Inviato da odio_via_col_vento il 21/10/08 @ 21:07 via WEBquesta interpretazione di Sant'Agostino la trovo proprio tirata per i capelli. madornale, direi!vuol dire, a parer mio, non aver mai letto Sant'Agostino.perché non piuttosto(e A MAGGIOR RAGIONE!) citare Freud, che per primo parlò delle pulsioni sessuali dei bambini, della loro libido e del loro essere " sessuati" e non asessuati come nella visione della società a lui contemporanea?piccola aggiunta a margine: la difesa del bambino non sta nel loro essere o non essere indenni da peccati (che non significano azioni di tipo sessuale): la difesa del bambino da aggressioni di adulti sta nel loro non essere capaci di scelte responsabili e azioni paritarie nei confronti degli adulti che li adescano. questo ovviamente dovrebbe estendere la tutela contro i pedofili anche agli adolescenti. pedofilo e pederasta per me sono sinonimi (quando si arriva alla punibilità e alla colpevolezza).Rispondo alle critiche di odio_via_col_vento :Eccomi qua, cara Oddy, per primo vorrei chiarire che il mio non è un attacco alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana e men che men ad Agostino d’Ippona che non ho interpretato, ma riportato. Che un grande pensatore vissuto a cavallo tra il 300 e il 400 d.C. alle prese con il peccato originale e l’esistenza del male abbia potuto teorizzare la presenza di tentazioni (caratteri e atteggiamenti atti all’attrazione verso l’amore corporale) persino in un bimbo al quale la prescienza divina non avesse accordato la Grazia, non mi scandalizza. Quello che volevo porre in evidenza è esattamente ciò che definisci “piccola aggiunta a margine”: l’incapacità di un bambino di scelte responsabili, è questa affermazione che mi spaventa, è in questa affermazione che i mostri infilano il grimaldello. Scegliere vuol dire prendere ciò che ci pare meglio, responsabilmente o irresponsabilmente, nello specifico poco importa, per un diabetico, ad esempio, è irresponsabile la scelta di mangiar dolciumi,ma non per questo si condanna il pasticcere. E’ qui che il pedofilo si insinua, il pedofilo più pericoloso che non è il “bruto” che appartiene ad una minoranza facilmente individuabile, ma quello, ben più numeroso ed incredibilmente più pericoloso, quello per intenderci che si nasconde tra parenti e amici, quello apprezzato nella sua professione, quello che si autoassolve sostenendo che i bambini lui li conosce, li ama e non li danneggia, siamo noi che non capiamo. Perché è questo che pensa il mostro che dobbiamo combattere.Tu dici che Freud parla di sessualità nei bambini, è vero e fu, come ben ricordi, dirompente per l’ipocrisia regnante all’epoca, ma parla di percorso di maturazione di questa sessualità in nuce. In altre parole i bambini non possono scegliere non perché manca loro la responsabilità necessaria, ma perché non hanno ancora capito cosa è quella cosa, non puoi scegliere ciò che non hai ancora i mezzi per conoscere, ne responsabilmente ne irresponsabilmente.Violentare un bambino è uccidere il suo sviluppo naturale, non è produrre un semplice trauma, ma impedire ad un essere umano di giungere a manifestare se stesso. Recuperare alla vita un bambino violentato è percorso arduo e lastricato di insuccessi.
RIFLESSIONE 2
Inviato da odio_via_col_vento il 21/10/08 @ 21:07 via WEBquesta interpretazione di Sant'Agostino la trovo proprio tirata per i capelli. madornale, direi!vuol dire, a parer mio, non aver mai letto Sant'Agostino.perché non piuttosto(e A MAGGIOR RAGIONE!) citare Freud, che per primo parlò delle pulsioni sessuali dei bambini, della loro libido e del loro essere " sessuati" e non asessuati come nella visione della società a lui contemporanea?piccola aggiunta a margine: la difesa del bambino non sta nel loro essere o non essere indenni da peccati (che non significano azioni di tipo sessuale): la difesa del bambino da aggressioni di adulti sta nel loro non essere capaci di scelte responsabili e azioni paritarie nei confronti degli adulti che li adescano. questo ovviamente dovrebbe estendere la tutela contro i pedofili anche agli adolescenti. pedofilo e pederasta per me sono sinonimi (quando si arriva alla punibilità e alla colpevolezza).Rispondo alle critiche di odio_via_col_vento :Eccomi qua, cara Oddy, per primo vorrei chiarire che il mio non è un attacco alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana e men che men ad Agostino d’Ippona che non ho interpretato, ma riportato. Che un grande pensatore vissuto a cavallo tra il 300 e il 400 d.C. alle prese con il peccato originale e l’esistenza del male abbia potuto teorizzare la presenza di tentazioni (caratteri e atteggiamenti atti all’attrazione verso l’amore corporale) persino in un bimbo al quale la prescienza divina non avesse accordato la Grazia, non mi scandalizza. Quello che volevo porre in evidenza è esattamente ciò che definisci “piccola aggiunta a margine”: l’incapacità di un bambino di scelte responsabili, è questa affermazione che mi spaventa, è in questa affermazione che i mostri infilano il grimaldello. Scegliere vuol dire prendere ciò che ci pare meglio, responsabilmente o irresponsabilmente, nello specifico poco importa, per un diabetico, ad esempio, è irresponsabile la scelta di mangiar dolciumi,ma non per questo si condanna il pasticcere. E’ qui che il pedofilo si insinua, il pedofilo più pericoloso che non è il “bruto” che appartiene ad una minoranza facilmente individuabile, ma quello, ben più numeroso ed incredibilmente più pericoloso, quello per intenderci che si nasconde tra parenti e amici, quello apprezzato nella sua professione, quello che si autoassolve sostenendo che i bambini lui li conosce, li ama e non li danneggia, siamo noi che non capiamo. Perché è questo che pensa il mostro che dobbiamo combattere.Tu dici che Freud parla di sessualità nei bambini, è vero e fu, come ben ricordi, dirompente per l’ipocrisia regnante all’epoca, ma parla di percorso di maturazione di questa sessualità in nuce. In altre parole i bambini non possono scegliere non perché manca loro la responsabilità necessaria, ma perché non hanno ancora capito cosa è quella cosa, non puoi scegliere ciò che non hai ancora i mezzi per conoscere, ne responsabilmente ne irresponsabilmente.Violentare un bambino è uccidere il suo sviluppo naturale, non è produrre un semplice trauma, ma impedire ad un essere umano di giungere a manifestare se stesso. Recuperare alla vita un bambino violentato è percorso arduo e lastricato di insuccessi.