Ho recentemente inserito un post sulla sicurezza, nel quale sostenevo (e richiamavo chi sostiene) che la soluzione migliore al momento sarebbe quella di costruire nuove carceri.Leggendo ho trovato un'affermazione di Antonio Di Pietro risalente al 1994, quando ancora non era sceso in politica, ma era impegnato a sbattere al fresco un po' di politici per i loro sporchi affari.«I mezzi d'informazione del 13 luglio 1994 informano che vi sono circa 13.000 detenuti in più di quelli che le carceri italiane possano contenere. Il dato è sicuramente reale se non sottostimato. Senz'altro il numero complessivo dei detenuti è troppo alto rispetto alle strutture carcerarie esistenti. Non è, invece, eccessivo in assoluto, nel senso che il rapporto tra detenuti ed abitanti in Italia è tra i più bassi in Europa. Questo vuol dire che mancano sufficienti carceri e che bisogna crearne di nuove e più idonee visto lo stato fatiscente in cui versano quelle esistenti. Invece no. L'attuale politica ministeriale non mette al primo posto la costruzione di nuove strutture carcerarie idonee o l'entrata in funzione di strutture già realizzate, come nel caso del nuovo carcere di Palermo. La soluzione invece che si tende ad adottare è quella di emanare provvedimenti legislativi che rimettano in libertà i detenuti, in modo da "calmierare" il numero complessivo della popolazione carceraria.Troppo facile eliminare il problema della delinquenza stabilendo per legge, dall'oggi al domani, che non è più il caso di tenere molti delinquenti in galera.Questa storia fa tornare alla mente una analoga soluzione adottata ai tempi della prima Repubblica: c'è troppa atrazina nell'acqua potabile? Nessun problema. Basta alzare il livello minimo previsto per legge per essere di nuovo nella norma!» Sono passati 14 anni da allora. Se nuove carceri fossero effettivamente state costruite ora non ci troveremmo nella situazione in cui ci troviamo. No, continuiamo ad inasprire le pene e ad approvare leggi che mandano fuori i delinquenti perché non c'è spazio (vedi indulto), che poi in realtà non hanno nemmeno risolto il problema...le carceri sono affollate come e più di prima.Poi mi vengono a dire che Di Pietro è un idiota. Mah. Secondo me è l'unico tra tutti che dice qualcosa di sensato. Forse dovremmo ascoltarlo di più. Anche se non mi pare sappia parlare proprio in maniera egregia. Ma in fondo ciò che conta è il contenuto.
(in)sicurezza. Le radici
Ho recentemente inserito un post sulla sicurezza, nel quale sostenevo (e richiamavo chi sostiene) che la soluzione migliore al momento sarebbe quella di costruire nuove carceri.Leggendo ho trovato un'affermazione di Antonio Di Pietro risalente al 1994, quando ancora non era sceso in politica, ma era impegnato a sbattere al fresco un po' di politici per i loro sporchi affari.«I mezzi d'informazione del 13 luglio 1994 informano che vi sono circa 13.000 detenuti in più di quelli che le carceri italiane possano contenere. Il dato è sicuramente reale se non sottostimato. Senz'altro il numero complessivo dei detenuti è troppo alto rispetto alle strutture carcerarie esistenti. Non è, invece, eccessivo in assoluto, nel senso che il rapporto tra detenuti ed abitanti in Italia è tra i più bassi in Europa. Questo vuol dire che mancano sufficienti carceri e che bisogna crearne di nuove e più idonee visto lo stato fatiscente in cui versano quelle esistenti. Invece no. L'attuale politica ministeriale non mette al primo posto la costruzione di nuove strutture carcerarie idonee o l'entrata in funzione di strutture già realizzate, come nel caso del nuovo carcere di Palermo. La soluzione invece che si tende ad adottare è quella di emanare provvedimenti legislativi che rimettano in libertà i detenuti, in modo da "calmierare" il numero complessivo della popolazione carceraria.Troppo facile eliminare il problema della delinquenza stabilendo per legge, dall'oggi al domani, che non è più il caso di tenere molti delinquenti in galera.Questa storia fa tornare alla mente una analoga soluzione adottata ai tempi della prima Repubblica: c'è troppa atrazina nell'acqua potabile? Nessun problema. Basta alzare il livello minimo previsto per legge per essere di nuovo nella norma!» Sono passati 14 anni da allora. Se nuove carceri fossero effettivamente state costruite ora non ci troveremmo nella situazione in cui ci troviamo. No, continuiamo ad inasprire le pene e ad approvare leggi che mandano fuori i delinquenti perché non c'è spazio (vedi indulto), che poi in realtà non hanno nemmeno risolto il problema...le carceri sono affollate come e più di prima.Poi mi vengono a dire che Di Pietro è un idiota. Mah. Secondo me è l'unico tra tutti che dice qualcosa di sensato. Forse dovremmo ascoltarlo di più. Anche se non mi pare sappia parlare proprio in maniera egregia. Ma in fondo ciò che conta è il contenuto.