Monza - Terremoto in consiglio provinciale. Il vicepresidente Antonino Brambilla, assessore all'Urbanistica, è indagato dalla procura di Monza per corruzione. Nella stessa inchiesta anche altri tre esponenti politici molto noti a Monza e in Brianza: il consigliere regionale Massimo Ponzoni, l'ex sindaco di Giussano Franco Riva e l'ex assessore provinciale Rosario Perri, dimessosi dall'incarico un anno fa sulla scia delle intercettazioni dell'operazione "Infinito" che ha sgominato le cosche della 'Ndrangheta nel nostro territorio. Nell'inchiesta, condotta dal sostituto procuratore della Repubblica cittadina Giordano Baggio, altri indagati, tra i quali due imprenditori brianzoli e due funzionari della Regione Lombardia. A ciascuno il suo!Milano ha il caso Penati, Roma quello Tremonti, la Brianza ha il quartetto Brambila-Ponzoni-Perri-Riva, che non è esattamente il famoso Cetra.La nuova provincia di Monza -Brianza, è alla ribalta della cronaca per un presunto giro di tangenti e mazzette che coinvolgono alcuni esponenti di rilievo della politica desiana, provinciale e regionale.L'inchiesta infinito, mette sotto accusa personaggi molto in vista della politica locale e chiede conto del comportamento nell'esercizio delle loro funzioni quando occupavano cariche pubbliche.Lasciamo alla magistratura il compito d'indagare ed eventualmente trovare prove- provate, a carico dei presunti tangentisti.In accordo al principio del garantismo fino a prova contraria, tenterò di esprimere qualche giudizio sulla vicenda.In un clima politico generale pesante e grave, sarebbe logico chiedere una resa incondizionata della politica stessa, se non altro per cercare di recuperare un minimo di credibilita' di fronte ai cittadini- elettori.La famosa casta, non sazia dei suoi privilegi e dei suoi emolumenti, in alcuni casi, volutamente si fa coinvolgere dall'illegalità e il malaffare prestando il fianco a faccendieri e palazzinari.La famosa etica morale, la trasparenza e legalità sbandierata sia a destra che a sinistra chi l'ha vista?Questo perseverare nella difesa del proprio particolare, tollerato anche dai partiti non giova al sistema politico italiano,tant'e' che la nostra situazione politica nazionale e internazionale è molto precaria per non dire seriamente ammalata.Invocare anatemi, o scomuniche, per chi non è credente nulla può', ma la magistratura potrebbe esercitare la funzione e laddove c'è ' reato dispensare le giuste penitenze (condanne ).