STOSULLARIVAESOGNO

tratto da"La confraternita dell'uva"di J.Fante


                 Alamo Square,San Francisco-California. May 2004
Mezz'ora prima della partenza,decisi di fare una sorpresa a mia moglie andando a trovare sua madre.Hilda Dietrich aveva ottant'anni e viveva da sola in uno scrigno di casa tutta bianca a qualche isolato di distanza.La casa aveva cent'anni,era piccolina,ed era circondato da un porticato di colonne bianche,con caprifoglio e rose rampicanti intrecciate sulle spalliere.Il prato era cosi' lindo e pulito da sembrare uno scenario teatrale.Dalla palizzata bianca,di fronte all'alta siepe di eugenia che fiancheggiava il vialetto,si estendeva per un acro un prato di dicondra punteggiato d'aiuole e vaschette per uccelli.Non un ramoscello,non una foglia morta deturpavano quella distesa d'erba.Il luogo aveva una sua rinomanza regionale.Tutti lo fotografavano;era una specialita' californiana,appassionatamente curata da una anziana signora orgogliosa che l'aveva eletta a impegno di una vita intera.Tra Hilda Dietrich e me c'era un vincolo che ci avrebbe tenuti assieme per sempre:ci detestavamo a vicenda.Lei non aveva mai perdonato ad Harriet di essere diventata mia moglie,e io non avevo mai perdonato a lei di essere la madre mia moglie.Era la mia origine italiana che Hilda trovava insopportabile.Ormai San Elmo e' cambiata,ma quarant'anni fa la citta' era italiana per un terzo.I sangue blu della zona,gli americani protestanti-gli Schmid,gli Eicheldorn,i Kisberg e i Dietrich-scoprirono d'improvviso d'essere gli inorriditi vicini dei rumorosi dago*che lavoravano lungo i binari della Southern Pacific.Costoro si moltiplicavano in famiglie numerose di carnagione spudoratamente scura e stavano costruendo una chiesa cattolica romana per officiare le loro primitive superstizioni.                                                *Termine gergale americano per indicare un soggetto di origine italiana.