Amici, io ottimista per natura, confesso che la situazione in cui siamo è palesemente aleatoria e prossima a un default globale della nazione Italia.Il governo Berlusconi galleggia sulle onde recessive economiche /finanziarie, con una zavorra del debito pubblico mostruosa.Le manovre correttive indicate dai tecnocrati di Bruxelles, sono medicina indigesta che il governo ci propina, ma nessuno è disposto a ingoiarla respingendola con mugugno, stizza o rabbia.Tutte le pezze e i pannicelli caldi che il mago della finanza creativa Giulio Tremonti, non servono a rassicurare l'UE e i mercati finanziari.Siamo sotto tutela dell'unione europea, la nostra' sovranità è limitata al diktat di Bruxelles, che ci blandisce e a volte ci ammonisce sui seri pericoli che corriamo.Ognuno difende il suo particolare interesse, vanificando i tagli, compresi i signori della casta politica che faticano a pensare e trovano assurdo fare sacrifici.Sacrifici che sarebbe opportuno, secondo la casta , che li soppo rtino quelli che abitualmente li fanno da sempre spremuti e tartassati.La gente comune, non capisce è smarrita e confusa, si chiede: chi ci ha portato allo sfascio economico e finanziario?Si chiede, anche se è ancora il caso di fidarsi di questi signori politici che allegramente e spensierati hanno ancora in mente i lidi e le feste mondane.Temo che la ricetta lacrime e sangue, sarà uno zuccherino a fronte dei nuvoloni neri forieri di grandine e tempesta che presto potrebbe abbattersi sulle nostre teste.La manovra non è condivisa, taglia e cuce ma non rilancia l'economia italiana, non vi è traccia d'incentivo alle produzioni, che servono a pareggiare l'enorme debito sovrano accumulato.Citando l'intervento di una giornalista di Rai News 24, la manovra correttiva in atto è la testa di ponte di tante altre negli anni futuri per arrivare al fatidico pareggio di bilancio.Se così sarà, ci aspetteranno anni tristi e bui di cappello in mano a chiedere l'elemosina.Il Titanic affonda, si salvi chi può e che sappia nuotare.
Credibilità' della nazione Italia:un Titanic prossimo a colare a picco
Amici, io ottimista per natura, confesso che la situazione in cui siamo è palesemente aleatoria e prossima a un default globale della nazione Italia.Il governo Berlusconi galleggia sulle onde recessive economiche /finanziarie, con una zavorra del debito pubblico mostruosa.Le manovre correttive indicate dai tecnocrati di Bruxelles, sono medicina indigesta che il governo ci propina, ma nessuno è disposto a ingoiarla respingendola con mugugno, stizza o rabbia.Tutte le pezze e i pannicelli caldi che il mago della finanza creativa Giulio Tremonti, non servono a rassicurare l'UE e i mercati finanziari.Siamo sotto tutela dell'unione europea, la nostra' sovranità è limitata al diktat di Bruxelles, che ci blandisce e a volte ci ammonisce sui seri pericoli che corriamo.Ognuno difende il suo particolare interesse, vanificando i tagli, compresi i signori della casta politica che faticano a pensare e trovano assurdo fare sacrifici.Sacrifici che sarebbe opportuno, secondo la casta , che li soppo rtino quelli che abitualmente li fanno da sempre spremuti e tartassati.La gente comune, non capisce è smarrita e confusa, si chiede: chi ci ha portato allo sfascio economico e finanziario?Si chiede, anche se è ancora il caso di fidarsi di questi signori politici che allegramente e spensierati hanno ancora in mente i lidi e le feste mondane.Temo che la ricetta lacrime e sangue, sarà uno zuccherino a fronte dei nuvoloni neri forieri di grandine e tempesta che presto potrebbe abbattersi sulle nostre teste.La manovra non è condivisa, taglia e cuce ma non rilancia l'economia italiana, non vi è traccia d'incentivo alle produzioni, che servono a pareggiare l'enorme debito sovrano accumulato.Citando l'intervento di una giornalista di Rai News 24, la manovra correttiva in atto è la testa di ponte di tante altre negli anni futuri per arrivare al fatidico pareggio di bilancio.Se così sarà, ci aspetteranno anni tristi e bui di cappello in mano a chiedere l'elemosina.Il Titanic affonda, si salvi chi può e che sappia nuotare.