John Wayne. Mi è tornato in mente stamattina, all'improvviso, in un "Un uomo tranquillo" di John Ford (... che ci volete fare, amo le storie d'amore). Quest'attore per me ha sempre incarnato l'America ed il suo sogno. Per osmosi dalla grande passione materna, si può tranquillamente dire che sia cresciuta a pane e filmografia, rigorosamente, americana. Che io ricordi, l'America, con le sue grandi città così come con le vaste praterie piuttosto che i suoi aridi deserti, era la mia meta da raggiungere. Avrei voluto vivere lì, mi sembrava il miglior posto al mondo. Ho avuto l'opportunità di visitarla un'unica volta, invece. A New York ed in Florida. Era il 1995. In piena era edonista. E mi sembrò grandiosa. Ancora il miglior posto al mondo. Ma, oggi, che fine ha fatto quel sogno? Si è disfatto nei grafici che misurano la discesa di un indice di borsa. Liquefatto nella notizia confortante che l'1% della popolazione degli Stati Uniti detiene l'80% delle sue ricchezze (chissà in quali paradisi fiscali? è proprio il caso di dire), volatilizzato nello sguardo perso e rassegnato di un Presidente che va in vacanza a Martha's Veniard, scomparso, ebbebe sì, tra le code di Americani che fanno la fila alla pubblica assistenza ed i cartelli vendesi appesi alle vecchie case di legno con i loro porticati ed i loro dondoli di metallo cigolante che sempre amai.
Il sogno dopo il 09/11.
John Wayne. Mi è tornato in mente stamattina, all'improvviso, in un "Un uomo tranquillo" di John Ford (... che ci volete fare, amo le storie d'amore). Quest'attore per me ha sempre incarnato l'America ed il suo sogno. Per osmosi dalla grande passione materna, si può tranquillamente dire che sia cresciuta a pane e filmografia, rigorosamente, americana. Che io ricordi, l'America, con le sue grandi città così come con le vaste praterie piuttosto che i suoi aridi deserti, era la mia meta da raggiungere. Avrei voluto vivere lì, mi sembrava il miglior posto al mondo. Ho avuto l'opportunità di visitarla un'unica volta, invece. A New York ed in Florida. Era il 1995. In piena era edonista. E mi sembrò grandiosa. Ancora il miglior posto al mondo. Ma, oggi, che fine ha fatto quel sogno? Si è disfatto nei grafici che misurano la discesa di un indice di borsa. Liquefatto nella notizia confortante che l'1% della popolazione degli Stati Uniti detiene l'80% delle sue ricchezze (chissà in quali paradisi fiscali? è proprio il caso di dire), volatilizzato nello sguardo perso e rassegnato di un Presidente che va in vacanza a Martha's Veniard, scomparso, ebbebe sì, tra le code di Americani che fanno la fila alla pubblica assistenza ed i cartelli vendesi appesi alle vecchie case di legno con i loro porticati ed i loro dondoli di metallo cigolante che sempre amai.