Scritto sul corpo

Il femminile allo specchio


separare la dolcezza dal godimento, la tenerezza dalla sessualità, offre sul lavoro performance sempre più alte, a scapito, però, della propria natura accogliente, protettiva, generosa. Questa «eccellenza» del fare, come rivelano recenti studi, ha, infatti, un costo altissimo: sta comportando una caduta verso l’abisso della depressione, dell’autolesionismo, dell’isolamento. «Anoressia, bulimia, rifiuto del corpo, pratiche autolesive e via di seguito sono malattie che si declinano sempre più al femminile»Perché? La donna sempre più in corsa, e in competizione per il successo e l’avere, fotocopia, oggi, tendenze sentimentali maschili maggiormente indirizzate alla prestazione anziché ai sentimenti, cerca avventure rienergizzanti e facili da vivere tra un viaggio di lavoro e l’altro, colleziona micro-storie senza più l’«ingombro» dell’amore, affastella amicizie e conoscenze di facile consumo… Ma questo accumulo di piacere, lavoro, esperienze fa a pugni con la sua natura biologica: gli estrogeni agiscono sui circuiti cerebrali in modo tale che la donna risponda alle tensioni con atteggiamenti protettivi e, al tempo stesso, di stimolo alla creazione di reti sociali calde e solidali. Niente a che vedere con la nevrotica accelerazione degli incontri. Anche la sessualità femminile è profondamente diversa da quella maschile: il desiderio è lento, fluttua di settimana in settimana sotto l’input delle variazioni ormonali ed è contrassegnato da ricettività, carica emozionale, attesa.mentre la scienza indica con chiarezza cosa e quanto alle donne serve per esplicare appieno le proprie potenzialità, imperativi sociali, economici, culturali spingono in tutt’altra direzione e, così, succede che la maternità sia vissuta come un ostacolo, il servizio un’onta alla realizzazione, la cura degli altri un freno all’aggressività indispensabile per vincere.