Vivere vegan= Vivere felici e contenti
Lo stile di vita vegan comincia a diffondersi. è sempre più sempliceincontrare persone che apprezzano e condividono questa scelta o comunque ne hanno sentito parlare. Ma il luogo dove avviene il maggiore scambio di idee sull'argomento e sicuramente Internet. Sulla rete esiste una comunità vegan molto vasta è facile trovare informazioni, ricette e curiosità, oltre che partecipare a dibattiti e conoscere nuovi vegan. Ecco un elenco di siti da non perdere:
www.happyvegan.org/vlswww.geeeing.com/muccolawww.progettogaia.orgwww.vegan3000.it www.arpnet.it/lav/ricette.htmwww.ivu.org/italian/recipeswww.veganoutreach.org Alcuni materiali alternativi e sintetici sono di alta qualità anche per l'attenzione ecologica durante il ciclo produttivo. L'impatto ambientale e comunque minore rispetto ai prodotti animali, che derivano dagli allevamenti (molto dannosi per l'ambiente) e sono trattati con prodotti chimici. Rinunciare a vestirsi con la morte e la sofferenza degli animali non significa sottovalutare i problemi ecologici: semmai il contrario!
Questo logo indica che un cosmetico, come prodotto finito, non e' stato testato sugli animali
La tua scelta può salvare la vita a molti animali. ogni volta che preferisci un prodotto senza crudeltà muovi un passo verso il cambiamento.Ma per diffondere lo stile di vita vegan bisogna essere in tanti.Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto.
Si va diffondendo uno stile di vita che rispetta gli animali non solo nella la dieta ma in ogni aspetto della nostra esistenza. Oggi è sempre più semplice vivere vegan senza rinunciare a niente, dalla cena con gli amici a un abbigliamento adatto ad ogni occasione. Nella moda di oggi non c'è che l'imbarazzo della scelta: dalle borse come quelle in tessuto di Mandarina Duck che hanno creato una nuova tendenza alle scarpe Vegetarian Shoes e Linus, nate appositamente per gli animalisti; realizzate in materiali confortevoli e traspiranti, sono a prova di pioggia e praticamente indistruttibili. Se volete coniugare moda e tecnologia con uno stile di vita senza crudeltà potete anche scegliere Eblood Clothing, indumenti e accessori che rispondono a tre requisiti: etica, qualità e stile. La Lorica (prodotta in Italia) è un ottimo sostituto della pelle utilizzato per divani, interni di auto e scarpe. Il pile, caldo e morbido, ha soppiantato la lana nell'abbigliamento sportivo: Patagonia lo ottiene dal riciclaggio delle bottiglie di plastica. I tessuti hi-tech sono ingualcibili e piacevoli al tatto, oltre che traspiranti e antibatterici: le loro prestazioni sono superiori rispetto alle fibre di origine animale. Il Fibrefil, che sostituisce le piume d'oca nei giacconi invernali, li rende superiori per praticità e prestazioni. L'Alcantara, la ciniglia di cotone, la Viscosa sono altri ottimi prodotti senza crudeltà che rendono semplice e piacevole vestire vegan.
No alla pelle
La pelle viene considerata un sottoprodotto dell'industria della carne ma, giudicando dall'enorme giro d'affari, non può essere vista come un articolo di secondaria importanza. Se la gente smettesse di mangiare carne la pelle degli animali non sarebbe più disponibile per farne scarpe, borse e divani. Ma anche se si smettesse di usare la pelle il mercato della carne ne risentirebbe. L'unico modo per rompere questo ciclo di sofferenza è rinunciare sia alla carne che alla pelle. Ci sono anche le scarpe di Vegetarian Shoes puoi trovarle su internet:vegetarian-shoes.co.ukprogettogaia.it oppure anche ai mercatini quelle di gomma e costano meno di quelle originali in pelle.
No alla lana
Molti pensano che la lana sia prodotta in maniera naturale e non cruenta. La realtà è molto diversa. Poche settimane dopo la nascita alle pecore viene tagliata la coda senza anestesia, mentre per gli agnelli si procede alla castrazione. La tosatura viene praticata senza nessuna cura per gli animali, spesso con mezzi meccanici che provocano dolore e ferite; molte pecore muoiono perchè esposte alle intemperie dopo una tosatura prematura. Quando le pecore iniziano a produrre meno lana sono mandate al macello e sostituite con animali più giovani e redditizi.
No ai piumini
C'è veramente poco di romantico nei morbidi piumoni da letto quando sono imbottiti di piume d'oca. Lo stesso discorso vale per le giacche sportive. Infatti le piume vengono strappate alle oche senza nessun riguardo e soprattuttosenza nessuna anestesia. Lo spiumaggio inizia quando il pulcino ha otto settimane e viene ripetuto ogni due mesi fino a quando la qualità delle piume comincia a risentirne. A questo punto le oche sono uccise per la loro carne o sottoposte a un altro tormento: per settimane vengono sottoposte a una iperalimentazione forzata e poi uccise per il fegato ingrossato e deforme che viene venduto con il nome di "pate de foie gras".
Le etichette
Leggendo con attenzione le etichette (che però non sempre riportano tutti gli ingredienti) e soprattutto informandoci possiamo evitare prodotti con insospettabili componenti di origine animale. Per esempio: lo sapevi che le pellicole fotografiche contengono gelatine animali? E che molti contraccettivi sono testati su animali o contengono sostanze con questa origine? Anche il vino e la birra (ma non sempre!) possono essere prodotti con componenti animali. E ancora troviamo derivati animali in colle, fiammiferi, vernici... Cosmetici e detersiviEccoci a un punto dolente! L'acquisto di questi prodotti è reso per i vegan difficile (talvolta impossibile) da una legge che impone la sperimentazione sugli animali di tutte le nuove sostanze chimiche. I prodotti finiti (per esempio saponi, shampoo, bagnoschiuma) di solito non sono testati sugli animali perchè non è obbligatorio e poche ditte vogliono investire in test privi di rilevanza scientifica. Ma gli ingredienti che li compongono devono superare per una legge del 1976 una serie di test che comportano grandi sofferenze e alla fine la morte per gli animali utilizzati (di solito conigli, ratti o topi). L'unica soluzione, in attesa del definitivo divieto di questi test inutili e crudeli, è quella di comprare cosmetici con ingredienti introdotti prima del 1976 e quindi non sperimentati: BWC (Beauty Without Cruelty), Lakshmi e Pure Planti hanno fatto questa scelta, ma sono marche difficili da trovare. Il nostro consiglio è quello di preferire erboristerie e negozi naturali (anche se non sempre sono garanzia di cruelty-free), informandosi sempre sugli ingredienti e la composizione dei prodotti. Una guida utile per gli acquisti l'ha redatta LAV-EAR (vedi tabella): i fabbricanti che vi sono inclusi garantiscono di non utilizzare più nuovi ingredienti, così da noi incrementare il numero degli animali vivisezionati; impiegano però componenti sperimentati prima del 1992. Naturalmente il mercato (così come la legislazione) è in continua evoluzione per cui le nostre sono semplici indicazioni a cui deve seguire un più produttivo fai da te! Per quello che riguarda i prodotti per la casa (detersivi, detergenti, disinfettanti...) il discorso è analogo: la legge impone l'obbligo di testare gli ingredienti ma non i prodotti finiti. Chi vuole ridurre il danno per gli animali dovrebbe scegliere prodotti da molti anni sul mercato: le continue novità proposte dalle industrie possono più facilmente contenere nuovi ingredienti, la cui introduzione causa l'incremento del numero di animali vivisezionati.