Ossessionando

Ritratto di signora in un interno


Mi vedo riflessa nello specchio.I capelli li ho lavati di corsa, poco prima di uscire, e asciugati con un paio di colpi di phon soprattutto nella zona della nuca. Eppure non sono così male: i ricci sono ricci, e non ci ho messo neppure una noce di schiuma o di gel. Il risultato è sicuramente migliore di molte altre volte, quando lotto per mezz'ore intere contro la natura ribelle della mia chioma e poi, stremata, mi abbandono al trionfo dell'anarchia capillare. La testa reclinata all'indietro è una criniera scura, retaggio ancestrale di una figura femminile selvaggia e poco incline, almeno in questo momento, alla razionalità.  I miei vestiti sono finiti per terra, sparsi ovunque per la stanza e stranamente non sento l'esigenza di coprirmi. Sbircio lo specchio di sbieco e penso che no, non sono poi così male, con un gioco di contrasti tra la  carnagione chiara che spicca sotto la massa di capelli castani e la figura morbida, disegnata per accogliere e non per respingere. Ma che per capirlo abbia bisogno della presenza di una statuaria figura maschile che mi bacia sul collo è il dettaglio più grottesco dell'intera scena.