Domenica 09 maggio 2010 Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 14,23-29.Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.
A volte noi diciamo delle belle parole ma le belle parole non toccano la persona. A volte basterebbe solo far silenzio, non dire nulla ed esserci. Con-solare è cum-solus, stare con chi è solo.A volte non c'è niente da dire. A volte non c'è niente da fare. A volte si tratta solo di esserci. Il dolore, la fatica, l'angoscia, le separazioni, fanno parte della vita. Non si può toglierle.Consolare non è minimizzare: "Ma sì, dai che non è niente! Ma sì, dai che passa! Stai con lui, lo abbracci, gli dici che capisci il suo dolore, che ti dispiace e che non ci puoi fare niente.Consolare non è far finta di niente: sta soffrendo perché vuoi toglierli un dolore che non si può togliere?E' inutile schivare il discorso perché la realtà è questa. "Come stai? Cosa provi? Raccontami! Se vuoi io ci sono! Non ti posso togliere il tuo dolore ma ti posso ascoltare". Il dolore espresso è condiviso, minore (come dice la parola condiviso).Consolare non è dire qualcosa, è esserci, stare. Ti prenderò la mano, non dirò niente e starò con te. Ti guarderò negli occhi e saprai che io ci sono. Non posso vivere per te ma posso vivere con te.Vi rendete conto di cosa vuol dire avere il Consolatore dentro di sé? Quando il mondo ti cade addosso, quando ti ritrovi di fronte ad uno sbaglio colossale, quando devi fare una scelta che nessun altro può fare per te ed è una scelta difficile o dolorosa, dove vai? Va' dentro di te, rientra in te e cerca, cerca, cerca. Perché da qualche parte c'è Lui: il Consolatore.Nessuno di noi è solo. C'è sempre una parte di noi che ci può consolare, che ci può stare vicino, che ci può dare una mano, che ci sarà per noi qualunque cosa capiterà o dovremo vivere. Quando tutto mi cade addosso, allora io mi dico: "Marco, per te ci sono". E non mi sento più solo. Mi dico: "Se anche tutti ti abbandonassero, io non lo farò, Marco". E poi mi fermo, mi ascolto e più in profondità sento che Lui mi dice: "Marco, anch'io per te ci sono!". E questo è una consolazione enorme: so che Lui c'è, che non mi abbandonerà. E mi dico: "Per fortuna!".Se ti senti abitato da qualcuno sei sempre in compagnia. Soffriamo di solitudine perché non lasciamo entrare nessuno (né Dio né le persone).La tua forza è dentro: lì c'è lo Spirito, il Dio in te.La forza di un albero non sta in quello che si vede, nelle foglie, nei rami o nel tronco. La sua forza sta nelle sue radici, in ciò che non si vede, in ciò che ha dentro. Nessun albero è più alto delle sue radici.La forza di un uomo è in ciò che ha dentro. Se amiamo veramente i nostri giovani dobbiamo insegnargli dov'è la loro vera forza. A che serve farli belli, grandi, grossi, laureati, quando poi non hanno la forza di vivere, di reggere e di sostenere la loro vita?Tutta la società è preoccupata di svilupparsi fuori: più belli, più ricchi, più acclamati, più degli altri. E' un'illusione che avvelena la vita di milioni di persone. La vera forza, infatti, sta dentro.La forza di un uomo è la capacità si resistere al dolore del rifiuto e dell'abbandono, senza evitarlo. Per la società è "forte" chi non prova nulla, chi non sente la paura, chi non soffre mai.La forza di un uomo è l'intensità del suo sguardo, la profondità e la vibrazione del suo tocco. Per la società è "forte" chi è ammirato e chi ha tutti ai suoi piedi.La forza di un uomo è la capacità di ascoltarsi, di conoscersi, di seguire cosa accade dentro di sé. Per la società è "forte" chi è intelligente, chi te la sa raccontare, chi "te la incarta sempre". Per la società è "forte" chi viaggia e va dappertutto: ma se non sai compiere il viaggio dentro di te…La forza di un uomo è non vergognarsi di niente di ciò che gli accade dentro e di avere il coraggio di riconoscere e di chiamare per nome ogni cosa. Per la società è "forte" chi fa sempre il furbo, chi se la cava sempre, chi sa mascherare e mascherarsi.La forza è nell'intensità dei suoi sentimenti e nel seguire la sua coscienza anche se lo porta controcorrente. Per la società è "forte" chi ha potere, chi può permettersi, chi ha soldi.La forza di un uomo è inchinarsi e chiedere perdono quando sbaglia ma non inchinarsi a nessuno e a nessun compromesso se ne va della propria dignità e integrità. Per la società è "forte" chi come il camaleonte si adatta a tutto e ne viene sempre fuori bene.La forza di un uomo è far emergere la Forza divina che lo abita e non vivere al di sotto delle sue possibilità. E' ciò che hai dentro che ti sostiene (che ti tiene su).Quando guardi un albero dici: "Ma che belle foglie; e com'è alto! E che fiori! E che frutti meravigliosi!". Ma in realtà devi dire: "Le sue radici sono profonde e radicate; la linfa scorre senza ostacoli e senza barriere; dentro è vivo e pieno di vita che emerge ed esce".E adesso guarda la tua vita. Ciò che vedi fuori è la conseguenza di ciò che hai dentro. E se non ti piace il fuori devi cambiare il dentro.Un pensiero per voi: Li portammo sull'orlo del baratro e ordinammo loro di volare. Resistevano. Volate, dicemmo.Continuavano a opporre resistenza.Li spingemmo oltre il bordo… e volarono .M.P.