Grand Canyon,Arizona. June 2005
Continuo' a parlare degli indiani.Aveva vissuto con loro e conosceva un po' le loro usanze.Sembrava nutrire per loro un profondo rispetto.Volevo che mi raccontasse dei Navajos di cui avevo sentito parlare tanto fin da quando avevo messo piede nel West.Era vero che si moltiplicavano con un ritmo fenomenale?Stando alle parole di un'autorita' in materia,se non fosse intervenuto qualcosa ad arrestarne lo sviluppo,in cent'anni i Navajos sarebbero stati popolosi come noi.Dicevano che praticassero la poligamia,e che ciascun Navajo avesse diritto a tre mogli.In ogni caso,il loro aumento era fenomenale.Speravo di sentirgli dire che gli indiani sarebbero tornati forti e potenti come una volta.Per tutta risposta disse che c'erano delle leggende che prevedevano il crollo dell'uomo bianco per qualche grande catastrofe:incendi,carestie,inondazioni o qualcosa di simile.<<E perche' non semplicemente per avidita' e ignoranza?>>azzardai io.<Si,>disse<gli indiani sono convinti che quando verra' il momento si salveranno solo quelli che sono forti e resistenti.Non hanno mai accettato il nostro modo di vivere.Non ci considerano in alcun modo superiori a loro.Ci tollerano,ecco tutto.Per istruiti che siano ,finiscono sempre per tornare alla tribu'.Aspettando solo la nostra morte,direi.>>Godevo a sentire queste parole.Sarebbe meraviglioso,pensai,se un giorno riuscissero a sollevarsi e,forti del loro numero,a buttarci in mare,riprendersi la terra che gli abbiamo rubato,demolire le nostre citta',o servirsene come di parchi dei divertimenti.