Creato da cliccaclicca il 11/08/2010

Teatro Flaiano

Teatro Musica

 

 

Rosy Royal, un libro racconta la Dolce Vita di una talent scout

  

Ugo Tognazzi

 Il mondo felliniano e non solo è  nel libro “ROSY ROYAL”, curato da Carmela Nirta con l'apporto di Maria Giuseppina Felli e  Gianna Volpi, che verrà presentato il 14 novembre al Teatro Flaiano di Roma. Centinaia di immagini e testimonianze documentano il lavoro di un personaggio che per oltre 40 anni, ha contribuito al lancio nel mondo dello spettacolo, sport e cultura di artisti e personalità della vita sociale e culturale del nostro paese.

Sempre in prima linea, dal '58 al 2001 (anno della sua scomparsa), Rosy Royal ha trascorso la sua vita punteggiata dagli esordi e dalle affermazioni di personaggi come Achille Togliani, Renato Rascel, Romina Power, Emilio Schubert, Claudio Villa, Domenico Modugno, Peppino di Capri, Massimo Ranieri, Umberto Bindi, Valeria Ciangottini, Tony Santagata, Bobby Solo, Rita Pavone, Sylva Koscina,  Anita Ekberg e molti altri ancora,  fino ai più recenti Manuela Arcuri, Christian De Sica e Gianmarco Tognazzi. Tra i tanti personaggi  anche molti  campioni e manager dello sport  (che ha seguito anche come giornalista) tra i quali Carlo Ancellotti , Francesco Totti, Franco Sensi, nonché intere squadre di calcio vincitrici di scudetti ed onori.

Amica di Luciano Salce, Alberto Lattuada , Mauro Bolognini, Alberto Sordi e altri grandi artisti dell’epoca,  Rosy Royal ha seguito passo dopo passo la crescita e lo sviluppo della nostra cinematografia e gli anni d'oro della canzone, collaborando con registi e autori, mettendo a disposizione il suo ineguagliabile fiuto per i talenti di ogni campo, compresi quelli del  giornalismo e della moda, dell'imprenditoria e dell'economia.

Fin da giovanissima, ha puntualmente – attraverso una costante organizzazione di premiazioni  pubbliche (molte in collaborazione con la Regione Lazio) riconosciuto ed esaltato le aspirazioni di personalità nascenti, segnando le loro tappe più importanti come l' esordio e il successo, tanto da meritarsi a pieno titolo, la definizione di prima donna italiana “press agent” ed essere stata premiata più volte con il “Marc'Aurelio” per la sua attività.

Il suo lavoro è stato seguito dai più famosi fotografi di quel periodo, come Marcellino Radogna, Marcello Geppetti, Tazio Seccaroli, Rino Barillari, presenti ad ogni suo evento,  documentato dalla carrellata  fotografica contenuta nella pubblicazione.

Il libro, voluto da Carmela Nirta, senza scopo di lucro, come pura testimonianza del lavoro svolto dalla sorella, comprende la storia di questa figura femminile che, sacrificando le sue aspirazioni artistiche, ha speso generosamente la sua vita con l'unica soddisfazione di aver consegnato elogi, riconoscimenti e imput a tutti o quasi gli artisti di oggi, ieri e l'altro ieri. Pubblicato anche uno stralcio del suo diario in cui sono annotati aneddoti e ricordi, inserito nel contesto storico della cosiddetta “dolce vita” immortalata da Ennio Flaiano e Federico Fellini.

 

Il volume sarà presentato e distribuito gratuitamente

ai presenti della serata (ingresso libero)

del  14 novembre 2011, ore 20,30

presso il Teatro Flaiano di Roma

Via S. Stefano del Cacco 15

 

 
 
 

Comments Teatro Flaiano

Post n°29 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da cliccaclicca
 

 CLASSICTIC

L’idea è di offrire al pubblico la possibilità di godere del nostro ricco repertorio, adattandolo per un ascolto più facile che tuttavia rispetti le basi dell’opera come è nata” ( Landa Ketoff - La Repubblica, marzo 2007)

Attenzione. C’è un’opera in 90 minuti al Teatro Flaiano che dovrebbe far gola agli amanti dell’arte popolare da camera e alle famiglie in cerca di svago ghiotto e raffinato, tanto per associare un po’ il melodramma alla funzione dell’high-tech. Un esperimento teatralissimo… (Rodolfo di Giammarco- La Repubblica)

Un nuovo, interessante modo di proporre l’opera lirica…una formula vivace che coinvolge il pubblico (Osservatore Romano – Marcello Filotei)

E’ nato nel cuore di Roma un piccolo monumento alla lirica… (Il Giornale - Nicoletta Campanella)

