La voce di un uomo

Ignoranza democratica


In questi giorni l'opposizione accusa la maggioranza di essere poco democratica, e la maggioranza (o forse è meglio dire il Premier) replica con la stessa moneta, asserendo le medesime affermazioni. Ma cosa si intende per Democrazia?Ovviamente ci sono dibattiti su dibattiti all'interno della scienza politica e, logicamente, io non posso certo mettermi a dare una definizione precisa ed esauriente di cos'è la Democrazia (d'altro canto, quand'anche fossi in grado di farlo, dovrei stare a scrivere un trattato talmente lungo che nessun bloggers lo leggerebbe).Ad ogni modo, mischiando un po' le nozioni apprese studiando il diritto costituzionale e leggendo un piccolo libro del professor Giovanni Sartori (La democrazia in 30 lezioni), posso senz'altro delineare alcuni aspetti fondamentali che il nostro Re (ehm, scusate, presidente del consiglio) evidentemente non conosce.Democrazia è un termine che deriva dal greco e significa letteralmente Governo del popolo. E' chiaro, però, che questa pura e semplice nozione dice tutto e niente. L'unica cosa che è indiscussa è che debba essere il popolo a prendere le decisioni. Il problema però è il modo in cui questo possa avvenire.Nell'antica Grecia si riscontra uno dei primi modelli di Democrazia: un modello arcaico, dove tutti i membri del popolo partecipano alla vita politica dello Stato e decidono semplicemente a maggioranza. Chiaramente una forma di Democrazia così diretta può essere possibile solo all'interno di un'entità territoriale relativamente ristretta quale era la Città Stato greca.La Democrazia che caratterizza tutti i moderni ordinamenti occidentali non si fonda però, completamente, sui principi della democrazia greco-arcaica. Essa nasce con l'avvento del movimento liberale ed è per questo tecnicamente detta Liberal-Democrazia. Una caratteristica peculiare è data dal fatto che essa è quasi essenzialmente rappresentativa (anche se si riscontrano, in quasi tutti i modelli di questo tipo, correttivi che implicano anche forme di Democrazia diretta, come, per esempio, l'istituto del referendum). La caratteristica più significativa di questo modello è, però, il fatto che la rappresentanza è riconosciuta a tutti e che tutti quanti contribuiscono al processo formativo delle leggi. Esiste naturalmente una maggioranza, la quale guida ed indirizza il procedimento legislativo, ma a questo partecipano tutte le forze rappresentative del popolo. Tutto ciò per un motivo abbastanza semplice: si scoprì che la collaborazione di maggioranza è minoranza poteva portare a risultati molto più equilibrati ed efficenti di quelli che si sarebbero ottenuti attraverso una mera egemonia della maggioranza. Spieghiamo meglio attraverso un esempio: mettiamo il caso che la maggioranza rappresenti il 60% dei cittadini e la minoranza (quindi l'opposizione) rappresenti il 40%. Se le decisioni fossero prese solo dalla maggioranza si otterrebbe il 60% dei cittadini otterrebbe un beneficio, che per comodità quantificheremo attraverso un numero..poniamo 10. La minoranza, però, sarebbe penalizzata ed invece che ottenere un beneficio otterrebbe un maleficio. Dunque potremmo quantificare il beneficio con un numero negativo, mettiamo -5. Abbiamo quindi un 60% di cittadini che sta meglio ed un 40% che sta peggio. Adesso poniamo il caso che maggioranza e opposizione dialoghino, si confrontino ed, alla fine, raggiungano un compromesso che non è né esattamente quello che voleva la maggioranza, né esattamente quello che voleva l'opposizione. Diciamo quindi che il beneficio della maggioranza scende di 6 e quello della minoranza aumenta della stessa quantità. Avremo quindi un beneficio della maggioranza pari a 4 ed un beneficio della minoranza pari a 1. Questo vuol dire che il 100% dei cittadini ha ottenuto un beneficio! La maggioranza ha ottenuto un beneficio maggiore rispetto alla minoranza, ma tutti quanti ora stanno meglio!Ecco spiegato il motivo per cui in Parlamento non vi sono solamente le forze politiche di maggioranza, ma tutte quante rappresentino i cittadini del Paese (ovviamente con determinati limiti che consentano un regolare svolgimento dell'attività parlamentare, la quale sarebbe impossibile in presenza di una pluralità indefinita di partiti). Quindi, l'idea di Democrazia che il nostro Premier ha è quella della Grecia Antica. Secondo lui, la maggioranza, forte di legittimazione conferitale dalla maggior parte del popolo, è legittimata a far ciò che vuole, ad esercitare una vera e propria egemonia (A questo proposito ricordo la frase che Berlusconi ha pronunciato dopo la manifestazione del PD: «La sinistra farebbe bene a riposarsi per quattro anni e mezzo»). L'attuale opposizione, invece, muove la sua accusa partendo dall'idea di Liberal-Democrazia, secondo il modello testé esplicato. La mia personale conclusione è che, essendo noi un Paese che adotta un modello di Liberal-Democrazia, alla stregua di tutti gli altri moderni paesi occidentali (si tengano in mente, a questo proposito, anche tutti i passi della nostra Carta costituzionale in cui si afferma, esplicitamente, una tutela delle minoranze), le asserzioni di Berlusconi e di alcuni esponenti del suo partito costituiscono una manifestazione contraria al principio democratico affermato dalla nostra Costituzione all'articolo 1. Non è così, invece, per quanto riguarda le accuse mosse dall'opposizione.