Nel Medioevo, in tutta la Spagna, in estate, usavano fare le fiere di bestiame. In genere preferivano farle il 15 Agosto e ognuno, per tutto il mese, andava di paese in paese coi propri prodotti o col proprio bestiame a comprare e vendere. Alla fine del mese ritornavano a casa. E’ così che nacque l’espressione “fare il proprio agosto”.Ancora oggi in gran parte della Spagna continua questa tradizione, e col passare del tempo, il senso di questa espressione si è ampliata fino ad essere usata quando si vuole indicare che si è fatto facilmente molto denaro. Non vi sembra che tutti a qualunque costo vogliamo “fare il nostro agosto”?. Ma che cosa succede se quel “nostro agosto” danneggia gli altri, o l’agosto degli altri danneggia noi? Allora fu che Dio, tanto tempo prima, considerando delle ingiustizie come queste, stabilì una legge e una regola di vitale importanza per dirigere la nostra condotta umana: la legge del raccolto.E’ la regola d’oro: mietere, ma non cose altrui, bensì il frutto di quello che noi stessi abbiamo seminato. C’è un’altra regola che Dio ha stabilito: trattare gli altri come vogliamo essere trattati noi.Non “dobbiamo fare mai il nostro agosto” a spese del prossimo, piuttosto preoccupiamoci d’essere dei buoni vicini, buoni amici e buoni compagni. Perché, come leggiamo nella Bibbia: c’è un tempo per ogni cosa, e tutto ha il suo momento opportuno.