Ciao.Se avessi avuto il p.c con me, questo post lo avreste potuto leggere due settimane fa spedito dal tavolo di una Malga a 2000 mt sulle alpi Austriache nel Sud Tirolo,Un altro ancora, vi sarebbe arrivato dal Rifugio Locatelli a 2450 mt sulle Dolomiti, all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo .L’ultimo ,ma non per importanza,avrei potuto scriverlo una settimana fa dal Rifugio del Fargno a soli 1400 mt, ad un’ora di macchina da casa .E’ qui che ho passato le mie ferie,in questi tre luoghi,cosi lontani tra loro,ma uniti da un minimo comun denominatore ,gli amici ,la voglia di esserci di divertirsi insieme.Cinque giorni tra Austria ed Italia,un giorno sui Sibillini ,nel mezzo ferragosto solo per riposarsi,pensate un po’.Per me sarebbe stato sufficiente ed accettato come un dono divino, andare anche un solo giorno sul Fargno in mountain bike.Essere in Austria ,come sognavo da anni,a 2000 mt in MTB ,troppa grazia.A volta la vita riserva delle belle sorprese.E’ stato sempre molto difficile far coincidere le esigenze e gli interessi di tutti nel periodo delle ferie,io e due miei due amici siamo appassionati di mtb ,ma abbiamo delle mogli che amano starsene al mare ad abbronzarsi e dei figli in piena adolescenza.Mai avrei pensato che a propormi quel tipo di vacanza sarebbe stata mia moglie refrattaria al 100% alla montagna Sabato 11 Agosto ero seduto sulle scale del Rifugio Locatelli a 2450 mt .sulle Dolomiti ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.Siamo arrivati sino in auto sino al Rifugio Auronzo a 2333 mt percorrendo l’unica strada asfaltata che ci arriva .L’unica ed a pedaggio.Mano a mano che si saliva e la salita diventava sempre più ripida ,il leggero dubbio che mi accompagnava ,tornante dopo tornante,diventava pian piano certezza ,stavamo percorrendo non una salita qualsiasi ma “ la mitica salita delle Tre Cime di Lavaredo,quella del Giro D’Italia” Le scritte ancora chiare sull’asfalto ne davano ulteriore conferma. Emozionante. Invitante. La prima parte del sentiero ,che va dall’Auronzo al Rifugio Locatelli ,fine del sentiero e della nostra escursione è abbastanza agevole e dopo la sosta x il pranzo da il meglio di se. Scolliniamo e finalmente alle nostre spalle ,ci appaiono le Tre Cime Di Lavaredo,in tutta la loro bellezza e maestosità.Sembrano cadute dal cielo e verso il cielo s’innalzano sino ai 3000 mt della vetta piu alta.Hanno un colore chiaro tendente al rosa,cangiante a seconda della luminosità che le dona il sole,tutt’intorno rocce e sassi di un bianco candido,dolcemente adagiate in grandezza decrescente sul bordo del sentiero. Intorno solo silenzio e pace,sopra , solo cielo e nuvole in lento e continuo movimento.Vale la pena aver fatto tutta quella strada ed aver sudato tanto.Spettacolo più unico che raro,specialmente x le sensazioni che da.Ci saranno state più di mille persone a spasso (si fa per dire) sul sentiero principale o sui crinali della montagna ,non un rumore,ne superfluo,ne gratuito,solo lo scricchiolare dei sassi sotto le nostre scarpe ed il vento .Sulle pareti del rifugio ci sono delle foto che ricordano la Grande Guerra ed i soldati che su quelle montagne l’hanno combattuta.Sulle loro facce arse dal sole e dal freddo puoi leggere ancora la loro forza ,il loro valore,la loro sofferenza e la loro grande dignità.Difficile cadere nella tentazione di urla o qualsiasi altro schiamazzo.Lungo i crinali della montagna scavate nella roccia ci sono ancora le postazioni d’avvistamento italiane.Il ritorno al rifugio e quindi al parcheggio viene leggermente