La voce di un uomo

Il razzismo che mi fa schifo


Sempre leggendo il corriere mi sono imbattuto in un articolo abbastanza inquietante. Riporto di seguito l'articolo per intero.Simboli, libri e modelli di 200 mila fanatici «ariani»Odiano i neri, si incontrano su internet. E sono sempre di piùGli adoratori della supremazia bianca quando parlano di Obama si dividono. C' è chi lo vedrebbe volentieri sotto terra. «Barack ti uccideremo, Ku Klux Klan per sempre», scrivono sui siti Internet. È quello che voleva fare Rudolph Geisel, arrestato a Miami con in casa un arsenale e in testa l' idea di far fuori il candidato democratico con un fucile da cecchino. Altri, invece, la pensano in modo diametralmente opposto. David Duke, gran sacerdote del Klan, e Richard Barrett, 65 anni, capo del Movimento Nazionale, quartiere generale in Alabama, sperano che Barack venga eletto e forse chiederanno di votarlo. Perché, spiegano, nascerà la «Obamanation» e allora i bianchi finalmente si sveglieranno. Sarà il segnale della riscossa per un esercito di fuori di testa. Quasi duecentomila, secondo un recente rapporto. I loro gruppi nascono ovunque e a buon ritmo. Appena 600 nel 2000, sono saliti a 844 sei anni dopo. In tanti hanno ancora nelle mente e nel cuore le scorribande dei guerriglieri razzisti. Piombavano sulle baracche dei neri, piantavano una croce di fuoco e si dedicavano al loro «sport». Il linciaggio. Giovani di colore appesi al ramo di un albero, con attorno una folla sorridente in posa. Centinaia di omicidi impuniti, con gli assassini protetti dal pregiudizio e dall' omertà. Solo adesso l' Fbi ha deciso di riaprire vecchi casi rimasti per troppo tempo insoluti. «Mississippi Burning» non era solo la trama di un film, ma una storia vera e crudele. Quando le pratiche del Klan sono diventate troppo «sconvenienti», gli estremisti hanno scoperto le milizie. Organizzazioni paramilitari diffusesi in molti stati. Baluardo contro il diverso ma anche contro lo stato invadente che mette le tasse. Il sabato esercitazione a fuoco nei boschi, la domenica raccoglimento in chiesa. Moschetto e preghiera. E al nero hanno aggiunto nuovi nemici. Gli immigrati sudamericani, i gay, i medici abortisti. Tutti meritavano una «punizione». Gli estremisti hanno le loro bibbie. Come «I diari di Turner» scritti da William Pierce, leader della National Alliance. E celebrano i loro «eroi». Timothy McVeighs, ex soldato e militante di destra, autore del massacro di Oklahoma City nel 1995 con il camion bomba che devasta l' ufficio federale. Eric Rudolph, responsabile dell' attentato alle Olimpiadi di Atlanta e di attentati alle cliniche (1996), esponente della «Identità Cristiana». Aveva dichiarato guerra a omosessuali e dottori abortisti, poi si era dato alla macchia nei boschi della Carolina del Nord. Forse aveva dei complici in quella parte di popolazione che lo vedeva come un novello Jesse James, il celebre guerrigliero-bandito sudista. «Run Rudy Run», si facevano scrivere sulle T-shirt per incitarlo a tenere duro. E lui non mollava. Calzava scarponi identici a quelli della polizia così era difficile per gli scout individuare i suoi passi nei boschi. Ma alla fine lo hanno preso, affamato come un barbone, mentre rovistava in un cassonetto. Dopo l' 11 settembre, grazie anche al Patriot Act, gli estremisti hanno dovuto rivedere comportamenti e strategie. Qualcuno li ha paragonati all' ultima Al Qaeda: una rete senza capi, che si affida molto a Internet. I siti razzisti impazzano, così come la musica «bianca» molto popolare in certe aree del sud e nel West. Un cambiamento che permette alla «Nazione ariana» di continuare a fare proselitismo. Sul fronte delle carceri, dove organizza i bianchi contro i neri. Un adepto, una specie di Hulk tutto tatuaggi e muscoli, guidava i suoi dalla prigione con messaggi in codice nascosti in un libro di poesie. Altri si sono raccolti sotto i simboli del «Public Enemy Number One» (nemico pubblico numero uno). È una gang nata a Long Beach che ha poi esteso i suoi tentacoli in tutta la California. Quasi 300 gli affiliati, considerati davvero una minaccia. Ma gli eredi del Klan li trovi dove non te lo aspetti. Ad esempio nel deserto iracheno. Un' inchiesta ha rivelato che i neonazi si sono infiltrati nell' esercito e diverse migliaia hanno prestato servizio in Iraq. Molti hanno avuto come referente un ex membro delle forze speciali, Steve Barry, detto «il coordinatore». Ma oggi la vera battaglia è in America. E non solo per fermare Barack ma per neutralizzare anche «la pedina degli ebrei». Il repubblicano John McCain. Milizie di gruppi di estremisti razzisti stanno nascendo ovunque e a buon ritmo. Appena 600 nel 2000, sono saliti a 844 sei anni dopo. Sono stati paragonati all' ultima Al Qaeda: una rete senza capi, che si affida molto allo strumento di Internet.Olimpio GuidoE si professano pure cattolici...Chissà, forse gli piacerebbe essere crocifissi? Non nego che una parte di me lo farebbe volentieri, ma mi distinguo da individui del genere ed amo i valori della civiltà. Non ho veramente parole per esprimere il ribrezzo che mi fa questa gente.