Creato da claudiacamicia il 25/11/2012
recensioni di libri per lettori 0 - 16 anni e per genitori. Concorsi e consigli di lettura dell'associazione Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile

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Scaffale libri d'arte

Siete pronti a scoprire uno scaffale di libri d’arte internazionali per bambini? Seguiteci allora sul nostro blog che, a cadenza regolare, vi segnalerà le pubblicazioni straniere più stimolanti e golose ‑ mai tradotte in Italia ‑  in cui l’arte diventa un gioco. Libri pop-up, libri animati (con finestrelle e linguette che rivelano o nascondono le figure), libri con autoadesivi (da togliere e riposizionare a piacere) libri découpage, libri origami. Libri e libricini di grande e piccolo formato ‑ a partire dalle 2 settimane d’età ‑ da guardare, manipolare, muovere, toccare, trasformare, leggere, sfogliare e risfogliare a piacere per ampliare il proprio immaginario visivo e cominciare a familiarizzare con i capolavori d’ogni tempo e paese… perché non è mai troppo presto per entrare nel fantastico mondo dell’arte! Carla

 

DESNOETTES, Caroline: “LES 5 SENS AU MUSEE”, Réunion des Musées Nationaux, Paris 2011, 49 p., euro 12,50


Sappiamo bene con quale impegno i bambini piccoli attivino i sensi per comprendere la realtà che li circonda. Un’ esplorazione cognitiva che rallenta gradualmente con il progredire dell’età. Caroline Desnoettes ha pensato di (ri) avvicinarli a questa loro prima forma di osservazione con una originale lettura divulgativa dedicata alla vista, al tatto, al gusto, all’olfatto e all’udito. Se con gli occhi si può contemplare, vedere, guardare, spiare, osservare, con le mani si può accarezzare, sfogliare, tenere, afferrare, toccare, col naso si può sentire, aspirare, respirare, inalare…Numerose sfumature percettive a cui fanno eco altrettante opere d’arte: Julie Manet accarezza il suo morbido micione (Auguste Renoir, Julie Manet o L’Enfant au chat, 1887, Parigi, Museo d’Orsay); 2 giovani tahitiane ascoltano il suono di un flauto (Paul Gauguin, Aréaréa, 1892, Parigi, Museo d’Orsay); una elegante signora aspira il profumo di un variopinto bouquet di fiori appena colti (Claude Monet, Femmes au jardin, à villa d’Avray, 1867, Parigi, Museo d’Orsay), una bambina assapora con gusto appetitosi pasticcini, brioches e confetti (Maria Blancard, L’enfant au patisseries,1924, Parigi, Musée d’art moderne de la ville de Paris): un garzone e una cameriera sbirciano curiosi dal buco della serratura del salone da ricevimento (Rémy Cogghe, Madame reçoit, 1908, Roubaix, Musée La Piscine-musée d’Art et d’Industrie André Diligent). Un volume che ci invita a passeggiare tra dipinti e sculture di un museo immaginario alla ricerca dei 5 sensi. Bonne promenade!!!
Genere: divulgazione artistica.
Età dai 4 anni

 

CAPPA LEGORA, Cristina: “MANET UN PITTORE SUPERBOCCIATO”, Skira Kids, Milano 2013, 64 p., euro14,00

L’imperdibile mostra veneziana ha acceso i riflettori su Manet mettendo in luce lo stringente legame dell’artista con l’arte italiana del Rinascimento e, in particolar modo, con quella della città lagunare che gli ha ispirato conclamati capolavori come Le Déjeuner sur l’herbe e l’Olympia. Skyra, curatrice del catalogo della mostra, ci offre anche un succoso volume indirizzato ai bambini firmato da Cristina Cappa Legora. L’autrice ci racconta, con il consueto stile scanzonato e brioso (perfettamente adeguato alla giovanissima età dei lettori) la storia di un pittore ribelle, osannato dagli Impressionisti ‑che riconoscono in lui il capostipite della nuova pittura ‑ ma criticato (e bollato come “imbrattatele”) dal pubblico e dalla critica e respinto dalle più importanti esposizioni. Una pittore volutamente fuori dal coro, che qui ci parla, in forma confidenziale, dei colleghi e delle vicissitudini che hanno contrassegnato la sua carriera artistica. C’è (il quasi omonimo) Monet (che “dipinge solamente all’aria aperta e si è addirittura organizzato uno studio galleggiante”) & C. a cui “interessa solo farsi impressionare dai raggi di luce”. E’ una simpatica brigata che lo invita sempre a partecipare alle escursioni di lavoro, in campagna o in riva al fiume, ad esporre insieme i loro quadri ma…niente da fare. Lui non vuole entrare nel gruppo degli amici Impressionisti perché gli piace troppo provocare la gente “perbene” (signori giurati compresi) ritraendo non eroi del passato o persone altolocate ma persone comuni che s’incontrano ogni giorno per strada, nei caffè o nei parchi pubblici. Manet ci racconta tutto con slancio e, per riprendere fiato, cede talvolta la parola alle sue amate creature ovvero ai suoi dipinti che di cose da dire ne hanno parecchie (e anche molto, molto interessanti). Conosciamo allora Suzon “barista in un caffè alla moda” (Le Bar aux Folies-Bergère, 1881); Lola, vanitosa ballerina spagnola (Lola de Valence, 1862-1863); un pifferaio bambino, dalla sgargiante divisa, arruolato nelle file dell’esercito (Le Fifre, 1866) e anche un tizio un po’ brillo che si è consolato, con un paio di bicchieri di troppo, da una giornata non proprio esaltante (Le buveur d’absinthe, 1858-59). Insomma con Manet e i suoi personaggi non ci si annoia proprio e si gusta con piacere la loro divertente compagnia dalla prima all’ultima pagina. Che dire di più? Brava Cristina, che sa come prendere per mano i bambini per condurli, con entusiasmo e perizia, nell’immaginario di Monsieur Manet.

