soprattutto se la motivazione sulla scelta è "voglio avere come testimoni solo persone che mi dicono le cose come stanno, che non si nascondono". Ripeto, senza andare per massimi sistemi scrivendo che la gente mente, o quelle minchiate di frasi fatte che la gente pubblica su FB, comunque lo considero un buon obiettivo personale.

Rischiato di incrinare dei rapporti: sempre nello stesso modo, le ferie   io e il mio amico che da anni andiamo in ferie assieme, e che da anni rischiamo di mandare a quel paese un'amicizia perchè non siamo capaci di condividere tanto spazio con una persona per tutto quel tempo... siamo due testoni, convinti di avere ragione sempre... ergo... un gran caos!

Creati di nuovi, qui il tasto dolente. In effetti ho scoperto un paio di persone, mi ero avvicinata a loro per la loro leggerezza, la loro incapacità di prendersi sul serio, e ogni tanto, diciamocelo, fa molto bene. Gratti sotto la superficie e scopri altro, allora lì un po' ti affezioni perchè vedi che ci sono potenzialità di crescita personale per entrambi: per me cercando di aiutare a tirar fuori qualcosa di interessante significa sforzarmi a mia volta ad aprirmi, dalla loro... vabbè chetellodicoaffà, ho almeno 6/10 anni più di loro, ho sicuramente più sale in zucca. La delusione? Effettivamente la prima impressione era quella corretta: incapacità nel prendersi sul serio, molto meglio passare serate a bere e scherzare piuttosto che altro. 

E da qui il titolo del post. Tutti amiamo sentirci parte di qualcosa, anche io, da single convinta, amo sentirmi parte di qualcosa, famiglia amicizia colleghi... insomma... mi piace sentirmi inclusa in un gruppo. Non cerco spasmodicamente questa sensazione, ma sapere che "c'è" è una cosa a cui fatico a rinunciare. Se da una parte ho scoperto due realtà ben distinte, il nuovo e il vecchio, mi sono resa conto di avere la tendenza a guardare la nuova situazione come una sorta di fallimento che mina un po' la mia autostima: quasi il fatto che delle persone appena arrivate, di cui non conosco praticamente nulla, contassero più di anni e anni di rapporti ben solidi. Quiindi il mio desiderio di inclusione, spero, mi farà diventare più saggia, più selettiva, non tanto nello scegliere le persone, ma nel decidere chi potrà avere il potere di "cambiare" il mio modo di sentirmi.

Ardua... molto ardua...

 
 
 

Sconnessioni - parte 1

Post n°565 pubblicato il 11 Giugno 2019 da xorange2000x

Da quando esistono i social ci sono delle cose che mi perplimono...

1 - fai un figlio, pubblichi le foto sui social, con lo sticker sopra. Vai al mare con il figlio e pubblichi le foto sui social con lo sticker sopra. Ora... a che pro pubblicare le foto? Non basta scrivere che sei al mare e pubblicare la foto del bimbo di spalle? Fare mille foto dei bambini quando già sai che non vorresti pubblicarla sui social... che senso ha? Condividila con la tua famiglia, i tuoi amici... ma basta così. Non si deve per forza pubblicare tutto sui social. Esiste anche la possibilità di farsi gli affari propri. E io sono una che pubblica, tanto, spesso, commenta, discute. Ma kaiser, un minimo di coerenza. Ho 8 nipoti... l'unica foto pubblicata con loro è alla cresima di mia nipote perchè eravamo vestite gnocchissime e il mondo doveva gioire :) 

2 - i post vittimistici tipo "se qualcuno ti vuole bene il tempo per te lo trova sempre"... mi verrebbe da chiedere a Mark di creare il tasto "e sti c...i" lo vogliamo aggiungere? secondo voi, scrivere post in cui vi piangete addosso perchè qualcuno non vi ha trattato bene, vi farà passare meglio la giornata? ma bervi un bicchiere di vino con un'amica, sfanc.ulare la suddetta persona, non vi fa sentire meglio? aa scrivere direttamente all'interessato facendo una scenata no? Giuro che vi farà stare meglio, soprattutto perchè almeno vi sfogate, e sennò andate a farvi una corsa. La frase vittimistica vi fa apparire dei deboli che non hanno il coraggio di esprimere con dignità quello che provate. SE, e ripeto SE, ne vale la pena, dire quello che si pensa... non fa poi così male.

3 - esprimere le proprie opinioni: a meno che non lo si faccia per lavoro, e che veniate pagati per farlo... ecco... non SERVE SEMPRE. Fa bene dire la propria, SE ne vale la pena, ma dire sempre sempre quello che si pensa solo perchè siamo davanti a uno schermo... ecco anche no. Credere a tutto quello che scrivono nei social, condividerlo se avere la minima voglia di approfondire e poi dare opinioni a kaiser, copiando incollando quello che hanno scritto gli altri, non vi fa apparire più intelligenti. Anzi. Usare frasi fatte per argomentare delle pseudo finte opinioni non vi fa apparire più intelligenti. Anzi. La cosa bella dei social è recuperare contatti con persone che non si vede da un po', pensare di poter entrare in politica perchè si pensa che l'albero del vicino invada la vostra proprietà.. ecco... anche no. 

