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Vedere è ben più di guardare

Post n°320 pubblicato il 26 Maggio 2012 da orta0

Domenica 27 maggio la chiesa celebra la festa di Pentecoste.

Pentecoste è una parola greca e significa cinquantesimo giorno; si celebra cinquanta giorni dopo Pasqua.
Pasqua era anticamente la festa di primavera, Pentecoste l'inizio della raccolta del grano. Per gli ebrei Pasqua ricorda il passaggio del mar Rosso e Pentecoste i comandamenti sul Sinai. Per i cristiani, Pasqua è la resurrezione di Gesù, Pentecoste l'effusione dello Spirito. Gesù a Pasqua se ne va al cielo, ma a Pentecoste ritorna sotto un'altra forma: lo Spirito. Cosa sta succedendo? Gesù è morto e gli apostoli sono presi dalla paura: "Che accadrà adesso?".

Quante volte ci troviamo in questa situazione. Sei dirigente di banca: lavoro sicuro, ben retribuito, bella posizione sociale. Ma il tuo hobby, il tuo desiderio profondo è fare il fotografo. Hai la possibilità di entrare in società con un amico fotografo. Che si fa?
Il tuo fidanzato vive in Toscana e tu sei del Veneto. Ti dice: "Ci sposiamo?". Avresti anche la possibilità di farti spostare il lavoro lì e lo ami tanto, ma vuol dire lasciare tutti gli amici, la tua famiglia d'origine, le relazioni, tutto il tuo mondo. Che si fa?
Fra te e tua moglie non va male, vi capite, siete d'accordo sull'educazione dei figli, vi volete bene, ma c'è qualcosa che non gira, il fuoco dell'amore non s'accende, il rapporto tira avanti un po' stancamente. Che c'è da fare?
Stai facendo la tua vita: il lavoro ce l'hai, la famiglia (moglie e figli) pure, gli amici anche, tutto sembra andare bene ma in realtà tu dentro sei spento e procedi per forza d'inerzia.
Vai in chiesa, rispetti le regole cristiane, sei generoso, ma non c'è slancio nella tua fede, non c'è passione; quando parli di Dio sembri un insegnante non un innamorato, perché?
Sei una brava persona (e in effetti lo sei davvero), rispettato, se puoi aiuti gli altri, sei presente in casa e con i figli, attento con tutte le persone, ma sei insoddisfatto perché senti che tu non sei proprio così. Che si fa?

Cosa è necessario in tutte queste situazioni? Cosa è successo agli apostoli?

Il giorno di Pentecoste per gli apostoli è stato un salto qualitativo, quantico. Da un livello di superficie sono passati ad un livello interno, dall'esteriorità sono passati all'interiorità, dalla dipendenza sono passati all'autonomia e alla libertà. Fu un passaggio che li sconvolse, che li rovesciò, che li mise in crisi.
Le due immagini "rombo come di vento" (2,2) e "fuoco che si divideva" (2,3) indicano un passaggio potente, destabilizzante, anche terribile all'inizio, in ogni caso così forte che poi non sarai mai più come prima.

Questo salto qualitativo ti ha portato dall'essere freddo, insipido, al bruciare, al trovare senso e passione. Questo contatto con Dio in te ti ha permesso di individuarti, di trovare la tua forma e la tua unicità.

Solo così avvengono i grandi passaggi della vita: se non c'è Spirito, se non c'è vento e fuoco, non si va da nessuna parte!; non si possono fare le grandi scelte, non si può andare in tutto il mondo.

Il dirigente di banca: se non metti te prima della posizione sociale, non puoi fare nessun salto di vita. Se invece di osare e rischiare per fare quello che ti riscalda, preferisci la sicurezza e la stabilità, ti condanni a seguire un binario già fatto: sicuro ma non è il tuo. Ci vuole Spirito!