Genere:divulgazione artistica Età: dai 5 anni

 

copertina

DE LAMBILLY, Elisabeth: “ABECEDAIRE DE NOEL”, iconografia Béatrice Fontanel, Editions Palette, Paris 2005, 54 p., euro 12,00

Un abbecedario davvero speciale da sfogliare al calduccio con i bambini per condividere insieme tutta la magia del Natale. Ventisei opere d’arte di epoche diverse accompagnate da briose filastrocche che ci fanno zampettare tra sfavillanti abeti, candidi tetti innevati, vetrine vestite a festa, fiumi ghiacciati, impettiti pattinatori. Via dunque con la lettera A come Angelo, ovvero un angioletto grassottello e riccioluto proveniente nientemeno dalla Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Ferrara (Andrea Mantegna, Angioletti reggenti una lapide, 1474); B, come la battaglia a palle di neve tra madamigelle e messeri sullo sfondo di una fiabesca città turrita (Maestro di Adelaide di Savoia, Libro d’ore di Adelaide di Savoia, duchessa di Borgogna, mese di dicembre, 1460-1465); C come Candela che sparge la sua luce tremula tra gli attoniti pastori in contemplazione del Bambino in fasce (Georges de La Tour, L’adorazione dei pastori, XVII° secolo) e poi R come i Re Magi carichi di doni preziosi (Anonimo, I Tre Re Magi, XIX° secolo); Z come Zoo con orsi polari, elefanti, e agnellini formato mignon (François-Henri Morisset, Giocattoli preferiti, 1902). Un libro scrigno colmo di splendide immagini per assaporare, pagina dopo pagina, attimo dopo attimo, la festa più bella dell’anno.

Genere: divulgazione artistica

Età: da 4 anni

 

MAYHEW, James: “KATIE AND THE BRITISH ARTISTS”, Orchard Books, Douglas, UK, 2009, 32 p., euro 7,62

James Mayhew, noto autore e illustratore inglese per l’infanzia, crea nel lontano 1989 il primo albo (Katie’s Picture Show) di una fortunatissima collana di divulgazione artistica per bambini che a tutt’oggi annovera un fan club. Katie, una bimba simpatica e curiosa, ha la capacità di entrare dentro i quadri e di vivere sorprendenti avventure con i personaggi e gli animali raffigurati. In questo albo Katie è diretta alla National Gallery di Londra, in compagnia della nonna. Nota che per strada tutti camminano frettolosamente per raggiungere il proprio posto di lavoro. Katie pensa allora a cosa farà da grande e mentre la nonna si riposa su un divano del museo londinese, Katie si sofferma su di un celebre dipinto di John Constable Il campo di grano. All’improvviso si trova catapultata in un ameno luogo agreste dove incontra il pastorello Ben. La piccola Katie, entusiasta del mestiere di guardiano di pecore, aiuta il suo nuovo amico a raggruppare il gregge all’interno di un recinto ma si rende conto ben presto che fare il pastore è molto, molto faticoso. Katie suggerisce allora a Ben di cercare un lavoro diverso prendendo spunto dalle opere esposte in galleria. Katie e Ben ‑seguito dal fedele cane Rex‑ escono dal quadro di Constable e s’intrufolano in quello di J.M.W. Turner (Pioggia, vapore e velocità) in cui s’improvvisano (impacciati) macchinisti di uno sbuffante treno a vapore. Salgono poi a cavallo di un imponente destriero, cacciano farfalle, salgono su un antico veliero vagheggiando di salpare per terre lontane. Dopo cinque scorribande di quadro in quadro, Ben sente il tenue belato delle sue pecorelle che, fuoriuscite dal quadro attraverso la cornice, vagano smarrite tra le sale della National Gallery. Comprende allora che non desidera diventare né conduttore di treni, né guardia reale, né esploratore di insetti e uccelli rari, né navigatore intorno al mondo e, dopo aver salutato affettuosamente Katie, decide di tornarsene con l’amato gregge e il fedele Rex, nel bucolico paesaggio in cui é sempre vissuto facendo il lavoro che gli è più congeniale. Un albo ben meritevole di successo che abbina ad un racconto semplice di piacevole lettura, immagini d’arte e illustrazioni vivaci ricche di spunti umoristici. Adatto anche ai principianti di lingua inglese.

Genere: albo illustrato/divulgazione artistica

Età: dai 5 anni

 

 

DESNOETTES, Caroline:” MA PREMIÉRE COLLECTION  DE PEINTURE”, Albin Michel Jeunesse, Paris, France, 2009, 53 p., euro 13,90

Ogni libro di Caroline Desnoettes ‑ pittrice, designer, scrittrice per ragazzi specializzata in divulgazione artistica (con una trentina di pubblicazione al suo attivo) ‑ è un piccolo museo a tema. Un museo su fogli di carta da portare ovunque, dove le immagini (attinte unicamente dal patrimonio artistico nazionale) assumono un ruolo preponderante rispetto al testo circoscritto a brevissime frasi di briosa freschezza che non intellettualizzano il tutto. Il libro diventa allora “un formidabile mezzo per incontrare l’arte” sin dalla più tenera età. In questa prima collezione di pittura, i dipinti (en pendant ovvero uno accanto all’altro) sono accostati a seconda del soggetto, delle forme e dei colori, in una sequenza d’indubbia originalità. Così, a lato di un’agile cavallerizza impegnata in un numero acrobatico (George Seurat, Il circo, 1891) stanno tre ragazzine dagli esotici turbanti (Marc Alfred Chataud, Ragazzine algerine, XIX°secolo) mentre a fianco dello stravagante ritratto floreale a sembianze umane (Giuseppe Arcimboldo, La Primavera, 1573) appare la delicata effigie di una principessa bambina (in posa compassata consona al suo alto rango) con un minuscolo bouquet di roselline (Franz Xaver Winterhalter, Marie Charlotte Amélie di Saxe- Coburg-Gotha). E si procede a coppie (e sono ben 22) in una composita parata che intona una straordinaria “canzone per gli occhi”

Genere: divulgazione artistica Età: dai 3 anni

 

 

NEWBERY, Elizabeth: “ART TO MAKE YOU SMILE!”, Frances Lincoln Children Books, London 2007, UK, 24 p., euro 15,00

