Aria di bocciatura per la manovra.Piazza Affari, da un lunedì nero a un altro. Se doveva essere un giudizio da parte dei mercati, non c’è dubbio che per la manovra varata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti in tutta fretta per fronteggiare la speculazione finanziaria, tira aria di bocciatura. Guardando i numeri, è quanto accaduto oggi alla riaperture delle Borse, dopo il varo della finanziaria da 43 miliardi. Esattamente come una settimana fa, per il listino milanese si è trattato di un nuovo bagno di sangue, con l’indice principale che ha incassato un calo di oltre tre punti percentuali (sette giorni fa le perdite erano stato addirittura del 3,96%).Nemmeno la pubblicazione, avvenuta venerdì scorso, sugli stress test a cui si sono sottoposti i principali istituti di credito europei è servita a tranquillizzare i mercati: così come era accaduto con i test dell’anno scorso, i risultati che hanno promosso la stragrande maggioranza delle banche non sono stati considerati un banco di prova così severo. Il Colbert italiano, l'uomo della Robin Hood tax contro i petrolieri ha imbastito una finanziaria rattoppata e sbilenca che non ha dato i risultati sperati.Come si può sperare di far passare una manovra così squilibrata, dove i sacrifici sono demandati ai soliti tartassati contribuenti, quando la casta prolifica, gozzoviglia, si pasce e si nutre di prebende e privilegi?La tirannia dei conti, asservita alla logica perversa del potere a tutti i costi, ha creato una situazione insostenibile, prossimo al si salvi chi può."Noi resteremo qui", dice Tremonti, atto di fede ,ma non utile a stemperare il clima pesante foriero di minacciosi e cupi nuvoloni carichi di grandine e tempesta.La domanda che si pongono tutti e': fino a quando per difendere un governo moribondo, prossimo al tracollo politico debba essere difeso d'ufficio, a detrimento degli interessi degli italiani nella vana difesa di un presidente del consiglio ormai ridotto a un ectoplasma.Come riusciremo a superare questo periodo così congiunturale non ho idea, ma una cosa è certa: le persone sono piombate in una grave crisi economica e finanziaria che difficilmente riusciranno a superare.Chiedere ulteriori sacrifici a chi, giornalmente ne fa tanti, è demenziale chiederne ulteriori.Per citare il motto tanto caro al presidente del consiglio: nessuno deve remare contro, tutti possibilmente nella stessa direzione.Nessuno escluso.