VITE TRAT..TENUTE

Post N° 1818


Stappi la penna e cominci ad accarezzare la carta, i pensieri come trapezisti sulle note nelle tue orecchie o nella tua testa, e pensi che anche tu, dentro, hai abbastanza sentimenti per un film.Ripensi a te che scivoli sola nell’oscurità, le mani affondate nelle tasche del giubbotto, rosso. Le scarpe da ginnastica di propria iniziativa acquistano una circospezione vellutata come la notte in cui nuoti. E ad un tratto t’accorgi che sei proprio come quello che nei libri si chiama “passi felpati”, quell’espressione che non avevi mai capito, che pensavi esistesse solo nei libri, fino a quando non l’hai provata, nella notte, sola.Raccogli un seme di sesamo dal letto, fai in modo che si appiccichi al tuo indice e poi lo prendi delicatamente con la lingua e lasci che il sapore si sprigioni da un seme così infinitesimale mentre lo spezzi con gli incisivi.Guidi la penna lungo la tua pelle, disegnando arabeschi lenti, mappa non cosciente dell’ondeggiare dei tuoi pensieri. E tutto ad un tratto l’intero tuo corpo, anche il respiro che hai lì fra le labbra dischiuse, tutto il tuo corpo è in quel contatto fra la punta della penna e la pelle.