L’umorismo e la comicità non scarseggiano di certo nei libri per ragazzi made in England. La lista degli scrittori dediti a questo difficile genere è assai nutrita e annovera maestri del calibro di Roald Dahl (autore di capolavori ‑ da Gli Sporcelli a Le Streghe‑ venati di uno spiazzante humor nero) e Kaye Umansky (creatrice dell’esilarante saga di Puzzy la strega sudiciona). Niente di strano se proprio il Regno Unito ci offre un libro di divulgazione artistica con sorriso garantito che nasce spontaneo alla vista di 8 buffe opere d’arte. E si sorride davvero dinanzi a due giganteschi, mollicci hamburger al formaggio grondanti maionese e ketchup (Due Cheeseburger, Claes Oldenburg, 1962); alla sedia con tanto di barba, capelli e occhi (Il Comfort di Mosé e i 10 Comandamenti, Richard Dial, 1988); al ghigno birbonesco di un minuscolo omino seduto disinvoltamente a gambe incrociate (Statuetta di Attore Comico,2000 a.C.). Ogni immagine è accompagnata una breve descrizione (che ne chiarisce la genesi, lo stile e la peculiarità) e da una vignetta/fumetto che ne sottolinea la comicità in sorta di gioco a rimbalzo. Alla domanda posta in quarta di copertina :“Have you ever seen a picture that made you feel happy?”potremo così rispondere: Oh, Yes.Thank you very much Mrs. Newbery!

Genere: divulgazione artistica Età: da 7 anni

 

 



DESNOETTES, Caroline: “OU-ES TU MONNA?”, Réunion des musées nationaux, Paris, Francia, 2007, 22 p., € 14,25

Si può parlare d’arte ai bambini piccoli? Certo che sì, basta utilizzare libri originali in cui ci sia posto per il gioco, l’ironia, lo stupore. Si può fare in modo semplice e coinvolgente raccontando la storia di un certo Leonardo da Vinci intento a dipingere il ritratto di una giovane dama di nome Monna Lisa. Soddisfatto del suo capolavoro ne prevede la (futura) collocazione in un grande museo dove susciterà l’ammirazione di moltissimi visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Monna Lisa ascolta le sue parole e gli risponde prontamente: “Sarò ben felice di sorridere ogni giorno davanti ai miei numerosi ammiratori, ma avrò bisogno anche di qualche distrazione, altrimenti morirò di noia e perderò il mio sorriso! Di notte, quando si chiuderanno le porte e si spegneranno le luci, sgattaiolerò fuori dal mio quadro e mi infilerò dentro ad altri quadri per vivere nuove avventure.” Seguiamo allora quella mattacchiona di Monna Lisa nelle sue fughe notturne: eccola far visita nientemeno che a sua Mestà Luigi XIV, re di Francia (Hyacinthe Rigaud, 1701) bardato di un prezioso manto d’ermellino; nuotare in romantico stagno disseminato di ninfee (Claude Monet, Ninfee blu, 1916-1919); ascoltare il dolce suono di un flauto, seminascosta da una lussureggiante macchia di piante tropicali (Henri Rousseau Il Doganiere, L’incantatrice di serpenti, 1907) entrare in un’accogliente lettuccio per schiacciare un pisolino sotto una soffice coperta rossa (Vincent Van Gogh, La camera di Van Gogh ad Arles, 1889). Le avventure di quella nottambula di Monna Lisa sono rese fattibili da un sistema di linguette che permette d’inserire la sagoma cartonata del suo (celebre) volto all’interno di quadri e sculture riprodotti sulla pagina di destra. Sulla pagina di sinistra appare invece un dettaglio dell’opera accanto al testo a grandi caratteri. Alla fine del volume una sintetica biografia di Leonardo e un elenco delle opere citate (titolo, autore, data di esecuzione, dimensioni, collocazione). Un delizioso libro animato per entrare nell’arte sotto il segno dell’allegria.

Genere: divulgazione artistica.

Età: a partire dai tre anni

 

ANDREWS, Sandrine “JE SUIS UN ARTISTE!”, Palette éditions, Paris 2011, 48 p., euro 13,50


I bambini amano molto interagire con i libri, ricopiando su di un foglio di carta le illustrazioni che li hanno maggiormente colpiti o apportando i loro ritocchi direttamente sulle pagine originali. D’ora in poi l’inventiva (assai fantasiosa) dei piccoli di casa non metterà più a repentaglio i libri della nostra biblioteca grazie a questo albo di Palette dal titolo emblematico che insegna a ricreare le opere dei più grandi artisti del XX° secolo. Un volume di 48 pagine staccabili che permettono ai bambini di disegnare, colorare, tagliare, dipingere, incollare e realizzare una personalissima opera d’arte. Si può fabbricare una maschera di gatto partendo da un quadro di Paul Klee (Gatto e uccello, 1928); vestire una mucca vanitosa (Jean Dubuffet, Mucca bianca, fondo verde, 1954) con una mise leopardata; ricostruire un burattino- Charlot (Fernand Léger, Senza titolo, 1924, Titolo attribuito: Charlot cubista) che si era perso qualche pezzo per strada; dipingere un piatto (Pablo Picasso Piatto in ceramica) con occhi, naso, bocca e baffi a manubrio; ridisegnare uno strano zoo (Niki De Saint Phalle, Lo Zoo con Te, 1970) popolato da buffi animali (un coccodrillo blu, una giraffa a quadratini rossi e bianchi, un elefante variopinto un cammello dalle gobbe gialle). Una carrellata di 21 opere d’arte contemporanea strettamente connesse con altrettante attività ludico/manuali facilmente realizzabili anche da bambini in età prescolare. Un libro di divulgazione artistica da leggere e da manipolare per far proprio l’estro creativo dei maestri del’900. Munari ne sarebbe entusiasta.


Genere: divulgazione artistica

Età: dai 3 anni

 

DE LAMBILLY, Elisabeth:”ART & PUZZLE, GLI ANIMALI, I COLORI”, Il Castoro, Milano, 2012, 14 p. ciascuno, euro16,00 ciascuno

