Essere e pensiero

La morte di Dio.


La fedeltà alla terra, il dire sì alla vita, la tenerezza verso il creato e verso il prossimo, di cui abbiamo parlato nei messaggi precedenti, indicano un possibile percorso da seguire per ritrovare la strada smarrita. Qual è l'evento centrale che ha determinato tale condizione di "spaesamento" e di smarrimento, tipica dell'uomo d'oggi, e la conseguente crisi dei valori assoluti e tradizionali?Nietzsche non ha dubbi nell'affermare che tale evento sia la "morte di Dio". Egli non pone in astratto il problema dell'esistenza di Dio, ma evidenzia come la civiltà occidentale si sia gradualmente staccata da Dio, sino ad ucciderlo, cioè sino ad eliminarlo dal suo orizzonte.La morte di Dio porta con sè la morte, il crollo, di tutte quelle certezze, quelle credenze e quei valori assoluti e trascendenti che sono stati il fondamento della nostra civiltà occidentale.Pertanto essa determina un senso di smarrimento e la perdita di ogni punto di riferimento, ossia una condizione di "nichilismo", termine con cui Nietzsche intende la privazione di senso in cui l'uomo precipita quando tutti gli assoluti e le illusioni crollano.Propongo, per la lettura e la discussione,  il famoso brano della "Gaia scienza", in cui Nietzsche narra che un uomo pazzo, che va alla ricerca di Dio, annuncia agli uomini che Dio è morto e che noi l'abbiamo ucciso.*  *  *"Non avete sentito parlare di quel folle che accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e si mise a gridare senza sosta: "Cerco Dio! Cerco Dio!". E poichè proprio là si trovavano raccolti molti di quelli che non credevano in Dio, suscitò grandi risa. "E' forse perduto?" disse uno. "Si è perduto come un bambino?" fece un altro. "Oppure sta ben nascosto? Ha paura di noi? Si è imbarcato? Ha emigrato?" gridavano e ridevano in una gran confusione. Il folle uomo balzò in mezzo a loro e li trapassò con i suoi sguardi: "Dove se n'è andato Dio? - gridò - ve lo voglio dire! Siamo stati noi ad ucciderlo: voi ed io. Siamo noi tutti i suoi assassini! Ma come abbiamo fatto questo? Come potemmo vuotare il mare bevendolo fino all'ultima goccia? Chi ci dette la spugna per cancellare l'intero orizzonte?...Esiste ancora un alto e un basso? Non stiamo forse vagando come attraverso un infinito nulla?...Come ci consoleremo noi, gli assassini di tutti gli assassini? Quanto di più sacro e di più possente il mondo possedeva fino ad oggi, si è dissanguato sotto i nostri coltelli; chi detergerà da noi questo sangue? Con quale acqua potremmo noi lavarci?...Non è troppo grande per noi la grandezza di questa azione? Non dobbiamo noi stessi diventare dei, per apparire degni di essa? Non ci fu mai un'azione più grande: tutti coloro che verranno dopo di noi apparterranno, in virtù di questa azione, ad una storia più alta di quanto mai siano state tutte le storie fino ad oggi!". A questo punto il folle uomo tacque e rivolse di nuovo lo sguardo su i suoi ascoltatori: anch'essi tacevano e lo guardavano stupiti. Finalmente gettò a terra la sua lanterna che andò in frantumi e si spense. "Vengo troppo presto - proseguì - non è ancora il mio tempo. Questo enorme avvenimento è ancora per strada e sta facendo il suo cammino: non è ancora arrivato fino alle orecchie degli uomini. Fulmine e tuono vogliono tempo, il lume delle costellazioni vuole tempo, le azioni vogliono tempo, anche dopo essere state compiute, perchè siano vedute e ascoltate. Quest'azione è ancora sempre più lontana da loro delle più lontane costellazioni: eppure son loro che l'hanno compiuta!".F. Nietzsche, La gaia scienza, 125*  *  *La morte di Dio è causa di uno smarrimento drammatico e radicale nella coscienza umana ma, nello stesso tempo, secondo Nietzsche, è l'inizio di una nuova e più alta storia dell'umanità. L'uomo può diventare creatore di nuovi valori, può superare se stesso e andare oltre se stesso ("oltreuomo", traduzione da preferire a "superuomo").  Ancora una volta, dunque,  Nietzsche afferma che, solo nella dispersione e nella dissoluzione più radicale, sono presenti i germogli della nostra liberazione.