Ripercorriamo la storia degli ultimi due giorni.22/10/2008 - Dopo le numerose proteste di tutti gli atenei italiani (e vorrei capire come diamine lui possa affermare che è una menzogna che sono numerose, dal momento che non mi pare in questi giorni abbia visitato qualche università pubblica - sempre che lo abbia mai fatto -) Berlusconi assurge a Imperatore d'Italia dichiarando: «Vorrei dare un avviso ai naviganti, molto semplice: non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'universita'. Perché l'occupazione di posti pubblici non è una dimostrazione, un'applicazione di libertà; non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle famiglie, nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato. Convocherò oggi il ministro dell'Interno e darò istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere». Il tono è molto provocatorio. Il premier ha molto l'aria di qualcuno che può, a suo mero arbitrio, reprimere qualsiasi protesta (specifica infatti che sarà lui a dare «istruzioni dettagliate» al ministro degli interni; privando così quest'ultimo di uno dei suoi principali poteri). [Per evitare che mi si additi quale disinformatore comunista reazionario, al termine del post lascerò il link del video in cui si può vedere e sentire il "nostro" premier che pronuncia le dichiarazioni testé citate] A questo punto, i colleghi del premier si accorgono della boiata allucinante che è stata sparata.Maroni: «Questa competenza è mia e non tua»; «Ma guardate che dice. Non ci posso credere. Ora andrò da lui e cercherò di capire»; «Queste sono le mie competenze. Anche io voglio tutelare il diritto allo studio, ma dobbiamo vedere come Certo così non si può fare. Ti rendi conto di cosa accadrebbe?».Antonio Manganelli (Capo della Polizia): «Gli agenti entrano in una università o in una scuola solo se chiamati da un rettore o da un preside».Ganni Alemanno: «E' evidente che nessuno può negare agli studenti il diritto di manifestare».Ignazio La Russa: «Abbiamo avuto tutti vent'anni, e nella mia natura sono tollerante purché non ci sia violenza».Fabio Granata (responsabile cultura di An): «Siamo perplessi, perché con gli studenti bisogna interloquire. Non è un problema di ordine pubblico».Paolo Guzzanti (parlamentare Pdl): «Usare la polizia per far sospendere le occupazioni è un'assoluta sciocchezza. E' dal Medio Evo che l'università gode di particolari guarentigie e di diritti non scritti. Le università sono delle terre franche e dire "vi mando la polizia" è la gaffe più grande che Berlusconi poteva commettere per dimostrare di avere le palle».23/10/2008 - Orbene, il premier, a questo punto, corre ai ripari e, come è suo solito fare, spara una boiata ancora più grande. Nega le sue affermazioni registrate e filmate. Nega l'evidenza, quasi che a parlare non fosse stato lui, ma che un alieno (ovviamente comunista) si fosse, per alcuni istanti, impossessato del suo cervello. Insomma, nega se stesso.«Non ho mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto che chi vuole è liberissimo di protestare, ma non può imporre a chi non è della sua stessa idea di rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c'è un divorzio tra informazione e realtà». A parte che vorrei che mi ricordasse il punto del suo discorso in cui avrebbe asserito che «chi vuole è liberissimo di protestare», ma vabbé... Mi deve poi spiegare in cosa differisce la «polizia» dalle «forze dell'ordine». E da ultimo mi deve spiegare come ha fatto l'informazione a traviare le sue parole, se queste sono documentate in un filmato in cui si vede e si sente lui che pronuncia il suo discorsetto da despota. Insomma, come ho detto prima, qualche alieno (comunista) si dev'essere impossessato di lui per alcuni minuti e deve avergli fatto pronunciare quelle frasi con quel tono. Lui, poverino, avendo perso la memoria, non riesce a comprendere come mai i giornali abbiano trascritto quelle parole. Dunque, l'unica spiegazione logica che sa darsi è che siano stati i mezzi d'informazioni ad inventarsi tutto.