Chi non ha mai giocato con un puzzle, dilettandosi a smontare la sagoma di un coniglietto o di un castello turrito di disneyana memoria? Chi non ricorda quelle piccole tessere da ricomporre che mettevano alla prova memoria e capacità manuali? Il puzzle è un passatempo che si trasmette di generazione in generazione e non passa mai di moda. Arrivano d’oltralpe – traghettati in Italia da Il Castoro – questi due volumi cartonati (formato quadrotto 21,6x 21,6 cm) di arte fatta a puzzle dedicati a due tematiche diverse: gli animali e i colori. In ogni volume trovano spazio 7 quadri riprodotti sotto forma di puzzle (di 16 pezzi ciascuno) posizionati sulla pagina di destra. Sulla coloratissima pagina a fianco - in perfetta armonia cromatica con l’opera rappresentata - un testo lieve e suadente a caratteri tipografici di diversa grandezza adatti anche ai neo lettori. Nel ricostruire uno scorcio di giungla tropicale “ sotto i lampi e i tuoni” con tigre ghignante“ che fissa silenziosa la sua preda (Henri Rousseau, Sorpresa!, 1891,The National Gallery, Londra; un luminoso pesce color dell’oro “che scivola maestoso nell’acqua scura” (Paul Klee, Il pesce d’oro, 1925, Kunsthalle, Amburgo) o il ritratto di una principessa con un abbagliante abito blu dai serici riflessi (Jean-Auguste Dominique Ingres, La principessa de Broglie, 1851-1853, Metropolitan Museum of Art, New York) i bambini esplorano l’opera d’arte sin nei minimi dettagli immagazzinandola per sempre nel loro immaginario visivo. E’ il metodo perfetto per accostare i piccoli ad una disciplina che deve essere patrimonio di tutti sin dalla più tenera età.

Genere: divulgazione artistica
Età : dai 3 anni

 

 

BARONIAN, Jean-Baptiste: "LA DAME ET LA LICORNE”, Ill. Laurence Henno, Réunion des Musées Nationaux, Paris 2011, pp. 32, euro 12


Un bianco unicorno esce dal mare e si avvia po’ sperduto verso un piccolo sentiero che fiancheggia la costa. E’ la prima volta che si trova sulla terraferma e si sente molto solo. Spera di trovare qualche amico con cui condividere questo nuovo mondo. Lo attende però una brutta sorpresa: tutti gli animali che incontra sul suo cammino (una mandria di mucche al pascolo, uno gruppo di cavalli ai margini della foresta, una capretta sulla riva di un limpido ruscello) lo scacciano in malo modo a causa della sua diversità. Avvilito e stanco prosegue per il sentiero finché non giunge davanti a un maestoso castello. Con passo esitante entra nel vasto cortile ma alla sua vista cani, gatti e topi fuggono precipitosamente urlandogli dietro parole cattive. L’unicorno si rifugia tremante all’interno del maniero dove vede una bellissima dama abbigliata con vesti sontuose. Sta per darsi alla fuga ma la giovane dama gli porge un gentile benvenuto. Poi accarezzandolo dolcemente sul muso gli dice che l’unicorno non è un animale mostruoso (come tutti gli avevano fatto credere) ma un animale diverso, dall’aspetto inconfondibile e dal cuore puro e generoso. Lo invita a restare per sempre nel castello dove gli artisti tesseranno un grande arazzo a ricordo del loro incontro e della loro eterna amicizia. Ispirata al famoso arazzo fiammingo La Dama con l’unicorno, questa storia c’immerge in un Medioevo fiabesco evocato anche dalle sognanti illustrazioni dal tratto morbido e sfumato. Una storia avvincente che ci fa scoprire la vita in un castello medioevale e ci fa affrontare il tema della diversità e della paura di ciò che non si conosce. A fine libro la dettagliata descrizione del più celebre ciclo di arazzi del medioevo europeo (eseguito nelle Fiandre tra il 1484 e il 1500 e conservato al Museo di Cluny a Parigi) affiancata dalla riproduzione fotografica di uno dei 6 pannelli (La vista) che lo compongono (a cui si riallaccia il racconto). Un’opera d’arte di stupefacente bellezza che da 500 anni non smette d’incantarci.

Genere: albo illustrato/divulgazione artistica.
Età: dai 6 anni

 

 

MONTANARI,Tomaso: "ALFABETO FIGURATIVO. Trenta opere d’arte lette ai più piccoli”, Coll. SkiraKids, Skira, Milano 2014, 108 p., euro 15,00. 

Parliamo ben volentieri dell’ultimo nato di SkiraKids, (la bella collana di libri d’arte per bambini) incentrato su trenta opere d’arte che gli forniscono lo spunto per ritagliare trenta racconti su misura. Capolavori più o meno noti al grande pubblico (dalla Maestà d’Ognissanti, 1303-05 di Giotto, a La tomba di Giorgio Bassani, 2003 di Arnaldo Pomodoro) raccontati con passione e immediatezza talora in forma di dialogo con uno dei figli ‑ Maria di otto anni e Filippo di sei ‑ o con un autorevole contemporaneo dell’artista. Nella Premessa per i più grandi e nella Premessa per i più piccoli a inizio libro e nelle risposte agli interrogativi posti dai bambini, emergono sapide riflessioni sul nostro eccezionale patrimonio artistico che viene “sottoposto ogni giorno a un bombardamento di degrado materiale, sfruttamento morale, abbandono culturale”. Un patrimonio lasciatoci nei secoli dagli artisti italiani “che hanno trasformato il loro Paese in un caleidoscopio di forme e colori, unico al mondo”. Se i bambini impareranno a muovere quel caleidoscopio, a guardarci dentro, a guardare cioè le forme e i colori che sono nelle opere d’arte disseminate in ogni angolo d’Italia, potranno intraprendere uno straordinario viaggio “nel tempo e nello spirito umano”. Ecco dunque la casa di tutti a Firenze (Palazzo Vecchio, 1300) “più grande e più bella di tutte le altre”; un ragazzo di marmo – col capo coronato da grappoli d’uva – che ci viene incontro barcollando (Michelangelo, Bacco, 1496-97, Firenze, Museo del Bargello); la biblioteca del papa affrescata con “il più antico circolo ricreativo e culturale del mondo” (Raffaello, Il Parnaso, 1511, Città del Vaticano, Palazzi Apostolici Vaticani, Stanza della Segnatura); un dio-guerriero malinconico e pensieroso (Diego Velazquez, Marte, 1650-55. Madrid, Museo del Prado); una fragrante brioche appena sfornata che ci viene voglia di assaggiare (Jean-Baptiste-Siménon Chardin, La brioche, 1763, Parigi, Museo del Louvre) e una pipa che in realtà pipa non è (René Magritte, Il tradimento delle immagini, Questa non è una pipa, 1919, Los Angeles, County Museum of Art). Un volume d’intelligente esecuzione da centellinare con gusto, in cui tutto ‑ dalle riproduzioni fotografiche a piena pagina al testo ricco di verve privo di qualsiasi intento didattico e/o nozionistico ‑ invita ad un approccio all’arte gioioso e giocoso.

