Sembrava mezzanotte quando mi svegliai.Qualcuno mi aveva sfilato i jeans e le scarpe e mi aveva messo sopra una coperta.Dalla finestra filtravano raggi di luna.Il fuoco era diventato un ammaso di cenere nella stufa.Gli altri due letti erano vuoti.Ero solo.Mi misi i jeans e le scarpe e uscii.La luna era enorme.Sentii la risata rauca e ubriaca di Frank Gagliano e la voce di Rhoda Pruitt,poi un urlo di mio padre,provenivano dalla miniera.Mi dissi di non andarci,di restare nella capanna,di lasciarli stare,ma non mi davo retta,e la presenza del male che arrivava da li' mi trascino' sul sentiero,e corsi in punta di piedi incantato dal senso del peccato.Non mi sentirono,ne' sentirono il battito fortissimo del mio cuore,e non mi videro nella foga della loro ammucchiata,grugnivano e succhiavano e si contorcevano nello scivolare nudo e pesante di bracia e gambe,intricate come un cumulo di serpenti bianchi annodati,che strisciavano su un lenzuolo aggrovigliato insieme a loro che si stringevano,annaspavano,bofonchiavano.Poi vidi la faccia di mio padre.Era la stessa del diavolo sulla porta.Mi girai e corsi via.