ESTATE 2008

L'EUROPA CI TOGLIE IL CROCIFISSO MA LASCIA LE ZUCCHE DI HALLOWEEN


Copio e incollo da Tiscali Notizie:"Certamente c'é apprezzamento" per il ricorso annunciato ieri dal governo italiano contro la sentenza con cui la Corte dei diritti umani di Strasburgo ha detto no al crocifisso nelle aule scolastiche italiane. Il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, a margine di una conferenza stampa all'ospedale pediatrico Bambin Gesù, ha spiegato che "la Santa Sede farà i passi che le spettano nel senso di stimolare, come ha detto anche la conferenza episcopale italiana, i cristiani a reagire". Il Vaticano già martedì, giorno della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, ha preso posizione contro quella che considera "un'ingerenza" nei confronti dello Stato italiano, invitando i cattolici a ribellarsi. La decisione del governo di presentare ricorso, preceduta dalle parole del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, soddisfa quindi le gerarchie vaticane."Noi non possiamo interferire nelle decisioni della Corte europea - ha inoltre affermato il ministro degli Esteri vaticano - ma certamente c'é apprezzamento" per il ricorso contro la sentenza annunciato ieri dal governo italiano. "Spero che siano anche altri governi - ha auspicato il porporato - a fare questo ricorso per una cosa che non riguarda solo l'Italia ma spazia anche oltre l'Unione Europea". Il segretario di Stato per spiegare quale sia la valenza culturale oltre che religiosa del crocifisso, ha infine ricordato anche un articolo di alcuni anni fa di Natalia Ginzburg in difesa del simbolo cristiano.Si apre il dibattito - Se la reazione della Chiesa appare scontata, dal mondo politico arrvano segnali differenti. "A differenza di quanto dichiarato dal ministro Gelmini, proprio lo spirito concordatario non contempla l'obbligatorietà, da parte dello Stato, di ricorrere contro la decisione della Corte europea", ha detto il socialista Bobo Craxi, che sottolinea come "quella cattolica, infatti, non è più religione di Stato dall'ultima revisione. Così come "precipitosa" è apparsa alla leader radicale Emma Bonino la reazione del governo che invita a "riflettere senza fare barricate". Per il vicepresidente del Senato infatti "non c'é nessuno scandalo, nessun furore laicista che ispira la sentenza della corte europea di Strasburgo". Per la Bonino, la sentenza è "un inno alla religiosità, se per religiosità si intende l'aderenza individuale a qualche credo religioso. Semmai sarebbe utile avere comportamenti coerenti con il proprio credo, cosa che non guasterebbe, di questi tempi"."Sentenza sia occasione di confronto" - Per Nichi Vendola questa è l'occasione giusta per avviare un confronto perché la sentenza "merita una discussione, un approfondimento, spero senza spirito di crociata, senza anatemi reciproci". E alla domanda se l'unità del Paese può essere picconata dalla sentenza sul crocifisso? "No, non credo. Quella sentenza - ha risposto - allude a differenze di valutazione rispetto ai simboli che riguardano una religione prevalente in un Paese. Ma non c'entra niente con l'unità del Paese".Bossi: "Una stronzata" - Sono in tanti però, soprattutto in seno alla maggioranza, a difendere l'operato del governo. Se il ministro per le riforme, Umberto Bossi, liquida la questione come "una stronzata", sostenendo che "l'Europa è distante dalla gente" perché "fa il contrario di quello che vogliono i cittadini" e pertanto il crocifisso andrebbe messo "in tutti i luoghi pubblici", Formigoni ricorda che "il crocifisso fa parte della storia d'Europa e non è solo un simbolo religioso, ma un simbolo di civiltà". Nel frattempo gli esponenti dell'Udc organizzano una raccolta di firme a Torino domenica prossima davanti alle chiese.04 novembre 2009 Che ne pensate?