Genere: divulgazione artistica. Età: da 6 anni.

 

L’ART DES BEBES, Editions Palette, Paris 2012, pp.12, euro 9,90 

Nei primi mesi di vita i bambini non vedono i colori, concentrano la loro attenzione sulle immagini fortemente delineate e cominciano a riconoscere alcune semplici forme. E allora perché non proporre loro un libro, creato ad hoc, con figure in bianco e nero selezionate tra le opere dei più grandi artisti moderni e contemporanei? Palette ci ha pensato su e ha dato alle stampe questo originale volumetto formato quadrotto (formato 22,5x22,5) che aiuterà i piccolissimi a sviluppare le loro capacità visuali, a percepire il mondo che li circonda e ‑ cosa non da poco ‑ a familiarizzare con il mondo dell’arte. Impareranno così a riconoscere le sagome sinuose di Due pesci in un piatto, 1999, Patrick Caulfield, un buffo cappello baffuto, Cappello con i baffi, 1923, Jean Arp, i punti di diverse dimensioni che si espandono nell’intera pagina, Punti all’infinito, 2007, Yayoi Kusama e il simpatico faccino di un bimbo dagli enormi occhi tondeggianti, Bimbo Bambola, 2000, Boris Hoppek. Un libro da sfogliare e risfogliare tante, tantissime volte perché non è mai troppo presto per nutrirsi d’ arte.

 

Età: da 1 mese 

 

 

GIARRATANA, Sabrina: "FIL(A)SCUOLA", Nuove Edizioni Romane, Roma 2013, 80 p., € 10,00.

Post n°56 pubblicato il 28 Gennaio 2016 da claudiacamicia
 

Il testo, delicato e tenero, è un viaggio poetico nella società scolastica descritto con simpatia ed ironia con l’uso della rima baciata. L’A. presenta un puzzle di filastrocche sulla scuola attuale, su quella futura, ma anche su quella sognata, fatta di amici ritrovati, di bambini venuti da Paesi diversi (filastrocca della Geografia), di mamme che non ti lasciano mai solo perché c’è sempre la mamma di un compagno che ti prende al volo (filastrocca delle mamme). Nel percorso poetico non si può non menzionare la filastrocca della maestra innamorata che riesce ad incantare i bambini con i numeri. La scuola è una comunità accogliente nella quale ciascuno è necessario e partecipa in modo responsabile, tra tutti citiamo per esempio il bidello, persona fondamentale che vuole sempre la pace tra i bambini (filastrocca del bidello). Purtroppo la scuola reale è assillata, ogni giorno, da piccoli disagi e allora…non fila affatto: in bagno non c’è acqua, né carta, l’aula del computer si è allagata, la fotocopiatrice si è bloccata… Tra i diversi temi considerati, l’A. fa riferimento ai compiti, alle merende, al mercatino scolastico, agli sbadigli, ma anche alla “conta delle note, delle gomme e delle parolacce”. Dalla filastrocca del primo giorno si arriva, pian pianino, a quella dell’ultimo giorno, del saluto alle maestre, che alla fine del testo rappresenta la crescita bio-psico-sociale di ogni alunno nei suoi primi cinque anni scolastici, così importanti! Le illustrazioni (e i testi nelle illustrazioni) di Vittoria Facchini rendono l'insieme vivace e attraente, accentuando il carattere dei singoli personaggi.

Genere: poesia. Età: da 6 anni.

Giuseppina Abbate

 
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JESI SOLIGONI, Alessandra. “QUESTI RAGAZZI.”, con audiolibro, Coll. Aquiloni, Edizioni il Rubino, Napoli 2015, 192 p., € 10,00.

Post n°55 pubblicato il 22 Novembre 2015 da claudiacamicia
 

In questa raccolta di racconti, che si può considerare una naturale prosecuzione della precedente Tante storie nello zaino, sempre per i tipi delle Edizioni Il Rubino, Alessandra Jesi Soligoni immette un elemento innovativo, costituito dal contatto con la cronaca, con i fatti di attualità che non possono essere misconosciuti o elusi. Anzi essi penetrano nel tessuto esistenziale dei giovani protagonisti, scuotendoli, o quanto meno non lasciandoli indifferenti. Questo coinvolgimento si concretizza e traduce in un linguaggio incisivo, realistico che l’autrice trevigiana ha saputo ben armonizzare con il fluire naturale della narrazione. La Soligoni rivela in questa nuova prova letteraria, come in altre sue precedenti opere di successo, una particolare sensibilità e acutezza nell’analizzare le varie problematiche che ruotano attorno al “pianeta adolescenza”, frutto anche della sua trascorsa esperienza di docente.

L’autrice conferma la sua abilità nell’offrire il punto di vista di un ragazzo d’oggi, alle prese con la ricerca di sé, sondandone il variegato mondo interiore. Ecco, quindi, affiorare sulla pagina scritta: la mancanza di autostima che subentra in un adolescente quando l’idea di sé non corrisponde a certi stereotipi, imposti come modelli dai vari mass media, la difficoltà di accettare il proprio corpo, la paura di affrontare la realtà e il bisogno di rifugiarsi in un mondo fantastico, come accade alla protagonista del racconto I sogni di Agata. Sono adolescenti che vivono con problematicità la vita piena di contraddizioni del loro tempo, scontrandosi spesso con il mondo degli adulti da cui si sentono incompresi e talvolta abbandonati.

Undici storie, pregne di valori che con naturalezza emergono in superficie attraverso la descrizione di caratteri, di atmosfere, di luoghi. Valori che oggi sembrano scomparsi o considerati fuori moda o scomodi. Ad esempio, nel racconto L’habitat del lupo, è una “nuova coscienza ambientalista” che si sposa con il rispetto per ogni vita anche quelle apparentemente più insignificanti. Ne L’insegnante precaria è un’idea di scuola innovativa che si fa paladina dei “bisogni interiori e spirituali dell’essere umano” contro i limiti culturali e morali della nostra società.

Credibili i ritratti di questi adolescenti che come Agata credono ancora nei sogni, portatori di un felice cambiamento che potrà favorire l’incontro con una nuova dimensione dell’essere. O come Giulio che in una normale vacanza estiva s’imbatte nella realtà drammatica dei migranti e dei loro “viaggi senza speranza” o come Emilio, facile preda di un gruppo di bulli, perché considerato diverso.

