Questione croce nei luoghi pubblici.Che ne penso?Sono credente, e al tempo stesso laico.Significa che credo, ma altrettanto che sono convinto che la religione sia un fatto personale e, al limite, da trattare nei luoghi preposti: chiese,sinagoghe, moschee, templi, etc.Sono quindi contrario alle manifestazioni "temporali" della religione, come per esempio accade in italia, con i crocefissi ovunque: scuole, poste, uffici comunali, caserme...e per non parlare dei santini, delle madonne , delle immagini di padre pio, etc, etc..Quindi, personalmente, sarei propenso alla posizione che hanno molti paesi europei tra cui, quello che più stimo per quanto concerne in generale la civiltà e la società, la Francia: vietati tutti i simboli religiosi in luoghi pubblici.Così non si offende nessuno, e chi vuol pregare va in chiesa (moschea, sinagoga, etc).Ma l'opinione personale non può, e non deve, contare nulla quando si ragiona su questo tema.E quindi cerco di essere logico e di depersonalizzare il mio ragionamento.E quando faccio questo sforzo (depersonalizzarmi), bhe allora mi rendo conto che la sentenza del tribunale europeo preposto, seppur assolutamente civile e condivisibile, è una colossale vaccata!Spiego i perchè:1) La "questione crocifisso" non può essere ridotta a mera questione di diritti civili. Questo tipo di approccio è eccessivamente tecnicistico e quindi dozzinale. Certo è anche una questione di diritti civili, ma è soprattutto una questione culturale.2) Evidentemente una questione culturale che implica un paio di millenni di tradizioni ed abitudini, per milioni di persone, non può essere di certo risolta in un tribunale.3) Approcci come quelli della corte europea altro non fanno che serrare i ranghi dei bigotti cattolici, indebolendo ulteriormente le ragioni dei laici, pochi, seri.L'Italia è il paese in cui risiede il Vaticano, è il pease del Papa, delle madonne piangenti, dei santi, dei padri pii ad ogni angoli, dei santini sulle auto e nei portafogli, dei milioni di campanili e chiese.L'influenza del cristianesimo nella cultura, nell'arte, nello sviluppo e anche nel degrado di questa nazione ha 2000 anni di storia.La battaglia di modernizzazione DEVE essere combattuta sul piano culturale e politico, e la battaglia sarà necessariamente lunga e dura.Pensare che sconfiggere 2000 anni di cultura religiosa con una sentenza di un manipolo di giudici, è puramente esilarante.La Francia, per inciso, ha tagliato la testa a re e cardinali 300 anni fa, noi andiamo ancora alle processioni di san rocco nghi tutte lu canuccie....Diciamo che ci vorrà ancora qualche secolo, e non qualche giudice. (PS: è chiaro che la penso così anche quando si parla di Re Silvio da Arcore.Pensare di abbatterlo per via giudiziaria quando in milioni lo votano è semplicemente risibile.Il problema è capire perchè lo votano, e convincerli del contrario.E bisogna esserne capaci...)
Questioni ... cruciali
Questione croce nei luoghi pubblici.Che ne penso?Sono credente, e al tempo stesso laico.Significa che credo, ma altrettanto che sono convinto che la religione sia un fatto personale e, al limite, da trattare nei luoghi preposti: chiese,sinagoghe, moschee, templi, etc.Sono quindi contrario alle manifestazioni "temporali" della religione, come per esempio accade in italia, con i crocefissi ovunque: scuole, poste, uffici comunali, caserme...e per non parlare dei santini, delle madonne , delle immagini di padre pio, etc, etc..Quindi, personalmente, sarei propenso alla posizione che hanno molti paesi europei tra cui, quello che più stimo per quanto concerne in generale la civiltà e la società, la Francia: vietati tutti i simboli religiosi in luoghi pubblici.Così non si offende nessuno, e chi vuol pregare va in chiesa (moschea, sinagoga, etc).Ma l'opinione personale non può, e non deve, contare nulla quando si ragiona su questo tema.E quindi cerco di essere logico e di depersonalizzare il mio ragionamento.E quando faccio questo sforzo (depersonalizzarmi), bhe allora mi rendo conto che la sentenza del tribunale europeo preposto, seppur assolutamente civile e condivisibile, è una colossale vaccata!Spiego i perchè:1) La "questione crocifisso" non può essere ridotta a mera questione di diritti civili. Questo tipo di approccio è eccessivamente tecnicistico e quindi dozzinale. Certo è anche una questione di diritti civili, ma è soprattutto una questione culturale.2) Evidentemente una questione culturale che implica un paio di millenni di tradizioni ed abitudini, per milioni di persone, non può essere di certo risolta in un tribunale.3) Approcci come quelli della corte europea altro non fanno che serrare i ranghi dei bigotti cattolici, indebolendo ulteriormente le ragioni dei laici, pochi, seri.L'Italia è il paese in cui risiede il Vaticano, è il pease del Papa, delle madonne piangenti, dei santi, dei padri pii ad ogni angoli, dei santini sulle auto e nei portafogli, dei milioni di campanili e chiese.L'influenza del cristianesimo nella cultura, nell'arte, nello sviluppo e anche nel degrado di questa nazione ha 2000 anni di storia.La battaglia di modernizzazione DEVE essere combattuta sul piano culturale e politico, e la battaglia sarà necessariamente lunga e dura.Pensare che sconfiggere 2000 anni di cultura religiosa con una sentenza di un manipolo di giudici, è puramente esilarante.La Francia, per inciso, ha tagliato la testa a re e cardinali 300 anni fa, noi andiamo ancora alle processioni di san rocco nghi tutte lu canuccie....Diciamo che ci vorrà ancora qualche secolo, e non qualche giudice. (PS: è chiaro che la penso così anche quando si parla di Re Silvio da Arcore.Pensare di abbatterlo per via giudiziaria quando in milioni lo votano è semplicemente risibile.Il problema è capire perchè lo votano, e convincerli del contrario.E bisogna esserne capaci...)