disturbato da una fine e fredda pioggia .Abbiamo imparato presto che sui quei monti il clima è molto instabile,siamo partiti con il sole ed in maniche corte,torniamo sudati ed infreddoliti,dentro le nostre felpe che a stento ci riscaldano appena un po’. Si pensa solo al rifugio ed ad un tè caldo.Prima di lasciare il sentiero principale un gruppo di biker sta scollinando la dorsale verso il rifugio Locatelli , un gruppo di dieci persone ,bici non da poco, attrezzatissimi stava per piovere ,ma la cosa non li preoccupava.Il leggero rumore di venti ruote sulla ghiaia, basta a far girare il nostro gruppo.Lo sguardo dei miei amici cerca il mio ,sanno già dov’è il mio pensiero in quel attimo “il prossimo anno torno e vengo su in bici. Chi mi ama mi segua”Quasi al rifugio incontriamo anche una donna in sella alla sua mountain bike , esile e scarna , tosta come la sua bici se son arrivate sin lassù .Si ferma ,sorride compiaciuta del mio sguardo ,sa che sto ammirando la sua bici ,ma è come se ammirassi lei ,non immagina che la sto anche invidiando ,lei come gli altri bikers.Tira su, decisa la lampo del suo windstop, saluta e se ne va.Un leggero rumore e si torna dai pensieri,alla realtà .Il sorriso di mia moglie mi accoglie ,bisogna andare, fa freddo. Freddo. Erano mesi che non sentivo freddo,ed in due giorni era già la seconda volta.Ieri come oggi ero sopra i 2000 mt . Ieri in bici oggi a piedi.Lo stesso freddoSono andato sin lassù,in Austria per andare in bici e solo in bici volevo andare,per anni avevo desiderato seguire Sauro in Austria ed accompagnarlo in mtb per ogni sentiero che diceva di aver fatto.Non immaginavo neanche che posto fosse questo benedetto Sud Tirolo,con le sue colline ed i suoi prati ,di un verde disarmante,con le sue case bianche dai tetti rossi , dai balconi in legno,pieni di fiori ,linde ed ordinate come i suoi abitanti che non sembrano aver mai fretta.Siamo solo a cinque chilometri dal confine italiano e sembra un altro mondo.Qui la fretta, davvero non sembra essere di casa,l’unica cosa che davvero non manca e che sembra crescere veramente negli orti sono le bici di ogni tipo e colore ed i posti per andarci.Ci sono piste ciclabili che partono da Cortina in Italia ed attraversano tutta l’Austria sino in Slovenia e per quello che ho visto io ,sono tenute davvero bene.Se vuoi puoi anche non usarle ,le strade sono biliardi. Gli amanti della bici da corsa ,qui vanno a nozze.Se ami andare in MTB non hai che l’imbarazzo della scelta,alzi gli occhi scegli una salita e vai. Noi abbiamo scelto di salire su sino ai 2000 mt dei pascoli sopra casa,con eventuale sosta in una malga che fa da ristorante ,non si sa mai….ci venisse fame.I primi sei chilometri non sono di grande difficoltà,ci accompagna un torrente dove abbiamo già individuato un sentiero che gli corre a fianco per il ritorno a valle. Dopo la malga ristorante la salita si fa dura ,tra un tornante e l’altro non si pedala per più di dieci metri e ogni curva s’inerpica sempre di più.Rapporto corto,fiato corto x chi non è allenato,sento i miei amici sbuffare pedalata dopo pedalata. Parto per ultimo per questa ultima tratta ,perdo tempo a riporre la macchina fotografica,dopo poche curve li ho già raggiunti ,la cosa mi è piaciuta o spinto sui pedali senza fatica,sudo ,sbuffo,ma mi diverto.Volevi le salite. Eccole.Il peggio sarà tornare giù con queste pendenze e senza freni a disco ,abbiamo delle bici a noleggio e non si può avere tutto nella vita .Guardo le scorciatoie tracciate tra tornante e tornante dagli escursionisti a piedi e mi