PAPAVERI E SOGNI

Post N° 43


LuiDolce mia stellina, sento la tua tristezza nella voce! Anche la tua luce sembra essere  opaca meno luminosa, meno brillantina…. Tu parli di nubi ma ben altra è la ragione: per curiosità mi sono lasciato prendere per un attimo da un altro cielo, ed per un attimo ho lasciato il nostro. C’era una vocina che chiamava, tu hai pensato subito alla cattiva maga Circe, No mia stellina, non è un altro desiderio d’amore, che spinge a cercare. Quasi tu non mi bastassi, qualcosa di più appetibile, fuori del nostro amore. Solo un desiderio di esplorare, di sapere cosa c’è in altri cieli oltre il nostro…  e subito la tua luce è diventata più fioca perché non confortata e resa più intensa dalla tua stellina maschio. Torno di corsa da te perché vana sarebbe la mia ricerca senza te, fuori di te... La tua stellina maschio, senza te, diverrebbe più pallida e lontana…. la maga Circe potrebbe approfittarne per fare del male a me e a te. Noi non lo permetteremo…. Ritorno veloce nel nostro cielo, sopra le nuvole, sopra il sibilo del vento, vengo da te a prendere luce da te, a prendere amore da te… Chi vorrà potrà venire nel nostro cielo e inebriarsi, rivestirsi della nostra luce mai del nostro amore… Appartiene a me…appartiene a te: è nostro e solo nostro. Dammi la tua mano, prendimi per mano, …Non conservare ne amarezza e delusione per un temuto abbandono…. La mia luce, la tua luce diventa straordinariamente luminosa quando volteggiamo nel nostro cielo, quando accogliamo con gioia il nostro amarci… Stellina femmina, sei la sola capace di capire e dare gioa al mio cuore…. Al nostro cuore! La sola che canta soavemente  la vita, l’amore. Ti inebri il mio canto di gioia e freschezza per il nostro cielo, canto per te e con te….. o  nel profumato e luminoso campo di grano tempestato di rossi papaveri.