In questi racconti si affacciano mondi apparentemente lontani come l’Afghanistan del giovane Zaher, resi a noi vicini attraverso la cronaca scandagliata dai mass media e, a volte, cristallizzati nella loro realtà virtuale.

Tematiche forti quella affrontate, purtroppo tristemente attuali come l’anoressia che colpisce Anna, una ragazza alle soglie dell’adolescenza, parte di una famiglia definita normale e serena che tuttavia non sa preservarla dal suo “male di vivere”. Il tema della droga è descritto in tutta la sua palpabile drammaticità nel racconto Incontro al buio. Ed è proprio un buio esistenziale quello che dilania Stefan, il cui mondo viene privato di ogni valore e senso quando cade nel baratro degli stupefacenti.

Giovani alle prese con una società di cui non si sentono parte, ma che a volte trovano una mano tesa che li aiuta, non senza prove, a uscire dal tunnel, rivelando loro l’armonia del creato di cui tutti facciamo parte.

A una prima e veloce lettura sembra che la speranza non alberghi in queste vicende che fotografano senza sentimentalismi la condizione esistenziale degli adolescenti d’oggi, come fosse ”una stagione di felicità negata”. In realtà, tra le maglie sottili e soffocanti della quotidianità, questi “protagonisti di carta” rivelano “una sorprendente capacità di perdersi e di ritrovarsi”. Con il coraggio e l’impulsività propri della loro età lanciano “messaggi di fiducia, di confronto e di riflessione”, non rinunciando a gridare “ad alta voce” il loro insopprimibile bisogno “di un mondo migliore”. Sta a noi adulti cogliere questo grido e non lasciarlo cadere nel vuoto.

Unica nota dolente da segnalare, a nostro avviso, è l’apparato didattico un po’ troppo invasivo, alla fine della pubblicazione. Sarebbero state più che sufficienti le esaurienti e chiare note dell’Autrice poste a corollario di ogni racconto.

Genere: racconto. Età: dai 12 anni.

 

Lorenza Farina

 
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FRESCURA, Loredana: "VADO A ESSERE FELICE", Raffaello editrice, Monte S. Vito (AN), 2015,145 P., € 9,00

Post n°54 pubblicato il 16 Ottobre 2015 da claudiacamicia
 

Loredana Frescura parla spesso della delicata fase della crescita per preadolescenti e adolescenti, sia appartenenti al mondo femminile sia a quello maschile; dall'entusiastica risposta dei suoi lettori, si evince che riesce a toccare le corde più sensibili e i temi più scottanti trovando le espressioni giuste per arrivare al cuore e alla mente. Grazie anche alla sua lunga esperienza di insegnante e alla sua abilità ad aprirsi con gli altri, la Frescura dipinge sempre spaccati realistici calati nella quotidianità senza toni banali o ripetizioni, avvalendosi di uno stile appropriato e sostenuto da dialoghi pregnanti. Anche in questo romanzo i protagonisti sono ragazzi, dei sedicenni alle prese con i cambiamenti fisici e con i problemi causati dalla relazione con gli adulti e i coetanei. Nei 26 capitoli parlano a turno la rospa Andrea e l'imbranato Fabio, compagni di scuola che si ignorano fino ad una festa fatale che chiarirà ad entrambi i sentimenit reciproci, un unico capitolo ha la voce della fata Gigliola, la cugina napoletana che Andrea sopporta per un periodo di convivenza in famiglia. Gigliola è troppo bella e perfetta in confronto a lei, ancora un maschiaccio. Le due scopriranno di essere più intime di quello che ritenevano, Andrea capirà che dietro alla bellezza si può nascondere una profonda fragilità e che la malattia vissuta con decoro fa maturare le personalità sia del malato sia di chi gli vive accanto. Gigliola infatti deve subire un critico intervento al midollo osseo ma grazie all'aiuto di tutti, tra cui fondamentale quello di Andrea, tutto andrà per il meglio. La trama è scorrevole e sonda molti temi decisivi quali l'amicizia, l'invidia, il (falso) valore dell'esteriorità, l'inestinguibile legame familiare. Quest'ultimo è vissuto in modo profonda da Fabio che rifiuta il distacco dal nonno. I genitori hanno deciso di far risiedere in un istituto a causa della sua scasa gestibilità: vivrà ancora dei momenti gratificanti e valoriali per entrambi, tanto da affermare "un nonno che ha gli occhi lucidi è sempre qualcosa da rispettare, qualcosa di grande e di pieno come un cono gelato che trabocca da ogni parte." In appendice il riferimento all'associazione ADMO che si occupa da anni dei malati che subiscono il trapianto di midollo osseo.

Genere: narrativa. Età: da 15 anni.

 

Claudia Camicia

 
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TUMA, Tomas: "COME FUNZIONA IL MONDO?", Editoriale Scienza, Trieste 2015, 28 P., € 15,00

Post n°53 pubblicato il 16 Ottobre 2015 da claudiacamicia
 

Quanti "perchè" sollevano i piccoli lettori davanti ad un fenomeno come la pioggia o il vento? Quante volte non troviamo la sintesi per spiegarglieli? Questo robusto cartonato offre ai giovani lettori, ma anche agli adulti in cerca di risposte chiare e illuminanti, agili spiegazioni relative alla presenza degli animali, al loro habitat e al loro allevamento; indica come è formata la crosta terrestre e la presenza e distribuzione delle materie prime nonché la loro estrazione e lavorazione; chiarisce l'importanza del clima per l'insediamento umano; illustra l'ampia gamma delle piante e come le coltivazioni siano state diffuse in altre zone del mondo; esemplifica la migrazione degli animali, le loro specie e molte curiosità che l'uomo - grazie alla sua sete di conoscenza - ha saputo soddisfare. Per ogni macro area (piante, animali, terra, clima) si apre una grande mappa pieghevole con notizie su entrambe le facciate, con libretti di informazioni aggiuntive, tracciati e riferimenti numerati per collocare gli argomenti. La grafica è molto nitida e i disegni incisivi per aiutare le comprensione.

Genere: divulgazione scientifica. Età: da 8 anni.

