Il 12 ottobre è la "Giornata delle morti bianche". Secondo le statistiche ogni giorno muoiono in media tre persone sul lavoro, una strage infinita che rimane in un inspiegabile silenzio.Sono uomini e donne considerati numeri da statistica, senza volto , senza storia che vengono citati laconicamente dai media senza soffermarsi sulle ragioni di questa ecatombe .I politici commentano queste notizie con le solite frasi di circostanza e il problema viene liquidato con fastidio come un male di cui non si può parlare che potrebbe intaccare l'immagine del Paese delle meraviglie in cui ci illudiamo di vivere.Nessuno s'indigna se i lavoratori muoiono perché non vengono rispettate le norme di sicurezza, se vi sono tanti lavoratori che non godono di nessuna tutela. Apprendiamo le notizie che riportano giornalmente la conta macabra dei morti senza che la nostra coscienza sia scossa.Sono morti bianche, che passano in silenzio, migliaia di uomini che sono morti soltanto per svolgere il loro lavoro e provare di garantire un'esistenza dignitosa a sé stessi e alle loro famiglie. Occorrre tornare ad indignarsi perché è una delle emergenze più gravi di questo Paese che è ben lontano dall'essere un "Paese normale".