Mentre mi diverto ad osservare, da lontano e assolutamente al di sopra delle parti, la diatriba tra contributors che si è creata qualche pagina fa, mi sono venute in mente altre tipologie di cupidino che incrocio quotidianamente qui dentro.LO SPASMODICO. Ti scrive un messaggio, tu fai l’errore di visitare la sua scheda e dopo dieci secondi netti ricevi: Allora? Non mi rispondi? Dopo venti: Passi ma non lasci un messaggio? Dopo trenta: Ma cos’ho che non ti piace?Nel caso avessi voluto rispondere e fossi stata impegnata per quei fatidici trenta secondi a fare qualcos’altro, la voglia di contattarlo passa. La possibilità svanisce. Nel frattempo sono cadute le braccia.IL RISPARMIOSO. Forse nessuno gliel’ha detto, in Cupido non si paga un tanto a parola. Quindi lui tende ad esprimersi con monosillabi o parole uniche, di solito molto brevi (ciao/piacere/ehi/peccato). Crede però che la punteggiatura sia gratis, infatti abbonda con punti esclamativi o interrogativi, forse in saldo di fine stagione.LO SGRAMMATICATO. Pericoloso come un serpente a sonagli, sibila nel web seminando il panico. Ma un uomo non si scriveva senza l’apostrofo? E lui ce lo mette. Dopo il che ci vuole il congiuntivo? E lui usa l’indicativo. Deve esprimere sorpresa o dimenticanza? Invece di ah digita ha con effetti surreali di cui non si renderà conto a meno che non incontri una purista della lingua come me che lo bacchetta amorevolmenteL’IRRESISTIBILE. Bassa autostima? Poca fiducia nei propri mezzi? Incertezza? Lui se ne fa un baffo, non sa nemmeno cosa siano. Bello, brillante, intelligente… Provami, non resterai delusa… Saprò conquistarti… Più che presentazioni sembrano slogan pubblicitari. Più che inviti, a volte hanno il suono sinistro della minaccia.IL POETA PREDATORE. Non c’è via di scampo, è come la mela, ce ne vuole almeno uno al giorno. Può scrivere versi propri (ma sono pochi gli ardimentosi) oppure trascrivere quelli di altri. Prévert, Garcia Lorca, Neruda sono i più gettonati. Il problema è che il poeta predatore non conosce i credits e si dimentica – che sbadato – di mettere il nome dell’autore facendo credere che sia farina del suo sacco. Il poeta predatore suscita in me un istinto naturale per la protezione dei diritti d’autore. Quando riconosco dei versi scrivo e chiedo giustizia per lo scrittore. Magari si finisce anche a parlare di poesia. Confesso che con un poeta predatore dalla sgridata siamo anche passati ad una forma di conoscenza molto meno formale e molto più... interessante
Post N° 135
Mentre mi diverto ad osservare, da lontano e assolutamente al di sopra delle parti, la diatriba tra contributors che si è creata qualche pagina fa, mi sono venute in mente altre tipologie di cupidino che incrocio quotidianamente qui dentro.LO SPASMODICO. Ti scrive un messaggio, tu fai l’errore di visitare la sua scheda e dopo dieci secondi netti ricevi: Allora? Non mi rispondi? Dopo venti: Passi ma non lasci un messaggio? Dopo trenta: Ma cos’ho che non ti piace?Nel caso avessi voluto rispondere e fossi stata impegnata per quei fatidici trenta secondi a fare qualcos’altro, la voglia di contattarlo passa. La possibilità svanisce. Nel frattempo sono cadute le braccia.IL RISPARMIOSO. Forse nessuno gliel’ha detto, in Cupido non si paga un tanto a parola. Quindi lui tende ad esprimersi con monosillabi o parole uniche, di solito molto brevi (ciao/piacere/ehi/peccato). Crede però che la punteggiatura sia gratis, infatti abbonda con punti esclamativi o interrogativi, forse in saldo di fine stagione.LO SGRAMMATICATO. Pericoloso come un serpente a sonagli, sibila nel web seminando il panico. Ma un uomo non si scriveva senza l’apostrofo? E lui ce lo mette. Dopo il che ci vuole il congiuntivo? E lui usa l’indicativo. Deve esprimere sorpresa o dimenticanza? Invece di ah digita ha con effetti surreali di cui non si renderà conto a meno che non incontri una purista della lingua come me che lo bacchetta amorevolmenteL’IRRESISTIBILE. Bassa autostima? Poca fiducia nei propri mezzi? Incertezza? Lui se ne fa un baffo, non sa nemmeno cosa siano. Bello, brillante, intelligente… Provami, non resterai delusa… Saprò conquistarti… Più che presentazioni sembrano slogan pubblicitari. Più che inviti, a volte hanno il suono sinistro della minaccia.IL POETA PREDATORE. Non c’è via di scampo, è come la mela, ce ne vuole almeno uno al giorno. Può scrivere versi propri (ma sono pochi gli ardimentosi) oppure trascrivere quelli di altri. Prévert, Garcia Lorca, Neruda sono i più gettonati. Il problema è che il poeta predatore non conosce i credits e si dimentica – che sbadato – di mettere il nome dell’autore facendo credere che sia farina del suo sacco. Il poeta predatore suscita in me un istinto naturale per la protezione dei diritti d’autore. Quando riconosco dei versi scrivo e chiedo giustizia per lo scrittore. Magari si finisce anche a parlare di poesia. Confesso che con un poeta predatore dalla sgridata siamo anche passati ad una forma di conoscenza molto meno formale e molto più... interessante