 

Claudia Camicia

 
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FARINA, Lorenza, SONO ERBA SONO CIELO, Raffaello Ragazzi editore, 2015, 152 p., € 9,00, collana “Insieme”.

Post n°52 pubblicato il 08 Ottobre 2015 da claudiacamicia

Al  lettore, ragazzo o adulto, che si accinge a leggere il nuovo libro di Lorenza Farina, si pongono subito alcuni interrogativi, che a mio parere, richiedono un approfondimento per fornire una possibile chiave di lettura, che aiuti a penetrare pienamente il messaggio trasmesso. La storia di Emma, fanciulla cresciuta in città e del nonno Giovanni, detto Giò, nato e vissuto in campagna in simbiosi con la natura e con le sue creature, offre subito una rappresentazione delicata e gentile di un felice rapporto fra generazioni che hanno l’opportunità di conoscersi, di vivere un indissolubile legame, quale spesso si instaura fra nonni e nipoti. E già, di per sé, in questa prima rappresentazione, il giovane lettore può immediatamente ritrovarsi e condividere la situazione emotiva, grazie anche al linguaggio dell’Autrice, che qui come in altre sue opere rivolte ai ragazzi, è semplice, essenziale e allo stesso tempo visivo e poetico. Un primo interrogativo si pone già nel titolo del racconto: ”Sono erba sono cielo”, per chi voglia cercarne una spiegazione e il senso recondito. Un titolo dunque che sembra anticipare un’ intenzione narrativa non esclusivamente incentrata sulla relazione affettiva, che lega un nonno a un nipote. C’è, in quella voce del verbo essere, in quel “Sono…” un’asserzione, un processo d’ identificazione dell’essere umano con altri esseri dell’universo naturale, una dichiarazione di somiglianza che rifiuta catalogazioni e classificazioni, distinzioni di genere e di forma fra le creature. Pare così di assistere al trasferimento delle creature, che passano da una condizione di vita unica a una dimensione più universale. Il titolo ci sembra, quindi, suggerire un’interpretazione che conduce a riflessioni ambientaliste sulla vita di tutti gli esseri viventi, alla visione di una nuova sensibilità e concezione di unità esistenziale. E questa visione sembra poi ripresa nel testo dell’Autrice e riproporsi già nella pagina introduttiva al racconto, dove il nonno testualmente dichiara: ”Un giorno mi trasformerò in una quercia gigantesca come questa… Sarò come un Cavaliere tutto Verde Brillante”, a cui fa seguito la risposta di Emma: ”E io sarò un passero fra i tuoi rami”. Ma tornando alle parole del nonno, che fanno menzione a un leggendario Cavaliere tutto verde brillante, forse di lontana origine celtica, abbiamo un’ ulteriore conferma del valore simbolico a lui attribuito, nel brano recitato a memoria dal vecchio Giò, tratto dalla storia di “GALVANO e il Cavaliere verde”. Cavaliere divenuto figura archetipica, che in capitelli di chiese di epoca medioevale, viene rappresentata con foglie che escono dal naso, dalla bocca, dagli occhi e che sostituiscono perfino i capelli. Potremmo allora dire che nonno Giò ne è, o sembra essere, una novella personificazione dell’antico cavaliere, capace di perdere la testa e di smarrire la memoria delle cose (e qui ben si vede il riferimento agli effetti dell’alzheimer), ma allo stesso tempo in grado, come l’antico cavaliere, di sopravvivere nel creato, nella vita dell’universo naturale. Concetto questo, certo difficile da spiegare e da proporre a dei giovani lettori, ma che in quest’opera trova una levità, che anche la mente del ragazzo può percepire e capire, seguendo le vicende e intuendo la forza dei sentimenti, che legano i due protagonisti, superando il male. Mi permetto qui di aggiungere una nota di sapore scientifico. Nell’ultima edizione del Premio Nazionale Mazzotti ha vinto il secondo premio un saggio di Stefano Mancuso e Alessandra Viola, dal titolo ”Verde brillante”, Giunti Editore, e credo utile riprendere qui alcune righe del volume: ”La calma che ci pervade in loro compagnia (dei vegetali) è forse l’eco della consapevolezza ancestrale che nel verde risiede tutto ciò di cui abbiamo bisogno e ogni nostra possibilità di sopravvivenza. Oggi come allora”.

Certamente il vecchio Giò, nel romanzo di Lorenza Farina, pubblicato con il patrocinio di A.I.M.A. (Associazione Italiana Malattia di Alzheimer), si mostra di questo pienamente consapevole.

Genere: romanzo. Età: da 9 anni

Alessandra Jesi Soligoni

 
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Chi scrive su Pagine Giovani

Finalmente conosciamo i redattori di Pagine Giovani! La rivista è “storica”, sapete? Viene pubblicata da 37 anni ininterrottamente ed è una delle più longeve sulla letteratura giovanile in Italia! I suoi redattori si sono passati il testimone durante questi decenni, ritroviamo le loro firme in calce alle centinaia di recensioni pubblicate (più di 8500). Siete curiosi di conoscere la redazione odierna? Eccovi appagati:

 Carla Mazzolin, amante dei gatti riamata, veneziana doc con abilità culinarie a 4 stelle, esprime il suo elegante gusto estetico nella sua prosa raffinata. Chi nasce nella Laguna e cresce in quell'ambiente da sogno percepisce la bellezza in ogni aspetto della vita, Carla non ha fatto eccezione e con la sua sensibilità si è dedicata alla lettura critica di libri d'arte e guide turistiche-culturali per bambini, oltre a libri fatti ad arte. Dopo aver conseguito il Master in Pedagogia della lettura e biblioteconomia per ragazzi all'Università di Roma Tre, frequenta le maggiori fiere del libro e i contesti editoriali, da anni collabora con riviste specializzate del settore. Dopo anni di studio e scrittura ha di certo un suo progetto personale che un giorno, ci auguriamo presto, troveremo nel catalogo di qualche casa editrice, magari francese (si sa che hanno l'egemonia in questo settore).