FINE PRIMA PARTE

 
 
 

Razzismo o non razzismo...

Post n°564 pubblicato il 18 Luglio 2016 da xorange2000x

So che moltissimi italiani, ed europei in generale, non saranno d'accordo con quanto scriverò ma... democrazia per democrazia... ho per fortuna ancora la possibilità di esprimere la mia opinione.

Si parla molto di moltissime mancanze che gli extracomunitari hanno quando arrivano in Europa. Vediamo i più comuni.

Mancata integrazione degli extracomunitari quando vengono in Italia: io vado spesso a Londra e, il 95% delle volte in cui sento qualcuno urlare in metro, qualcuno che non rimane a destra sulle scale della metro, qualcuno che dice "cosa dice?"... è italiano. Sì, vero, ci andiamo per turismo, ma non possiamo chiedere a qualcuno che arriva da luoghi con culture diametralmente opposte alla nostra, di fare come vogliamo noi, e poi noi non facciamo altrettanto. Altro esempio, giusto per non essere campanilista... i tedeschi? Li boicottiamo perchè arrivano con i sandali e i calzini bianchi? No... ma loro portano soldi... quindi stiamo zitti. Anzi... se possiamo far pagare loro un gelato 10 euro e loro lo pagano... ancora più zitti.

Non vogliono lavorare in Italia. E' diverso. Non possono lavorare in Italia. Perchè per quanto la Lega e Compagnia Bella vuole farci credere... anche questi signori hanno votato per non velocizzare la burocrazia, per non snellirla. E questi poveri cristi sono COSTRETTI a rimanere qui finchè qualcuno non consegna loro un benedetto foglio di via per andarsene da qui perchè, anche se ci dicono il contrario, non mi sembrano felicissimi nemmeno loro di stare in un Paese che diventa sempre più xenofobo ogni giorno che passa.

I musulmani moderati non si schierano contro gli atti terroristici. Chi ve lo dice? Perchè non vanno in tv a fare proclami? Perchè non vanno dalla D'Urso a dire che gli estremisti sono cattivi? Molti musulmani moderati fanno il loro "lavoro" tutti i venerdì. Ho sentito qualche intervento alla radio e loro al venerdì, giorno di preghiera, spiegano il Corano, spiegano la corretta interpretazione del Corano e della Shari'a, spiegano la differenza tra la cosa giusta e sbagliata, così come fanno alcuni parroci alla Messa alla Domenica. Ci sono parroci che fanno cavolate e non lo fanno? Ci saranno anche Imam che non sono perfetti.

Da quando ci sono loro c'è più delinquenza. Primo... non ne sono sicura. Cioè... non sono una fanatica di cronaca, non la seguo tutti tutti i giorni, quindi non so se tre anni fa c'erano casi o no. Lo so adesso perchè, tutte le volte che un immigrato fa pipì fuori dal vaso lo si dice, mentre prima magari non lo si faceva. Anche tra noi italiani ed europei ci sono sempre stati degli emeriti testa di m... ma ora, siccome è un immigrato, lo segnaliamo. Ho abitato in zone in cui i vicini urlavano tutte le sere, ma erano italiani, si stava zitti. Ora capita che vicino ad un centro di accoglienza ci sia del vociare, e tutti a gridare allo scandalo.

Arrivano qui tutti i giovani, non vedi vecchi o donne. Donne che arrivano ci sono, noi forse non le vediamo tutte perchè molte di loro, purtroppo, vengono già prelevate al porto e, se ci si riesce, tratte in salvo. Se non ci si riesce le si ritrova, dopo qualche mese, in strada, perchè, anche se a loro è stato detto di fare questo assurdo viaggio per trovare lavoro... si tratta purtroppo del lavoro più vecchio del mondo. Per quanto riguarda i ragazzi, se si va a leggere qualche libro di storia dell'Africa contemporanea, si nota che molte dittature si sono "installate" in Africa tra il 1990 e il 1996, che è pressapoco l'anno di nascita delle persone che arrivano qui. A parte la forza fisica, un 50enne non ce la farebbe a sopportare un viaggio del genere, loro sono quelli che non hanno voluto piegarsi di fronte a queste dittature, che cercano davvero un mondo migliore, un mondo in cui possono dire "no" senza essere fucilati di fronte a mamma e papà.

Non mi ci metto manco con le storie dei 35 euro al giorno, del telefonino nuovo, delle pretese di wi fi, dei pasti rifiutati... perchè ormai... beh queste cose ormai sono aria fritta. A mio parere chi ancora crede a queste cose... beh... evviva la libertà di pensiero, e di stampa.

 
 
 
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