E' un periodo "così". Un pò sospeso. Un pò con il fiato tirato, come se stessi aspettando che accada qualcosa.Ho messo in cantiere dei "progetti" (un parolone, lo so, ma per me è importante considerare tali i miei piccoli passi quotidiani) a lunga scadenza e mi sento impaziente. Un'impazienza che non avevo nemmeno a vent'anni. E' come se avessi, per certi versi, riavvolto il nastro del tempo e mi trovassi con certe consapevolezze ma con altrettante incertezze ed inquietudini.Credo che crescere significhi, innanzi tutto, continuare ad imparare, non fermarsi e non spaventarsi di fronte a nuove lezioni di vita. E poi crescere è anche cambiare. Non rimanere necessariamente uguali a se stessi, se non ci si ritrova più, nella propria pelle.Insomma sto facendo un pò le bizze, ultimamente. Passo da uno stato umorale all'altro, a seconda dei pensieri e delle sensazioni alle quali mi sento sin troppo sensibile e ricettiva. Ci sono giorni che non so davvero quello che voglio ed anche se lo so, mi chiedo se lo voglio veramente. Credevo di aver "chiuso" a vent'anni, con queste domande e questi sbalzi d'umore. Evidentemente non è così.E poi mi prendono improvvise timidezze, fastidiosi disagi che rischiano di paralizzarmi, soprattutto per quel che riguarda i miei "progetti". Mi innervosisco, quando accade. Perchè mi sento paralizzata e mi prende una gran voglia di darmela a gambe. Non lo faccio per senso di responsabilità e per autocontrollo, ma una parte di me vorrebbe dileguarsi, in certe circostanze.La timidezza è da lungo tempo mia compagna silenziosa di viaggio. Per superarla, spesso, ho dato l'impressione di essere aggressiva e brusca. Pochi sono stati capaci di andare oltre questa fragile maschera che, con il tempo, si è indurita, fino a diventare una parte di me, qualcosa che mi appartiene e mi è estranea allo stesso tempo. E così non parlo quasi mai di sentimenti, se mi lascio andare cerco di essere sola, ascolto più che parlare.... mi imbarazzano i gesti di affetto, anche se amo farli e riceverli.Dovrei fregarmene, lo so. Si vive una volta sola. Le sensazioni sono uniche, irripetibili. Le emozioni riempiono il cuore, sono scariche di adrenalina, di vita.... Ma è così difficile. Ci sono momenti che davvero non so come fare. Vorrei spezzare queste catene senza stare a chiedermi nulla, non mi interessa. Ma mi ritrovo puntualmente ad inscenare una sorta di supplizio di Tantalo. Sfibrante e doloroso. Pieno di domande ed avaro di risposte.