Appena arrivata in ditta, un anno e mezzo fa, trovavo esagerato l'uso dei blocchi di vendita nei confronti dei clienti insolventi. Al primo mancato pagamento di una fattura, anche di modico valore, da noi vige infatti la regola che non si effettuano ulteriori consegne fino a saldo completo del debito. Chiaramente ogni cliente è opportunamente e periodicamente valutato in base alla sua capacità di solvenza che si esprime nella concessione di un fido di fornitura, il cui sforamento deve essere ogni volta autorizzato e, nella maggior parte dei casi, pagato in anticipo. E qui viene il bello. Così come le banche han chiuso i cordoni delle loro casse per le aziende, allo stesso modo, le aziende, per sopravvivere in tempo di crisi (e di fallimenti a catena), son state costrette a ridurre drasticamente la concessione di dilazioni di pagamento ai propri clienti. Risultato? Nell'era, ormai, post-carta di credito ecco ricomparire il caro vecchio monito di antica memoria che spesso vedevamo, bambini, affisso ai muri delle piccole botteghe: "Qui non si fa credito". E non basta. Per poter effettuare l'ordine di merce non presente in magazzino, la ditta si cautela con anticipi del 30%. Signori, il credito è morto, onore (si fa per dire visto dove c'ha portato) al credito.