Mt. McKinley,ALASKA
Morire di fame non e' un modo piacevole di finire i propri giorni.Negli stadi avanzati di deperimento,quando il corpo comincia a consumarsi,le vittime soffrono di dolori muscolari,disturbi cardiaci,perdita di capelli,vertigini,respiro corto,forte sensibilita' al freddo,prostrazione fisica e mentale.La pelle perde colore.In assenza degli alimenti chiave,nel cervello si sviluppa un grave squilibrio chimico che provoca convulsioni e allucinazioni.Tuttavia alcune persone recuperate in queste condizioni ricordano che verso la fine la fame svanisce,i dolori lancinanti si placano e la sofferenza viene rimpiazzata da un'euforia sublime,da un senso di calma accompagnato a una chiarezza mentale quasi trascendente.E' bello pensare che McCandless abbia potuto sperimentare una simile estasi.Il 12 agosto scrisse quelle che sarebbero state le sue ultime parole sul diario:<<Mirtilli meravigliosi>>.Dal 13 al 18 non fece che tenere il conto del passare dei giorni.A un certo punto nel corso della settimana strappo' la pagina conclusiva della biografia di L'Amour Education of a wandering man.Da una parte l'autore riportava una citazione estrapolata dal poema di Robinson Jeffers Wise man in their bad hours:La morte e' una stornella feroce:ma morire avendo rappresentato qualcosa piu' all'altezza dei secoli che muscoli e ossa soltanto,e' sopratutto liberarsi della debolezza.Le montagne sono pietra morta,la gente ne ammira od odia l'altezza,l'insolente tranquillita',le montagne non s'addolciscono ne' si preoccupano e i pensieri di alcuni uomini morti hanno la stessa tempra.Sull'altra,immaccolata,McCandless compose un breve messaggio d'addio:<<Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore.Addio e che Dio vi benedica!>>.Dopodiche' s'infilo' a fatica nel sacco a pelo cucitogli dalla madre e scivolo' in uno stato d'incoscenza.Probabilmente,mori' il 18 agosto,centododici giorni dopo essersi addentrato nella foresta,diciannove giorni prima che qualcuno capitasse nei paraggi e s'imbattesse nel corpo esanime.