mordo le labbra x non avere la mia bici per percorrerli in discesa con la giusta sicurezza ed assicurato divertimento .Sarà per il prossimo anno.Arrivati in cima ,la pendenza della discesa sembra ancor più proibitiva ,ma ormai ci siamo e continuiamo a salire.Passiamo in un piccolissimo borgo, non so come chiamarlo ,composto da quattro cinque vecchie malghe ,ristrutturate ed abitate credo da turisti.La strada non è più asfaltata si passa ad uno sterrato puro di montagna( finalmente)un gran bel ciotolato ,pietra rossa ed anche tagliente. Piccolo guado e si sale ancora.Non so a quanti metri siamo arrivati,ma l’aria comincia a farsi fresca e pungente. Mucche al pascolo ci guardano incuriosite.La strada diventa ancor più piccola e dissestata,neanche Sauro che è la nostra guida a mai percorso quest’ultimo tratto e non sa dove portaSi va finchè si può.Il paesaggio da lassù e stupendo vale cento volte la fatica fatta .Ci sono altre cento sentieri da fare. Si decide però di rientrare , sta arrivando l’ennesimo nuvolone nero,prendere un temporale quassù non deve essere una cosa piacevole anche perché senza più sole fa freddo e non siamo attrezzati per la pioggia.Via le maniche corte in tutta fretta e si passa a qualcosa di più adatto al freddo ed alla discesa che ci aspetta.Si va giù x quella discesa come si può ,al limite ovvio, le mani ed i piedi stanno gelando ,non sembra più estate ,abbiamo il nuvolone fantozziano piazzato sopra di noi. La temperatura sarà calata minimo di 10 gradi in 5 minuti.In attesa del ritorno del sole(speriamo)ci si ferma a pranzo nella malga di metà percorso. Pranzo tipico Sud Tirolese ,scegliamo una cosa in brodo x scaldarci un po’.Torna il sole e si riparte e come previsto si passa lungo il torrente,ottimo sterrato divertentissimo.Si va in discesa e si pedala comunque, in circostanze del genere non poteva mancare il grido di battaglia “ iabadabadoooooooooooooooo” e giù in discesa.Si pedala ancora e sempre più forte,abbiamo il vento contro ,la nuvola fantozziana torna sulle nostre teste e con lei il freddo e la minaccia di pioggia ed alla fine pioverà ma siamo già a casa seduti sotto il portico Che giornata a gara con le nuvole e con il vento a rincorrersi con la pioggia.L’indomani saremmo andati alle Tre Cime di Lavaredo ed il giorno dopo ,quello della partenza ,una breve visita a Cortina D’Ampezzo.Vi ho raccontato prima ancora della bici ,delle Tre Cime di Lavaredo ,perché ero andato si ,per andare in bici ,per pedalare,ci sono andato e anche con soddisfazione e ci tornerò,ma la cosa che più mi ha colpito,è stata la calma ed il silenzio che c’era lassù sulle Dolomiti.Ci saranno altre salite e discese nella mia vita ,ma quello che ho visto e sentito lassù è unico.In fondo chi va in bici ama i silenzi e la solitudine.Al Fargno ci siamo andati tre giorni dopo essere tornati ,cambiano i posti le altitudini,ma i risultati e le soddisfazioni di quando si arriva in cima rimangono le stesse . Ci si sente padroni del mondo ed il cuore che batte forte in petto è il solo rumore che ti va d sentire ,mentre gli occhi ti si riempiono di tutto quello che vedi.Su in cima al Fargno avevamo sotto di noi ,Ussita,Frontignano,Bolognola, Sarnano ma il meglio dovevamo ancora scoprirlo.Dopo l’ultima curva ,piccolo ed insospettabilmente affascinante apapre IL lago di Fiastra una piccola e lunga lingua di colore azzurro che s’insinua tra i monti .Uno spettacoloIn questi momenti non si parla . Ovunque .Si ride si scherza sino a che c’è fiato,ma alla meta si sta in silenzio.Buona giornata a tutti .
