Una volta l’attenzione era posta sulla compostezza, sul silenzio, sul non sbagliare niente, sul rispondere, ecc. Oggi, invece, ci si è accorti che ciò che conta è la partecipazione. E’ importante che le parole siano comprensibili da tutti, che siano emotive e calde (così da raggiungere il cuore), comprensibili e semplici (così da raggiungere la mente di tutti), efficaci (così da operare processi di cambiamento) e profonde (così da mettere l’anima in contatto con Dio). La domanda che mi devo fare è: come voglio vivere questa vita!
Certo per vivere ci vuole coraggio. Che la vita sia bella, spesso lo è, ma che sia anche una corsa ad ostacoli, estenuante, faticosa, una dura salita senza soste( ricordo i miei anni da ciclista), e al tempo stesso una realtà.Spesso non lascia respiro, a volte toglie le forze, quasi mai ti lascia tranquillo a goderti un particolare momento quando esso è piacevole.Anche la natura umana, di per sé spesso insoddisfatta e volubile, porta a desiderare ciò che non si riesce ad avere e non a rallegrarsi invece per ciò che già si ha e si è avuto. Pensare che la vita sia facile è un errore di valutazione madornale, credere che qualcuno potrà sostituirsi a noi nei momenti difficili creerà solo false illusioni ed aspettative ingannevoli. Chi ci vorrà bene sarà sempre e comunque al nostro fianco, anche se non sarà d’accordo con le nostre scelte, ma soltanto ognuno di noi potrà decidere, cambiare, rialzarsi e riprovare .Spieghiamolo e insegniamolo ai nostri figli o si ritroveranno ad essere spiazzati ed impauriti di fronte alle difficoltà.Saranno inermi ed in balia dei venti, impreparati ed insicuri, pronti a diventare uomini deboli e indifesi.Crescendo ho imparato e sto imparando, che nella vita occorrono forza fisica, intellettiva, morale. Che bisogna essere dei combattenti, avere coraggio e quando si cade, rimettersi in piedi anche se siamo feriti.Combattenti non si nasce, ci si diventa.Lavorando su sé stessi, a volte privandosi di qualcosa o qualcuno per mantenere intatta la dignità, con la fierezza di restare sempre sé stessi e con la consapevolezza che a volte possiamo non piacere agli altri, ma che è più importante seguire il proprio cuore.Per diventare dei combattenti ci vogliono allenamento e disciplina, determinazione e tenacia, capacità di trovare dentro di sé le ragioni del vivere.Ci sono giorni bui in cui solo la forza di un combattente può farci trovare la luce; quando poi le ferite si trasformano in cicatrici e diventano passato, chi ha tigna riprende in mano la sua vita con entusiasmo e fiducia, non staccando mai lo sguardo da quegli occhi che sono rivolti a te.Cerchiamo di armonizzare corpo-cuore-mente, noi occidentali dovremmo impararlo, con la precisa volontà, nel frattempo, di non mollare mai.R.T.