STOSULLARIVAESOGNO

tratto da "Dago Red" di John Fante


Erano senza pieta',quegli inverni del Colorado.Neve ogni giorno,e a sera,dall'altra parte delle Montagne Rocciose,se ne tramontava un sole di un rosso che piu' deprimente non si puo'.La nebbia stringeva i monti e noi sotto,a cercare di trapassarla a palle di neve.Quel diluvio bianco non dava requie agli alberi,il vento sollevava la neve a cumuli,a mucchi,e la depositava contro i recinti e i capanni del carbone.Mio Padre faceva il muratore.Per via della neve,non poteva lavorare.La malta gli si congelava ancora prima di rapprendersi,e le dita gli diventavano rigide e prive di sensibilita'.Lui pero' era un uomo freneticamente attivo,qualcosa da fare doveva avercela sempre,e quella lunga sequenza di giornate in bianco lo esasperava,e lo rendeva pericoloso mentre si aggirava in casa.Fumava un sigaro via l'altro,faceva schioccare rumorosamente le nocche,andava avanti e indietro da una stanza all'altra come se fosse stato in gabbia.Quando lo vedevamo muoversi a quel modo,noi bambini venivamo presi dal terrore e filavamo via non appena quella bassa figura muscolosa si materializzava all'improvviso.Dovunque andassimo,c'era sempre nell'aria l'aroma pungente di quei suoi contorti toscanelli.