La nostra casa era su un acro di terra a cento metri dalla scogliera e dal fragoroso oceano sottostante.Era un rancho a forma di ipsilon circondato da un muro di cemento che racchiudeva completamente il terreno.Lungo il muro crescevano centocinquanta alti pini,era quasi come vivere in una foresta,e tutto l'insieme sembrava proprio quello che non era:la residenza di uno scrittore di successo.Ma era stato tutto pagato,fino all'ultimo rubinetto,e io avevo un fortissimo desiderio di mollarlo e di andarmene dal paese.Sul mio cadavere mi sfidava sempre Harriet,e mi divertivo spesso con tristi fantasticherie di lei stesa su una pozza di sangue sul pavimento di cucina mentre io scavavo una fossa nel recinto per il bestiame,poi prendevo un volo Alitalia per Roma con settantamila dollari nella tasca dei jeans per cominciare una nuova vita a piazza navona,con una brunetta,per cambiare.Ma era buona,la mia Harriet,aveva resistito venticinque anni accanto a me e mi aveva dato tre figli e una figlia,ognuno dei quali,o tutti e quattro,avrei senza rimpianti scambiato per una nuova Porche,o anche per una MG GT '70.