Ancora Giorgio Caproni (cfr. messaggi n° 20, 21, 30, 31). Questa volta in un breve testo in prosa, in cui descrive, con il suo incomparabile stile, l'ebbrezza della solitudine, condizione di ogni possibile paradosso."INSERTOVi sono casi in cui accettare la solitudine può significare attingere Dio. Ma v'è una stoica accettazione più nobile ancora: la solitudine senza Dio. Irrespirabile per i più. Dura e incolore come un quarzo. Nera e trasparente (e tagliente) come l'ossidiana. L'allegria ch'essa può dare è indicibile. E' l'adito - troncata netta ogni speranza - a tutte le libertà possibili. Compresa quella (la serpe che si morde la coda) di credere in Dio, pur sapendo - definitivamente - che Dio non c'è e non esiste."Giorgio Caproni, Inserto,I meridiani, Mondadori
L'allegra solitudine.
Ancora Giorgio Caproni (cfr. messaggi n° 20, 21, 30, 31). Questa volta in un breve testo in prosa, in cui descrive, con il suo incomparabile stile, l'ebbrezza della solitudine, condizione di ogni possibile paradosso."INSERTOVi sono casi in cui accettare la solitudine può significare attingere Dio. Ma v'è una stoica accettazione più nobile ancora: la solitudine senza Dio. Irrespirabile per i più. Dura e incolore come un quarzo. Nera e trasparente (e tagliente) come l'ossidiana. L'allegria ch'essa può dare è indicibile. E' l'adito - troncata netta ogni speranza - a tutte le libertà possibili. Compresa quella (la serpe che si morde la coda) di credere in Dio, pur sapendo - definitivamente - che Dio non c'è e non esiste."Giorgio Caproni, Inserto,I meridiani, Mondadori