Berlusconi si dà dell'idiota
Ripercorriamo la storia degli ultimi due giorni.22/10/2008 - Dopo le numerose proteste di tutti gli atenei italiani (e vorrei capire come diamine lui possa affermare che è una menzogna che sono numerose, dal momento che non mi pare in questi giorni abbia visitato qualche università pubblica - sempre che lo abbia mai fatto -) Berlusconi assurge a Imperatore d'Italia dichiarando: «Vorrei dare un avviso ai naviganti, molto semplice: non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'universita'. Perché l'occupazione di posti pubblici non è una dimostrazione, un'applicazione di libertà; non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti, nei confronti delle famiglie, nei confronti delle istituzioni, nei confronti dello Stato. Convocherò oggi il ministro dell'Interno e darò istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere». Il tono è molto provocatorio. Il premier ha molto l'aria di qualcuno che può, a suo mero arbitrio, reprimere qualsiasi protesta (specifica infatti che sarà lui a dare «istruzioni dettagliate» al ministro degli interni; privando così quest'ultimo di uno dei suoi principali poteri). [Per evitare che mi si additi quale disinformatore comunista reazionario, al termine del post lascerò il link del video in cui si può vedere e sentire il "nostro" premier che pronuncia le dichiarazioni testé citate] A questo punto, i colleghi del premier si accorgono della boiata allucinante che è stata sparata.Maroni: «Questa competenza è mia e non tua»; «Ma guardate che dice. Non ci posso credere. Ora andrò da lui e cercherò di capire»; «Queste sono le mie competenze. Anche io voglio tutelare il diritto allo studio, ma dobbiamo vedere come Certo così non si può fare. Ti rendi conto di cosa accadrebbe?».Antonio Manganelli (Capo della Polizia): «Gli agenti entrano in una università o in una scuola solo se chiamati da un rettore o da un preside».Ganni Alemanno: «E' evidente che nessuno può negare agli studenti il diritto di manifestare».Ignazio La Russa: «Abbiamo avuto tutti vent'anni, e nella mia natura sono tollerante purché non ci sia violenza».Fabio Granata (responsabile cultura di An): «Siamo perplessi, perché con gli studenti bisogna interloquire. Non è un problema di ordine pubblico».Paolo Guzzanti (parlamentare Pdl): «Usare la polizia per far sospendere le occupazioni è un'assoluta sciocchezza. E' dal Medio Evo che l'università gode di particolari guarentigie e di diritti non scritti. Le università sono delle terre franche e dire "vi mando la polizia" è la gaffe più grande che Berlusconi poteva commettere per dimostrare di avere le palle».23/10/2008 - Orbene, il premier, a questo punto, corre ai ripari e, come è suo solito fare, spara una boiata ancora più grande. Nega le sue affermazioni registrate e filmate. Nega l'evidenza, quasi che a parlare non fosse stato lui, ma che un alieno (ovviamente comunista) si fosse, per alcuni istanti, impossessato del suo cervello. Insomma, nega se stesso.«Non ho mai detto né pensato che la polizia debba entrare nelle scuole. Ho detto che chi vuole è liberissimo di protestare, ma non può imporre a chi non è della sua stessa idea di rinunciare al suo diritto essenziale. Ancora una volta c'è un divorzio tra informazione e realtà». A parte che vorrei che mi ricordasse il punto del suo discorso in cui avrebbe asserito che «chi vuole è liberissimo di protestare», ma vabbé... Mi deve poi spiegare in cosa differisce la «polizia» dalle «forze dell'ordine». E da ultimo mi deve spiegare come ha fatto l'informazione a traviare le sue parole, se queste sono documentate in un filmato in cui si vede e si sente lui che pronuncia il suo discorsetto da despota. Insomma, come ho detto prima, qualche alieno (comunista) si dev'essere impossessato di lui per alcuni minuti e deve avergli fatto pronunciare quelle frasi con quel tono. Lui, poverino, avendo perso la memoria, non riesce a comprendere come mai i giornali abbiano trascritto quelle parole. Dunque, l'unica spiegazione logica che sa darsi è che siano stati i mezzi d'informazioni ad inventarsi tutto.