A te....

LASCIATE ANDARE ARIEL!!!


Ariel il leone è sdraiato su alcuni pannoloni per animali, in una casa di San Paolo, in Brasile. Quattro mani lo lavano delicatamente, e gli massaggiano le zampe. Lui le osserva di sottecchi, con la lingua penzoloni. Da un anno un virus gli sta devastando il midollo osseo, il felino è paralizzato. Raquel Borges è la "padrona" di Ariel e lo assiste insieme alla veterinaria Livia Pereira. Le due donne lo coccolano, lo alimentano, gli fanno della riabilitazione.Ariel è nato tre anni fa nel rifugio per animali abbandonati che Raquel e il marito hanno creato a Maringa, nel sud del Brasile. Era sano e addomesticato, e fino a dieci mesi ha dormito nel letto con i suoi "genitori adottivi". L'anno scorso ha iniziato a zoppicare, poi ha perso progressivamente il controllo delle zampe. I suoi globuli bianchi sono impazziti e hanno attaccato le cellule cerebrali che sovrintendono al movimento. I veterinari brancolano nel buio. 
Su Facebook è nata una pagina per chiedere donazioni: le sue cure richiedono più di 11 mila dollari al mese. Già 36 mila persone hanno aderito all'inziativa. Ariel ora vive a San Paolo, dove possono forse curarlo. Un dottore vorrebbe provare su di lui una plasmaferesi, una tecnica di separazione del plasma sanguigno da altri elementi, ma la macchina dovrebbe essere adattata alle sue dimensioni. Ma Raquel Borges non si arrende: «Non perderò mai la speranza che Ariel possa camminare di nuovo». (www.vanityfair.it)
Amo gli animali ma questo accanimento terapeutico non è volere bene ad Ariel, è cattiveria tenerlo a tutti i costi in un calvario, in una vita di sofferenza, perché per lui questa non è vita. Non serve ne ad Ariel ne alla sua padrona. Visto che ha una malattia degenerativa è solo rimandare una fine inesorabile, inevitabile con un’inutile sofferenza per entrambi. I suoi occhi chiedono…implorano…urlano “ LASCIATEMI ANDARE”.La veterinaria dovrebbe convincersi e convincere la padrona di Ariel ad addormentarlo dolcemente per non farlo più soffrire. Parlo per esperienza diretta. Nel 2010 ho dovuto far addormentare, a distanza di 10 mesi l’uno dall’altro, due dei miei tre cani, dovergli dire addio, doverli lasciare andare è stata una sofferenza terribile, ma necessaria. Sento moltissimo la  mancanza di Briciola e Led e spesso mi ritrovo con le lacrime agli occhi pensando a loro, i miei “cuccioli” sono e saranno sempre con me, nel mio cuore e so che un giorno ci ritroveremo tutti insieme a correre e giocare nei verdi prati del cielo. Spero con tutto il cuore che queste due donne trovino al più presto il coraggio di dire addio ad Ariel che non merita di vivere una tale sofferenza.LASCIATE ANDARE ARIEL!!!