Post N° 20
Ciao.Se avessi avuto il p.c con me, questo post lo avreste potuto leggere due settimane fa spedito dal tavolo di una Malga a 2000 mt sulle alpi Austriache nel Sud Tirolo,Un altro ancora, vi sarebbe arrivato dal Rifugio Locatelli a 2450 mt sulle Dolomiti, all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo .L’ultimo ,ma non per importanza,avrei potuto scriverlo una settimana fa dal Rifugio del Fargno a soli 1400 mt, ad un’ora di macchina da casa .E’ qui che ho passato le mie ferie,in questi tre luoghi,cosi lontani tra loro,ma uniti da un minimo comun denominatore ,gli amici ,la voglia di esserci di divertirsi insieme.Cinque giorni tra Austria ed Italia,un giorno sui Sibillini ,nel mezzo ferragosto solo per riposarsi,pensate un po’.Per me sarebbe stato sufficiente ed accettato come un dono divino, andare anche un solo giorno sul Fargno in mountain bike.Essere in Austria ,come sognavo da anni,a 2000 mt in MTB ,troppa grazia.A volta la vita riserva delle belle sorprese.E’ stato sempre molto difficile far coincidere le esigenze e gli interessi di tutti nel periodo delle ferie,io e due miei due amici siamo appassionati di mtb ,ma abbiamo delle mogli che amano starsene al mare ad abbronzarsi e dei figli in piena adolescenza.Mai avrei pensato che a propormi quel tipo di vacanza sarebbe stata mia moglie refrattaria al 100% alla montagna Sabato 11 Agosto ero seduto sulle scale del Rifugio Locatelli a 2450 mt .sulle Dolomiti ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo.Siamo arrivati sino in auto sino al Rifugio Auronzo a 2333 mt percorrendo l’unica strada asfaltata che ci arriva .L’unica ed a pedaggio.Mano a mano che si saliva e la salita diventava sempre più ripida ,il leggero dubbio che mi accompagnava ,tornante dopo tornante,diventava pian piano certezza ,stavamo percorrendo non una salita qualsiasi ma “ la mitica salita delle Tre Cime di Lavaredo,quella del Giro D’Italia” Le scritte ancora chiare sull’asfalto ne davano ulteriore conferma. Emozionante. Invitante. La prima parte del sentiero ,che va dall’Auronzo al Rifugio Locatelli ,fine del sentiero e della nostra escursione è abbastanza agevole e dopo la sosta x il pranzo da il meglio di se. Scolliniamo e finalmente alle nostre spalle ,ci appaiono le Tre Cime Di Lavaredo,in tutta la loro bellezza e maestosità.Sembrano cadute dal cielo e verso il cielo s’innalzano sino ai 3000 mt della vetta piu alta.Hanno un colore chiaro tendente al rosa,cangiante a seconda della luminosità che le dona il sole,tutt’intorno rocce e sassi di un bianco candido,dolcemente adagiate in grandezza decrescente sul bordo del sentiero. Intorno solo silenzio e pace,sopra , solo cielo e nuvole in lento e continuo movimento.Vale la pena aver fatto tutta quella strada ed aver sudato tanto.Spettacolo più unico che raro,specialmente x le sensazioni che da.Ci saranno state più di mille persone a spasso (si fa per dire) sul sentiero principale o sui crinali della montagna ,non un rumore,ne superfluo,ne gratuito,solo lo scricchiolare dei sassi sotto le nostre scarpe ed il vento .Sulle pareti del rifugio ci sono delle foto che ricordano la Grande Guerra ed i soldati che su quelle montagne l’hanno combattuta.Sulle loro facce arse dal sole e dal freddo puoi leggere ancora la loro forza ,il loro valore,la loro sofferenza e la loro grande dignità.Difficile cadere nella tentazione di urla o qualsiasi altro schiamazzo.Lungo i crinali della montagna scavate nella roccia ci sono ancora le postazioni d’avvistamento italiane.Il ritorno al rifugio e quindi al parcheggio viene