Essere e pensiero

"La ripresa"


Soren Kierkegaard, nell'opera La Ripresa, pubblicata nel 1843 con lo pseudonimo di Constantin Constantius e con il sottotitolo "un esperimento psicologico", affronta in modo teoretico tale tematica.Propongo alla comune riflessione un breve passaggio:"La speranza è uno splendido vestito nuovo, inamidato e teso, nessuno però l'hai mai indossato, perciò non si sa come esso vestirà o come starà. Il ricordo è un vestito smesso, il quale, per quanto resistente, non va più, poichè o stringe o cade troppo. La ripresa è una veste che non si consuma, la quale aderisce regolare e morbida, nè stretta nè cadente...Chi non vuole altro che sperare, è vile; chi non vuole altro che ricordare, è voluttuoso; ma chi vuole la ripresa, questi è un uomo...La speranza è un frutto seducente che non sazia, il ricordo è una misera moneta che non soddisfa; ma la ripresa è il pane quotidiano che sazia e nutre. Quando si è percorso il mare dell'esistenza, allora si vedrà se si ha il coraggio di capire che la vita è una ripresa e se si ha il desiderio di compiacersi in essa...Se non esistesse la ripresa, che cosa sarebbe la vita?...La ripresa è la nuova categoria che deve essere scoperta...La dialettica della ripresa è facile: ciò che è ripreso, è stato, altrimenti non potrebbe essere ripreso; ma proprio il fatto di essere stato, fa della ripresa un qualcosa di nuovo".