Dopo che il ministro delle offese DISonorevole Sacconi dice: "la scuola è un luogo di sessantottini che - pur di non lavorare - hanno trovato rifugio nel lavoro di insegnante" (Ti farei lavorare per mezza giornata in una scuola elementare e poi voglio vedere se gli insegnanti non lavorano! Razza di insulso scaldapoltrone, le offese falle ai tuoi colleghi parlamentari e non a mia madre o chi per essa) ecco l'ultima e-mail dell'Università: STATI GENERALI D'ATENEOappello alla mobilitazione Il luogo in cui studiamo e lavoriamo tra due anni potrebbe non esistere più'.Il Rettore ha comunicato che, a causa dei tagli introdotti dalla legge 133, a partire dal 2010 sarà difficilissimo chiudere il bilancio, il che significa (oltre ad andare in bancarotta. Nota mia provocatoria):* non pagare gli stipendi a docenti e personale tecnico/amministrativo;* non avere fondi per funzionamento, didattica e ricerca;* la dequalificazione dei titoli di studio;* l'aumento delle tasse («Noi non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini». Vossignoria si era dimenticato di dire "Non direttamente almeno") e, di contro, i tagli al personale e il blocco delle assunzioni con conseguente "fuga dei cervelli" e sperpero delle risorse investite nella formazione.Queste saranno le principali conseguenze per l'università, ma l'intero sistema dell'istruzione pubblica è sotto attacco (e già, visto che oltre a distruggere le università pubbliche si vuole tornare alle classi fascistissime con la piccola differenza che adesso sono gli studenti a poter tirar bacchettate agli insegnanti e non l'opposto. Per non parlare delle nuove leggi raziali, con cui si vogliono integrare gli immigrati facendoli NON stare coi loro coetanei italiani; i quali sono coloro che meglio potrebbero aiutarli ad integrarsi e che forse meglio saprebbero insegnar loro, indirettamente, la lingua italiana).A seguito di un'assemblea svoltasi in questo ateneo il 7/10/2008 a cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le componenti di questa università, e' stato deciso di convocare per il giorno Martedì 21/10/2008, alle 9,30, in aula magna (via Festa del Perdono 3) gli stati generali d'ateneo per informare, discutere e, seguendo un percorso di mobilitazione già iniziato in altre università, elaborare un'opposizione a questo progetto irresponsabile.Capito? Gli Stati Generali. Mi piace come nome. Ricorda molto quelli della rivoluzione francese. Adattissimo alla situazione in cui ci troviamo, cioè con un parlamento ed un governo che hanno come unico obiettivo quello di distruggere tutto (a partire dalla scuola, proseguendo per la libertà di opinione, continuando per l'indipendenza della magistratura...per non parlare della democrazia, della sicurezza, e più passeranno i mesi più questo elenco si allungherà).Dov'è il PD? Dove cazzo è il PD?! Abbiamo bisogno di un appoggio in Parlamento e l'unico che veramente ce lo dà è Di Pietro? Possibile? Io ho votato voi, non Di Pietro...Dovreste rappresentarmi. Invece siete la vergogna di tutti i vostri elettori!! Dialogo dialogo dialogo...dialogo che cooosa!!! Si dialoga quando si parte da premesse sensate!! Siete quasi peggio di Mister B e la sua schiera di Disonorevoli!! Ma andate a lavorare!!!!!!! Altro che stati generali...qui c'è bisogno dello Stato di Guerra**ovviamente è una provocazione, non intendo andare in guerra
Lo Stato di Guerra
Dopo che il ministro delle offese DISonorevole Sacconi dice: "la scuola è un luogo di sessantottini che - pur di non lavorare - hanno trovato rifugio nel lavoro di insegnante" (Ti farei lavorare per mezza giornata in una scuola elementare e poi voglio vedere se gli insegnanti non lavorano! Razza di insulso scaldapoltrone, le offese falle ai tuoi colleghi parlamentari e non a mia madre o chi per essa) ecco l'ultima e-mail dell'Università: STATI GENERALI D'ATENEOappello alla mobilitazione Il luogo in cui studiamo e lavoriamo tra due anni potrebbe non esistere più'.Il Rettore ha comunicato che, a causa dei tagli introdotti dalla legge 133, a partire dal 2010 sarà difficilissimo chiudere il bilancio, il che significa (oltre ad andare in bancarotta. Nota mia provocatoria):* non pagare gli stipendi a docenti e personale tecnico/amministrativo;* non avere fondi per funzionamento, didattica e ricerca;* la dequalificazione dei titoli di studio;* l'aumento delle tasse («Noi non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini». Vossignoria si era dimenticato di dire "Non direttamente almeno") e, di contro, i tagli al personale e il blocco delle assunzioni con conseguente "fuga dei cervelli" e sperpero delle risorse investite nella formazione.Queste saranno le principali conseguenze per l'università, ma l'intero sistema dell'istruzione pubblica è sotto attacco (e già, visto che oltre a distruggere le università pubbliche si vuole tornare alle classi fascistissime con la piccola differenza che adesso sono gli studenti a poter tirar bacchettate agli insegnanti e non l'opposto. Per non parlare delle nuove leggi raziali, con cui si vogliono integrare gli immigrati facendoli NON stare coi loro coetanei italiani; i quali sono coloro che meglio potrebbero aiutarli ad integrarsi e che forse meglio saprebbero insegnar loro, indirettamente, la lingua italiana).A seguito di un'assemblea svoltasi in questo ateneo il 7/10/2008 a cui hanno partecipato rappresentanti di tutte le componenti di questa università, e' stato deciso di convocare per il giorno Martedì 21/10/2008, alle 9,30, in aula magna (via Festa del Perdono 3) gli stati generali d'ateneo per informare, discutere e, seguendo un percorso di mobilitazione già iniziato in altre università, elaborare un'opposizione a questo progetto irresponsabile.Capito? Gli Stati Generali. Mi piace come nome. Ricorda molto quelli della rivoluzione francese. Adattissimo alla situazione in cui ci troviamo, cioè con un parlamento ed un governo che hanno come unico obiettivo quello di distruggere tutto (a partire dalla scuola, proseguendo per la libertà di opinione, continuando per l'indipendenza della magistratura...per non parlare della democrazia, della sicurezza, e più passeranno i mesi più questo elenco si allungherà).Dov'è il PD? Dove cazzo è il PD?! Abbiamo bisogno di un appoggio in Parlamento e l'unico che veramente ce lo dà è Di Pietro? Possibile? Io ho votato voi, non Di Pietro...Dovreste rappresentarmi. Invece siete la vergogna di tutti i vostri elettori!! Dialogo dialogo dialogo...dialogo che cooosa!!! Si dialoga quando si parte da premesse sensate!! Siete quasi peggio di Mister B e la sua schiera di Disonorevoli!! Ma andate a lavorare!!!!!!! Altro che stati generali...qui c'è bisogno dello Stato di Guerra**ovviamente è una provocazione, non intendo andare in guerra