Il fidanzato in Toscana: se non fai un salto di fiducia e prendi questa decisione che sconvolgerà la tua vita, se non metti prima il fuoco dell'amore, se non segui il tuo cuore mettendo a tacere le voci della paura: "Ce la farò? Sarò in grado? E se poi finisce male? Sarò sola?", vivrai per tutta la vita con il rammarico di ciò che avrebbe potuto essere ma che per paura non è stato. Ci vuole Spirito!
Fra te e tua moglie: se non avviene un salto di relazione il rapporto si trascinerà negli anni. Un salto di relazione vuol dire che ciò che c'è dentro è la nostra forza: quindi scambiarci il nostro profondo e incontrarci nella nostra parte più interna (e per questo intima). Ma ci vuole Spirito, coraggio, apertura, per farlo!
L'andare in chiesa: se non avviene un salto di fede rimarrai un semplice esecutore di regole religiose (bambino nella fede). Il salto è che Dio non è una regola, un precetto, una formula, ma una persona di cui innamorarsi, che ti prende dentro, che diventa esempio e modello di energia, coraggio, forza, libertà, passione, per cui guardando il suo fuoco tu sprigioni il tuo fuoco. Questione di Fuoco!

Te stesso: se il coraggio della libertà e della decisione non ti portano a trovare la tua missione nella vita, il senso delle tue giornate, la strada del tuo destino, magari farai tante cose belle e buone, ma non ciò per cui tu esisti. Ci vuole lo Spirito della libertà che ti porta a seguire solamente la tua unica chiamata.

La festa di Pentecoste esprime la verità che Dio abita dentro di noi. Dio non è più presente fisicamente in mezzo a noi; Dio è presente con il suo Spirito. Quando noi sentiamo questa affermazione pur registrandola con la mente e sapendola ripetere a memoria, traduciamo così: "E cosa vuol dire tutto questo? Io non lo sento! Cos'è lo Spirito?".
Se noi chiediamo alle persone cos'è lo Spirito, la maggior parte non saprà cosa rispondere. E se non sa rispondere è perché non lo conosce, non ne ha esperienza, non lo ha mai vissuto. Molti pensano che lo Spirito sia qualcosa che si aggiunge a quello che siamo. Quindi, ne posso fare anche a meno. Ma lo Spirito non è un di più, ma qualcosa che noi già siamo. Altri pensano che lo Spirito sia in contrasto con la materia - e non vi è cosa più erronea - per cui spirituale vuol dire disincarnato, fuori del mondo.

Materia è il pane della domenica sull'altare. Spirito è quando io vedo in quel pane, il Pane, il Cristo. Materia è quando vedo nel mio collega o in una persona solo uno che rompe i miei piani, uno che scoccia, uno che mi dà fastidio. Spirito è quando inizio a vedere uno che soffre, uno che ha un cuore e un'anima. Materia è quando vedo di fronte al nuovo giorno solo un altro giorno di lavoro. Spirito è quando posso vedere un'altra opportunità che mi viene data per sperimentare la vita. Materia è quando qualcosa mi fa innervosire. Spirito è quando inizio a chiedermi il perché, che cosa devo imparare o che cosa devo cambiare del mio comportamento o del mio modo di pensare. Materia è quando guardo una donna e voglio possedere il suo corpo. Spirito è quando inizio a percepire che quella donna è una creatura, con un cuore che batte e che pulsa. Materia è mangiare, spirito è gustare. Materia è respirare (avviene in automatico), spirito è essere consapevoli del respiro (non a caso ruah, spirito, in ebraico vuol dire anche soffio). Materia è udire il canto degli uccelli, spirito è ascoltare il canto degli uccelli. La stessa vita può essere terribilmente materiale o terribilmente spirituale, piena di buio o di luce. Tutto può essere materia o tutto può essere spirito, dipende dai miei occhi.

M.P.

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La sera quando i pensieri, i ricordi
Si fanno più intensi
Accendi una candela
Sarà la luce del tuo Angelo.
Nella penombra,Egli saprà farsi sentire
Saprà farsi ascoltare.
In quei momenti non avrai freddo
Ma sentirai la pelle d’oca,
sentirai nel tremolio della fiamma
il volteggiare delle Sue ali,
sentirai nel calore della fiamma
il Suo alito baciare il tuo viso.
Egli sorriderà hai tuoi sogni
E veglierà il tuo sonno.!
( michael)

 

 

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Orme di piedi
sfiorano fili d'erba.
Orme in scia
alla ricerca del tempo
trascinano un ricamo
su quel prato decorato di fiori.
Petali riflessi nella notte
oscurano le stelle,
leggeri desideri sfiorano
la luminosità dell'anima.

 

 

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