STOSULLARIVAESOGNO

Post N° 125


                            John Fante con i suoi quattro figli
Il mio pensiero ritorna a “Chiedi alla polvere”,più che un libro un’esperienza!Mi sono ritrovata a fare la conoscenza di Arturo Bandini,un ragazzo…ops,forse sarebbe meglio che dicessi “uno scrittore”,avendo imparato a conoscerlo un po’,so che il modo migliore per farlo felice sarebbe definirlo così:uno scrittore,un grande scrittore!Quasi come se scrivere fosse l’unica cosa che gli faccia sentire che occupa una posizione nel mondo,una sorta di riscatto per le sue origini italiane.Almeno all’inizio è così,poi incontra l’amore,forse non è preparato a questo,sicuramente non è preparato;lo incontra e più che un incontro inizialmente è uno scontro, non sa come accoglierlo,lo incontra e non lo riconosce o lo riconosce a sprazzi,lo incontra e ne resta devastato!L’amore si presenta ad Arturo con le sembianze di Camilla,una procace e volitiva ragazza messicana che nonostante faccia di tutto per dimenticare le sue origini non riesce,come riuscire a cancellare quelle fattezze da tipica bellezza della sua terra d’origine?Lo scontro con Camilla,per Arturo, si trasforma presto in amore;ama talmente tanto Camilla da non riuscire a sentirsi all’altezza,da non riuscire a dimostrarglielo,ingaggia con lei un gioco psicologico involontario in cui amore ed odio si alternano,si scontrano e si confondono febbrilmente…alla fine vince l’amore che diventa anche negazione del proprio sentimento pur di aiutare l’altra e vederla felice,ma Camilla…Non racconto altro,questo è un romanzo che va gustato e letto con curiosità,posso solo dire che ad Arturo Bandini mi sono affezionata,ma chi potrebbe non affezionarsi dopo averlo conosciuto?E soprattutto a chi non verrebbe voglia di leggere “Il cagnolino rise”?                                     scritto da  "QUALCHEVOLTASUCCEDE"                               un GRAZIE ENORME CARA.....JOHN.