leggermente disturbato da una fine e fredda pioggia .Abbiamo imparato presto che sui quei monti il clima è molto instabile,siamo partiti con il sole ed in maniche corte,torniamo sudati ed infreddoliti,dentro le nostre felpe che a stento ci riscaldano appena un po’. Si pensa solo al rifugio ed ad un tè caldo.Prima di lasciare il sentiero principale un gruppo di biker sta scollinando la dorsale verso il rifugio Locatelli , un gruppo di dieci persone ,bici non da poco, attrezzatissimi stava per piovere ,ma la cosa non li preoccupava.Il leggero rumore di venti ruote sulla ghiaia, basta a far girare il nostro gruppo.Lo sguardo dei miei amici cerca il mio ,sanno già dov’è il mio pensiero in quel attimo “il prossimo anno torno e vengo su in bici. Chi mi ama mi segua”Quasi al rifugio incontriamo anche una donna in sella alla sua mountain bike , esile e scarna , tosta come la sua bici se son arrivate sin lassù .Si ferma ,sorride compiaciuta del mio sguardo ,sa che sto ammirando la sua bici ,ma è come se ammirassi lei ,non immagina che la sto anche invidiando ,lei come gli altri bikers.Tira su, decisa la lampo del suo windstop, saluta e se ne va.Un leggero rumore e si torna dai pensieri,alla realtà .Il sorriso di mia moglie mi accoglie ,bisogna andare, fa freddo. Freddo. Erano mesi che non sentivo freddo,ed in due giorni era già la seconda volta.Ieri come oggi ero sopra i 2000 mt . Ieri in bici oggi a piedi.Lo stesso freddoSono andato sin lassù,in Austria per andare in bici e solo in bici volevo andare,per anni avevo desiderato seguire Sauro in Austria ed accompagnarlo in mtb per ogni sentiero che diceva di aver fatto.Non immaginavo neanche che posto fosse questo benedetto Sud Tirolo,con le sue colline ed i suoi prati ,di un verde disarmante,con le sue case bianche dai tetti rossi , dai balconi in legno,pieni di fiori ,linde ed ordinate come i suoi abitanti che non sembrano aver mai fretta.Siamo solo a cinque chilometri dal confine italiano e sembra un altro mondo.Qui la fretta, davvero non sembra essere di casa,l’unica cosa che davvero non manca e che sembra crescere veramente negli orti sono le bici di ogni tipo e colore ed i posti per andarci.Ci sono piste ciclabili che partono da Cortina in Italia ed attraversano tutta l’Austria sino in Slovenia e per quello che ho visto io ,sono tenute davvero bene.Se vuoi puoi anche non usarle ,le strade sono biliardi. Gli amanti della bici da corsa ,qui vanno a nozze.Se ami andare in MTB non hai che l’imbarazzo della scelta,alzi gli occhi scegli una salita e vai. Noi abbiamo scelto di salire su sino ai 2000 mt dei pascoli sopra casa,con eventuale sosta in una malga che fa da ristorante ,non si sa mai….ci venisse fame.I primi sei chilometri non sono di grande difficoltà,ci accompagna un torrente dove abbiamo già individuato un sentiero che gli corre a fianco per il ritorno a valle. Dopo la malga ristorante la salita si fa dura ,tra un tornante e l’altro non si pedala per più di dieci metri e ogni curva s’inerpica sempre di più.Rapporto corto,fiato corto x chi non è allenato,sento i miei amici sbuffare pedalata dopo pedalata. Parto per ultimo per questa ultima tratta ,perdo tempo a riporre la macchina fotografica,dopo poche curve li ho già raggiunti ,la cosa mi è piaciuta o spinto sui pedali senza fatica,sudo ,sbuffo,ma mi diverto.Volevi le salite. Eccole.Il peggio sarà tornare giù con queste pendenze e senza freni a disco ,abbiamo delle bici a noleggio e non si può avere tutto nella vita .Guardo le scorciatoie tracciate tra tornante e tornante dagli escursionisti a piedi