 Giuseppina Abbate: "Insegnante si nasce, e io lo nacqui!" così vogliamo parafrasare l'inimitabile Totò per presentare la valente Giuseppina. Eh sì, Giusi ha l'animo e il carisma dell'educatrice e da circa 30 anni lo esercita (con grinta e dolcezza) con i bambini romani. Non le manca la creatività e l'ironia che la sostengono nei momenti di "crescita" (degli alunni, dell'ansia, della chioma, dell'età........) e con questi elementi , dopo la laurea in scienze politiche, ha dato il via ai suoi studi che sono confluiti nel Master in Pedagogia della lettura e biblioteconomia per ragazzi all'Università di Roma Tre. Accurata nello scandaglio psicologico dei libri di formazione, sensibile nella lettura degli albi per i piccini, collabora da anni con la rivista e si mantiene sempre aggiornata specialmente nell'area dei fanciulli di scuola primaria.

 Lorenza Farina: Nascosta per anni dietro a cataste di libri da leggere, consigliare, animare la dinamica Lorenza ha finalmente trovato il coraggio! Ha aperto il suo cuore e ha lasciato defluire le emozioni, le esperienze le aspettative coltivate a contatto con i libri e i bambini, nella biblioteca Bertoliana, sede di Villa Tacchi di Vicenza. Ha scritto storie subito amate e premiate, tra le quali segnaliamo: Il mal di pancia della luna, Franco Cosimo Panini, 2005; Viola non è rossa, Kite edizioni, 2008; La bambina del treno, Paoline, 2010; I sogni di Agata, La Margherita, 2011; Il volo di Sara, Fatatrac, 2012 e Il noce di Sant'Antonio, EMP, 2012. Non ha trascurato però la sua assidua collaborazione con la rivista, a cui regala recensioni lucide e poetiche.

 

... altri ancora...

Rosa Benedicta Nicolini ha radici ben piantate su colline di libri, tenute al caldo e nutrite da storie di autori adulti o bambini. Ha collaborato con alcune testate giornalistiche locali, del Lazio e non solo: quotidiani e mensili. E’ entrata poi più nel vivo del ‘mestiere di scrivere’, quando ha lavorato come redattrice all’interno di piccole, ma vivaci case editrici. Risiede in Veneto da anni con la famiglia e da lì recensisce libri, propone incontri per promuovere la lettura, organizza concorsi creativi on-line e concerti con l’Autore. Per dare forma a queste sue idee, del resto, ha fondato l'Associazione Sassi per Pollicino, che aderisce al GSLG, dove risaltano le sue doti di comunicatrice, organizzatrice e autrice. Tra i tanti appuntamenti da ricordare, quelli per la Giornata della Lentezza. Con la sua esperienza di copywriter e pubblicista, Rosa gestisce blog e siti web. Dalla sua mente creativa ci si possono aspettare dei bei fuochi d’artificio.

 

Alessandra Sartori è istrionica, infatti recita, scrive e inventa storie in un’alternanza vivace e sorprendente. Nel tempo libero insegna teatro e dirige corsi con bambini di ogni età, queste esperienze sono confluite in Se ci fosse stata la pace, Edizioni Corsare. Nel testo La storia del teatro va in scena ha cercato di aiutare tutti coloro che amano recitare e conoscere la storia del teatro e è riuscita a trasmettere la sua profonda passione per la parola. Collabora con la rivista curando la rubrica di teatro, ovviamente.

 

Italo Spada E’ tutta colpa de Il mago di Oz. L’ha visto da piccolo e, più volte, rivisto da grande. Come Dorothy dalla fattoria del Kansas, probabilmente non si è mai allontanato dalla Sicilia se non in sogno. Nel suo lungo viaggio, spaventapasseri senza cervello, uomini di latta senza cuore, leoni fifoni. Poi, la città di smeraldo: una sala, un fascio di luce, lo schermo. Storie d’altri che, a volte, sono anche le nostre. E, allora, un tuffo nel mondo di Oz a recuperare cervello, cuore, coraggio. Il coraggio di dire la sua: in una mano gli affetti, nell’altra la penna. Dirigente scolastico e Capo Ufficio Studi e Ricerche del Comitato di Cinematografia per Ragazzi di Roma.

 

... altri...

Maria Rosaria Lombardo è una penna storica, il suo inchiostro lascia tracce indelebili di esperienza e sensibilità che perdurano sulle pagine e nei cuori. Una donna di origini siciliane che fa vibrare le corde delle sue passioni, una tra queste è la lettura. Giornalista decana, Mariella – per gli amici – sa riconoscere la notizia e si prepara ad annunciare i primi 40 anni della “sua” rivista Pagine Giovani.

  

“Tagliare gli avverbi in mente, non eccedere con gli aggettivi. C’è sempre un aggettivo che condensa il significato di due. Cerchiamolo.” È così che Domenico Volpi corregge e stimola gli altri redattori, fin dalla nascita della rivista 36 anni fa. Non si può descrivere il suo istrionismo letterario, bisogna frequentarlo ma sfido chiunque ad emularlo. Quando le parole escono dalla sua “penna felice” il lettore rimane incantato come davanti ad una magia!

 

Laura Grisa giornalista curiosa e colta, da anni collabora a numerose testate del Piemonte e cura a 360 gradi alcune trasmissioni radiofoniche su Susa Onda Radio, FM 99,45 (www.streema.com/radios/Susa_Onda_Radio) È da uno dei suoi microfoni che divulga le attività del GSLG e della neonata rivista per bambini 5perchè. Laura è una appassionata lettrice, acuta critica e apprezzata in tutti i contesti culturali. Nella sua allegra residenza nei pressi di Torino gode di un paesaggio suggestivo da cui prende ispirazione per i suoi componimenti.

 

...ancora...

Cristina Allodi, è "Counselors familiare e per l'età evolutiva"; è sempre stata interessata allo studio di tematiche socio pedagogiche, anche in relazione alla promozione della lettura e della scrittura quali mezzi importantissimi per il riconoscimento e l'espressione delle emozioni. Collabora con il trimestrale "Accoglienza che cresce”. Ha fatto esperienza di lettura animata ai bambini di scuola primaria e ne conserva un ottimo ricordo.

 

Marianna Alfonsi educatrice, specializzata in Letteratura per l’infanzia, ha studiato, studia e studierà. Le piace capire, conoscere, commentare la letteratura giovanile e si applica con metodo e serietà. Leggeremo le sue critiche e i suoi saggi? Ce lo auguriamo. Ma altri splendidi traguardi la aspettano. Sfogliando le attuali riviste ha deciso di collaborare con Pagine Giovani e il Pepeverde.