Ariel il leone è sdraiato su alcuni pannoloni per animali, in una casa di San Paolo, in Brasile. Quattro mani lo lavano delicatamente, e gli massaggiano le zampe. Lui le osserva di sottecchi, con la lingua penzoloni. Da un anno un virus gli sta devastando il midollo osseo, il felino è paralizzato. Raquel Borges è la "padrona" di Ariel e lo assiste insieme alla veterinaria Livia Pereira. Le due donne lo coccolano, lo alimentano, gli fanno della riabilitazione.Ariel è nato tre anni fa nel rifugio per animali abbandonati che Raquel e il marito hanno creato a Maringa, nel sud del Brasile. Era sano e addomesticato, e fino a dieci mesi ha dormito nel letto con i suoi "genitori adottivi". L'anno scorso ha iniziato a zoppicare, poi ha perso progressivamente il controllo delle zampe. I suoi globuli bianchi sono impazziti e hanno attaccato le cellule cerebrali che sovrintendono al movimento. I veterinari brancolano nel buio.
LASCIATE ANDARE ARIEL!!!
Ariel il leone è sdraiato su alcuni pannoloni per animali, in una casa di San Paolo, in Brasile. Quattro mani lo lavano delicatamente, e gli massaggiano le zampe. Lui le osserva di sottecchi, con la lingua penzoloni. Da un anno un virus gli sta devastando il midollo osseo, il felino è paralizzato. Raquel Borges è la "padrona" di Ariel e lo assiste insieme alla veterinaria Livia Pereira. Le due donne lo coccolano, lo alimentano, gli fanno della riabilitazione.Ariel è nato tre anni fa nel rifugio per animali abbandonati che Raquel e il marito hanno creato a Maringa, nel sud del Brasile. Era sano e addomesticato, e fino a dieci mesi ha dormito nel letto con i suoi "genitori adottivi". L'anno scorso ha iniziato a zoppicare, poi ha perso progressivamente il controllo delle zampe. I suoi globuli bianchi sono impazziti e hanno attaccato le cellule cerebrali che sovrintendono al movimento. I veterinari brancolano nel buio.