e mi mordo le labbra x non avere la mia bici per percorrerli in discesa con la giusta sicurezza ed assicurato divertimento .Sarà per il prossimo anno.Arrivati in cima ,la pendenza della discesa sembra ancor più proibitiva ,ma ormai ci siamo e continuiamo a salire.Passiamo in un piccolissimo borgo, non so come chiamarlo ,composto da quattro cinque vecchie malghe ,ristrutturate ed abitate credo da turisti.La strada non è più asfaltata si passa ad uno sterrato puro di montagna( finalmente)un gran bel ciotolato ,pietra rossa ed anche tagliente. Piccolo guado e si sale ancora.Non so a quanti metri siamo arrivati,ma l’aria comincia a farsi fresca e pungente. Mucche al pascolo ci guardano incuriosite.La strada diventa ancor più piccola e dissestata,neanche Sauro che è la nostra guida a mai percorso quest’ultimo tratto e non sa dove portaSi va finchè si può.Il paesaggio da lassù e stupendo vale cento volte la fatica fatta .Ci sono altre cento sentieri da fare. Si decide però di rientrare , sta arrivando l’ennesimo nuvolone nero,prendere un temporale quassù non deve essere una cosa piacevole anche perché senza più sole fa freddo e non siamo attrezzati per la pioggia.Via le maniche corte in tutta fretta e si passa a qualcosa di più adatto al freddo ed alla discesa che ci aspetta.Si va giù x quella discesa come si può ,al limite ovvio, le mani ed i piedi stanno gelando ,non sembra più estate ,abbiamo il nuvolone fantozziano piazzato sopra di noi. La temperatura sarà calata minimo di 10 gradi in 5 minuti.In attesa del ritorno del sole(speriamo)ci si ferma a pranzo nella malga di metà percorso. Pranzo tipico Sud Tirolese ,scegliamo una cosa in brodo x scaldarci un po’.Torna il sole e si riparte e come previsto si passa lungo il torrente,ottimo sterrato divertentissimo.Si va in discesa e si pedala comunque, in circostanze del genere non poteva mancare il grido di battaglia “ iabadabadoooooooooooooooo” e giù in discesa.Si pedala ancora e sempre più forte,abbiamo il vento contro ,la nuvola fantozziana torna sulle nostre teste e con lei il freddo e la minaccia di pioggia ed alla fine pioverà ma siamo già a casa seduti sotto il portico Che giornata a gara con le nuvole e con il vento a rincorrersi con la pioggia.L’indomani saremmo andati alle Tre Cime di Lavaredo ed il giorno dopo ,quello della partenza ,una breve visita a Cortina D’Ampezzo.Vi ho raccontato prima ancora della bici ,delle Tre Cime di Lavaredo ,perché ero andato si ,per andare in bici ,per pedalare,ci sono andato e anche con soddisfazione e ci tornerò,ma la cosa che più mi ha colpito,è stata la calma ed il silenzio che c’era lassù sulle Dolomiti.Ci saranno altre salite e discese nella mia vita ,ma quello che ho visto e sentito lassù è unico.In fondo chi va in bici ama i silenzi e la solitudine.Al Fargno ci siamo andati tre giorni dopo essere tornati ,cambiano i posti le altitudini,ma i risultati e le soddisfazioni di quando si arriva in cima rimangono le stesse . Ci si sente padroni del mondo ed il cuore che batte forte in petto è il solo rumore che ti va d sentire ,mentre gli occhi ti si riempiono di tutto quello che vedi.Su in cima al Fargno avevamo sotto di noi ,Ussita,Frontignano,Bolognola, Sarnano ma il meglio dovevamo ancora scoprirlo.Dopo l’ultima curva ,piccolo ed insospettabilmente affascinante apapre IL lago di Fiastra una piccola e lunga lingua di colore azzurro che s’insinua tra i monti .Uno spettacoloIn questi momenti non si parla . Ovunque .Si ride si scherza sino a che c’è fiato,ma alla meta si sta in silenzio.Buona giornata a tutti .