Il mio tempo libero!

[ La grande opera ]


II Domenica di Avvento (Anno C) (06/12/2009)  Vangelo: Lc 3,1-6Maria e Giovanni Battista sono le due figure che ci accompagnano al Natale. L'8 dicembre Maria e la IV domenica d'Avvento Maria; oggi e domenica prossima il Battista. Giovanni Battista fu una figura fondamentale per Gesù. Fu il suo iniziatore e probabilmente anche un suo discepolo. Nei primi cristiani il ricordo del Battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista provocava sconcerto: (e proprio per questo fatto possiamo ritenerlo come dato storico): da una parte, infatti, metteva in risalto la superiorità del Battista all'inizio rispetto a Gesù; dall'altra, poiché Giovanni Battista battezzava solo dopo la conversione dai propri peccati, tale gesto induceva ad immaginare una consapevolezza di peccato da parte di Gesù. Storicamente Gesù considerò il Battista come suo maestro, a lui superiore, e si fece battezzare da lui per il perdono dei propri peccati. Egli si considerava uno dei molti che in Israele volevano convertirsi per sottrarsi all'imminente giudizio di Dio. Successivamente, poi, Gesù prese la sua strada e si distaccò dal Battista (Mt 11,2-15; Lc 7,18-30). 
Alcune parole (le parole di Dio) se le lasciamo penetrare fino nel nostro profondo ci possono salvare: "Esci fuori; alzati; ti amo; va bene così; adesso basta; perdonati; lascia andare; non avere paura; slegati …". Quante parole ascoltiamo durante una giornata! Ma la parola di Dio non è così. Quante parole religiose abbiamo detto nella nostra vita! Ma la parola di Dio non è così. Quante volte abbiamo ascoltato il vangelo! Ma la parola di Dio non è così. La parola di Dio è quella parola che ti penetra nelle profondità, ti scuote (quindi è sempre destabilizzante) e ti tocca, ti centra nel tuo intimo. E' quella parola che ti viene sempre in mente, anche se puoi non sapere il perché, che ti risuona, che ti vibra, che senti ti richiama e che ti riguarda. E' quella parola che non ti lascia indifferente. E' quella parola che fa succedere qualcosa.Il deserto più che un luogo fisico è una dimensione della vita. Viene, cioè, un momento in cui bisogna smettere di sfuggire a se stessi, smettere di cercare risposte fuori di noi, smettere di riempirci e di imbottirci di idee, filosofie e pensieri vari, e guardarci per davvero in faccia senza mentirci. Nel deserto non c'è nessuno: ci sei solo tu. Molte persone hanno il terrore di stare con sé. C'è chi non può stare senza fare qualcosa: non è che faccia tante cose, è che non riesce a stare con sé. C'è chi deve parlare sempre e riempire tutti gli spazi vuoti; non può fermarsi e ascoltarsi. C'è chi non riesce a stare da solo e deve sempre stare in compagnia di qualcuno perché ha paura di sé. C'è chi non riesce neppure ad ascoltare quello che prova, che neppure può sentirlo perché lo teme troppo. Molte persone cercano il "tempo per sé": si riposano, leggono un libro, fanno qualche sport, escono con gli amici; fanno, insomma, quello che di solito non fanno mai. Bene! Ma "stare con sé" è un'altra cosa. Un grande esercizio è quello di stare un giorno intero senza nessuno e niente. Niente libri, niente telefono, niente cose da fare, niente da scrivere, poco da mangiare. All'inizio incontrerete il vuoto, il disorientamento e cercherete il modo per scappare. Ma se avrete forza di rimanere farete una grande sorpresa: … (provate e capirete!).E' la legge della vita: per conoscere Dio, la Vita, bisogna immergersi nelle acque che contengono la luce e la non luce. Bisogna confrontarsi con tutti i mostri interiori, che noi chiamiamo male, che tendiamo ad isolare, ad eliminare, a mettere in disparte e a non confrontarci. Tutta la storia della salvezza è il tentativo di entrare dentro queste acque buie, di non-luce, tenebrose, di peccato, per confrontarsi con esse e uscirne, con l'aiuto di Dio, vittoriosi. Il mondo non è un Eden meraviglioso ma è un territorio dove tu devi accettare la tua luce e la tua non-luce, i tuoi lati di splendore e i tuoi lati oscuri, quelli di gloria e quelli di tenebra. Anche gli Ebrei dovettero immergersi nelle acque del Mar Rosso (yam sof vuol dire "mare dei giunchi o del limite") e fare un lungo cammino di quarant'anni dove si confrontarono con tutta una serie di nemici (più che esterni sono i nostri demoni interiori) per uscirne, con la presenza di Dio, vittoriosi. Il cammino degli ebrei fu un cammino con grandi fedeltà, grandi luci, ma anche con grandi infedeltà e idolatrie, un cammino d'ombra. E dovettero percorrerlo fino in fondo, tutto, per arrivare alla Terra Promessa. Anche Gesù si immerge nel Giordano (Yared, Giordano, vuol dire discendere). Anche Gesù è dovuto discendere in questo mondo di luce e di buio, di già e di non-ancora. Anche lui ha dovuto confrontarsi con il buio personale (4,1 le tentazioni), le tenebre del mondo e del male che lo ostacolavano, e che alla fine lo uccisero. Anche noi il giorno della nostra nascita usciamo dalle acque uterine: come gli ebrei, come la creazione, come Gesù quando fu battezzato dal Battista (3,21). Con l'uscita dalle acque (materne) inizia il nostro cammino di confronto con la luce e il buio che vive dentro ciascuno di noi (battesimo d'acqua). Solo con la nostra opera (battesimo di sangue) si potrà manifestare nella nostra vita la salvezza di Dio. Solo con quest'opera potremmo far emergere il Figlio dell'uomo che emerge in ciascuno di noi. Siamo già figli di Dio, ma solo immergendoci, incontrando il non-ancora che ci fa paura, che respingiamo, che a volte demonizziamo, ma che ci appartiene potremmo diventarlo.Siamo un seme (di figlio dell'uomo) che può diventare pianta (il Figlio dell'Uomo).L'opera è semplice e complessa.Raddrizzare i sentieri. Non è vero che facciamo pensieri osceni, aggressivi o crudeli? Non è vero che guardiamo la donna (o l'uomo) con l'occhio assatanato di chi la vorrebbe possedere? Non è vero che cova in noi tanta di quella rabbia che faremo a pezzi qualcuno, che elimineremo fisicamente qualcuno di quelli vicini, che faremo soffrire con divertimento qualche persona? Non è vero che facciamo in certi notti sogni dove con un coltello facciamo morire dissanguati qualcuno? Non è vero che abbiamo dei comportamenti perversi (per-versi: nella direzione sbagliata) e indecenti? Non è vero che dietro al nostro bel volto sorridente dietro a tanto "Dio", a volte c'è tutto questo? E tutto questo "storto", questo irrisolto, dove andrà a finire? Come agirà libero dentro di noi?Burroni riempiti. Non è vero che dentro di noi ci sono buchi affettivi enormi? Non è vero che ci sono mani che chiedono disperatamente amore e corpi che bramano tenerezza? Non è vero che a volte siamo stati abbandonati e che non c'era nessuno che ci ascoltava, che ci difendeva, che si prendeva cura di noi? Non è vero che ci sentiamo cadere nel nulla, nel vuoto più assoluto e che ci sentiamo inghiottire dal buio? Non è vero che siamo stati derisi, umiliati, che si divertivano a prenderci in giro e tutti ci davano addosso? Non è vero che siamo come un iceberg perché non c'era calore attorno? E che adesso temiamo come il peggior demonio il sole dell'amore? E come si può vivere con tutto questo vuoto dentro, questa mancanza che tentiamo in tutte le maniere di riempire (soldi, sesso, droga, ammirazione, ecc) ma che non si riempie mai, come un pozzo senza fondo?Monti abbassati.Non è vero che siamo orgogliosi? Non è vero che siamo competitivi, che ci dà fastidio che il nostro amico abbia trovato un lavoro migliore del nostro o la fidanzata più bella della nostra? Non è vero che ci crediamo o che vorremmo essere migliori (più bravi, più onesti, più perspicaci, più intelligenti, più simpatici) del nostro collega o di chi c'è vicino? Non è vero che ci sentiamo superiori agli altri? Non è vero che giudichiamo gli altri perché ci sentiamo inferiori? Non è vero che quello che fanno gli altri è sempre "fatto male" perché solo noi facciamo bene le cose? Non è vero che c'è del marcio dentro di noi e che abbiamo anche noi la nostra parte di "schifo"? Non è vero che tutto questo non ci riguarda? Non è vero che crediamo che tutto questo riguarda solo gli altri ma non di certo noi? E come si può incontrare la propria fragilità, la propria vulnerabilità con tutta questa supponenza? Come si può incontrare gli altri, o semplicemente amare qualcuno, con tutta questa altezzosità, nelle vene?Passi tortuosi. Non è vero che ci sarebbero delle scelte difficili, tortuose, tormentate da operare? Non è vero che sappiamo che dovremmo fare quella cosa ma che non ci va di farla? Non è vero che lasciamo lì quello che dovremmo fare noi e solo noi per non crearci troppi "casini"? Non è vero che cambiare è impegnativo e coinvolgente, e perché farlo? Non è vero che ce la raccontiamo pur di non iniziare certe strade ardue e tortuose? Come si può essere protagonisti della propria vita con tutte queste scelte non operate?Luoghi impervi.Non è vero che ci sono dei fatti duri da digerire e dei ricordi nascosti? Non è vero che abbiamo degli scheletri nei nostri armadi? Che dei mostri che c'inseguono di notte e di giorno? Non è vero che delle porte del nostro cuore sono chiuse a doppia mandata e guai a chi prova entrarci? Non è vero che ci sono dei traumi, che sappiamo che ci sono ma che tentiamo con tutto noi stessi di dimenticare? Non è vero che ci sono delle ferite che non vogliamo che riemergano perché ci farebbero così tanto soffrire?E tutte queste zone, questi luoghi inaccessibili, dove nessuno vi può entrare, non è spazio, vitalità non utilizzata? Come si può essere figli della luce con tutto questo nascosto e questo buio dentro? Il miracolo è che se tu fai questo vedrai la salvezza. Se tu fai questo emergerà il Figlio dell'uomo, cioè chi sei tu, nella tua bellezza originaria, pura, naturale. Quello che sei non ci assomiglia neanche lontanamente. Compi la tua opera e vedrai chi sei! Se tu fai questo emergerà il Figlio di Dio, e lo vedrai faccia a faccia. Tutto ti sarà chiaro: non ci saranno più dubbi o domande. Quando si vede si sa che è così! Se tu fai questo scoprirai che non c'è nulla da temere, nulla di cui aver paura perché potrai vedere distintamente tutto com'è: siamo tutti (uomini, mondo, universo, bene e male) sopra la Sua Mano, avvolti dal suo dolce sguardo; e mentre noi siamo affaccendati a conquistare chissà chi e chissà cosa, Lui sorride e ci protegge.Pensiero della Settimana Mi inchino di fronte a ciò che ho dentro e con umiltà me ne prendo curaM.P..