Giornata di festa cedesiL’8 marzo non sarà più “la giornata della donna” , diverrà la “giornata dei deboli”Le donne del così detto mondo occidentale, autrici con le loro mobilitazioni, della “giornata della donna” considerando i risultati raggiunti nei paesi dove questa festa si celebra, hanno deciso che la ricorrenza vada dall’anno in corso in poi devoluta a tutti i deboli. Con questa decisione le donne ritengono che da un lato si manterrà vivo il ricordo del lungo e difficile percorso che le donne hanno dovuto attraversare per guadagnare parità di diritti e rispetto per la loro natura e dall’altro si passerà la fiaccola agli altri oppressi per loro storica o intrinseca debolezza, tra i quali, purtroppo, si annoverano ancora molte, moltissime donne.Tra questi deboli vanno prioritariamente annoverati gli anziani che si vedono sottratto il loro diritto di autodecisione o per carenza economica o per problemi fisici, gli stranieri che sul nostro territorio vengono sfruttati e ignorati, i bambini che in nome della produttività e del consumismo si vedono annullare il loro diritto all’accudimento da parte degli adulti, i malati che perdono la loro identità nel momento della malattia, ridotti a numeri nell’ottuso sistema sanitario, i lavoratori ricattati dallo spauracchio della disoccupazione, gli uomini che vedono negata la loro paternità da donne che usano i figli come merce di scambio e tutti quelli che sono vittime del lento, farraginoso e presuntuoso meccanismo della giustizia.A tutti: buona giornata dei deboli.
Oggi 7 marzo
Giornata di festa cedesiL’8 marzo non sarà più “la giornata della donna” , diverrà la “giornata dei deboli”Le donne del così detto mondo occidentale, autrici con le loro mobilitazioni, della “giornata della donna” considerando i risultati raggiunti nei paesi dove questa festa si celebra, hanno deciso che la ricorrenza vada dall’anno in corso in poi devoluta a tutti i deboli. Con questa decisione le donne ritengono che da un lato si manterrà vivo il ricordo del lungo e difficile percorso che le donne hanno dovuto attraversare per guadagnare parità di diritti e rispetto per la loro natura e dall’altro si passerà la fiaccola agli altri oppressi per loro storica o intrinseca debolezza, tra i quali, purtroppo, si annoverano ancora molte, moltissime donne.Tra questi deboli vanno prioritariamente annoverati gli anziani che si vedono sottratto il loro diritto di autodecisione o per carenza economica o per problemi fisici, gli stranieri che sul nostro territorio vengono sfruttati e ignorati, i bambini che in nome della produttività e del consumismo si vedono annullare il loro diritto all’accudimento da parte degli adulti, i malati che perdono la loro identità nel momento della malattia, ridotti a numeri nell’ottuso sistema sanitario, i lavoratori ricattati dallo spauracchio della disoccupazione, gli uomini che vedono negata la loro paternità da donne che usano i figli come merce di scambio e tutti quelli che sono vittime del lento, farraginoso e presuntuoso meccanismo della giustizia.A tutti: buona giornata dei deboli.