Permesiva

Attualmente ...Dante


Ripercorriamo  Dante, acchè la saggezza di ieri diventi motivo di riflessione anche oggi...Non è forse vero che...?Non dee l'uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore. «Vuolsi così colà dove si puote/ ciò che si vuole, e più non dimandare», Lume v'è dato a bene e a malizia.Che bell'onor s'acquista in far vendetta.L'affetto lo intelletto lega.Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini. Non siate come penna ad ogne vento, e non crediate ch'ogne acqua vi lavi.Riferimento: Divina Commedia, Paradiso, Canto V, vv.74-75Ché volontà, se non vuol, non s'ammorza, ma fa come natura face in foco, se mille volte violenza il torza. Per che, s'ella si piega assai o poco, segue la forza...Poca favilla gran fiamma seconda.Riferimento: Divina Commedia, Paradiso, Canto I, v.34 Sei l'amore che diviene il signore del mio animo.L'amore è il moto dell'animo verso ciò che piace. Nel nostro mondo due stelle abbiamo, non li vediamo ma sentiamo bene il loro immenso potere.Riferimento: La chiesa e l'impero sono i due soli che muovono il mondo E se non piangi, di che pianger suoli?Riferimento: Inferno, canto XXXIII Fama di lor il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna: non ragionam di lor, ma guarda e passa.Riferimento: Inferno-Canto III Non che men saver, dubbiar m'aggrata.Uomini siete, e non pecore matteIl perder tempo a chi più sà più spiace. Lo viso mostra lo color del cuore. La lingua maldicente è indizio di mente malvagia. Io mi rendei, piangendo, a quei che volentier perdona. Orribil furon li peccati miei, ma la bontà infinita ha sì gran braccia che prende ciò che si rivolge a lei. Come sa di sale lo pane altrui e come è duro calle lo scendere e il salir per l'altrui scale. Nessun maggior dolore che ricordarsi del tempo felice nella miseria. Non ti curar di loro, ma guarda e passa. L'amore prende posto nell'animo nobile così come il calore ha sede nello stesso fuoco. È questa l'ora che volge al desio...Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.Riferimento: Inferno, La divina Commedia«Non dee l'uomo, per maggiore amico, dimenticare li servigi ricevuti dal minore.» » Galeotto fu il libro e chi lo scrisse. E detto l'ho perché doler ti debbia!Poi cominciò: "Tu vuo' ch'io rinnovelli / disperato dolor che 'l cor mi preme / già pur pensando, pria ch'io ne favelli."Vassene il tempo e l'uom non se ne avvede.