come ti vorrei

La promessa del Senato


«Mai più un malato morirà di fame e di sete» Vorrei che tutti, politici compresi, prima di parlare pensassero e si informassero, Eluana Englaro non è morta di fame e di sete, è morta a seguito del grave ed irreparabile trauma subito. Dopo il trauma tutto è stato tentato, ma solo una vita vegetativa le era rimasta e, per sua espressa volontà, questa è stata lasciata al suo corso, con la sola umana assistenza della terapia del dolore. Se lei, quando era in grado di farlo, avesse dimostrato la volontà di mantenersi in vita anche in uno stato vegetativo persistente, nessuno avrebbe staccato i sondini. Ora c’è chi parla, anzi urla il suo sdegno, la sua umana impossibilità a calpestar la polvere di un mondo dove non ci si perita di nutrire chi ne ha bisogno, foss’anche contro la sua volontà. Sento dire “ La mia sensibilità mi obbliga ad intervenire quando qualcuno sta morendo di fame e di sete. Nessuno può fermarmi, devo fare tutto ciò che è nelle mie possibilità. Nessuno può dirmi: fermati!” Per carità, chi ti ferma? Vai, fa qualcosa, se servirà ti darò una mano. Da dove cominciamo? Dai senzatetto che affollano le nostre strade, dai clandestini senza speranza, dagli anziani abbandonati nelle loro case, dai malati lasciati alle famiglie senza aiuti domiciliari, tutta gente che finirà col nutrirsi sempre peggio e sempre meno o vogliamo subito affrontare le realtà più crude? Andare, bastano poche ore, dove si muore di fame e di sete tout court?