Chi ha mai detto che esiste una sfera di intangibilità, un’aura regale a protezione di determinati spazi dell’arte? Rossana Siclari e la sua Piccola Lirica dimostrano l’esatto contrario, e sfidando rigori e convenzioni, al Teatro Flaiano, svelano al pubblico che un approccio alle alte sfere è possibile” ( Domitilla Pirro – teatroteatro.it, marzo 2007)

"Oggi, a distanza di un secolo, la possibilità di rivedere “La Tosca” in una versione al tempo stesso originale e sensibilissima al volere del dramma pucciniano, dà la possibilità anche ai neofiti di abbandonarsi con maggiore facilità – ma non meno impegno – nelle maglie di un’unicità di sensazioni che solo la buona lirica sa offrire". (Non solo Cinema - Nov. 2008)

Uno spazio che si apre a una nuova identità. Cioè con una produzione che intende snellire la lirica con soluzioni registiche audaci e matrimoni tra discipline, allo scopo di renderla fruibile al grande pubblico. A sofis ticati sistemi tecnologici è affidata pure la partitura… (Elle- Elsa Airoldi)

Microeventi non avari di grazia, musica dal vivo, parti corali e liriche eseguite con attenzione ed efficacia. Il pubblico è felice e affolla il piccolo teatro: il Flaiano ha trovato finalmente una sua via (Il Messaggero – Rita Sala)

Spectaculaire Tosca-voorstelling in klein historisch theater in het centrum. Tosca zoals u het nog nooit van dichtbij beleefd heef. In het kleine historische Teatro Flaiano brengen topzangers een verkorte en verkleinde vorm van de opera Tosca ten gehore. De intimiteit van de zaal, de nabijheid van de zangers en de hoge kwaliteit van de produktie maken deze voorstelling tot een intense opera ervaring. Het spannende spel van liefde en jaloezie, wreedheid en passie, macht en moed wordt voor het publiek onontkoombaar. De muziek wordt op geloofwaardige wijze vertolkt door professionele pianisten op digitale midi-spelers. Een ideale kennismaking met deze 'Romeinse' opera voor wie nog niet zo bekend is met opera, en een heerlijke 'andere' opera-avond voor wie geen genoeg kan krijgen van de prachtige muziek van Puccini. Duur inclusief pauze 1,5 uur. Lees de column van M. van Aalderen, correspondent in Rom

 

Ninety minutes of arts during wich melodrama and theatre meld within” New Europe January 2008

Piccola Lirica, top ten to see, to do in Italy” - The Independent- London, 2007

Tosca...touching...charming” The New York Times, 2007

 

 
 
 

Tosca

Post n°28 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da cliccaclicca
 

 CLASSICTIC

Tosca: un capolavoro del repertorio verista zeppo di arie e duetti divenuti famosi e di grande presa sugli spettatori che hanno continuato a entusiasmarsi e ad applaudire perdendo l’à plomb che pubblici di questi spettacoli difficilmente concedono e, confessiamolo, pure noi nella esaltazione generale, memori del consiglio di quel genio di Oscar Wilde “non essere sviato nel sentiero della virtù”, cedevamo a rozzi battimani da “ultras”. Madama Butterfly: La messa in scena che si scrolla di dosso gli ingenui consuetudinari fondali realistici, poggia sul prezioso adattamento drammaturgico di Gianna Volpi , sulla briosa, in particolare nella parte più specificatamente teatrale, regia di Rossana Siclari e sulle mani danzanti sensual i ed energiche del direttore Elisabetta Del Buono che riescono a dare all’opera la giusta dimensione anche nella sua riduzione spazio-temporale. L’orchestra, il cui suono sorprende per la scelta tecnologica degli strumenti, se la cava egregiamente tessendo con arguzia gli ampi intrecci della partitura.
La rappresentazione tocca l’acme nel secondo tempo con un’eccellente interpretazione di Hae Young Hyun il cui canto delicato e trasparente ben si adatta al personaggio creato dai librettisti Illica e Giacosa
, int enso, nella sofferenza del travaglio, fino al gesto finale. Da “Vita di donna” 09 Ottobre e Novembre 2009

 

 
 
 

Madama Butterfly

Post n°27 pubblicato il 04 Febbraio 2011 da cliccaclicca
 

Studio affiche Madama Butterfly 2011

CLASSICTIC

 

La lirica è un'arte straordinaria, che fonde in sé, nei suoi spettacoli, una miriade di artistiche vocazioni, nella loro più alta espressione: la musica, il canto, la teatralità, l'opulenza scenografica, la magnificenza dei costumi, la forma di cerimonia, e tanto altro.
Per questo, assistere ad un'opera lirica rappresenta sempre una esperienza straordinaria.
Ma esiste anche una straordinarietà complessiva della lirica: l'insieme delle sue memorie collettive più alte, che convivono nell'immaginario di chiunque, e non solo di una ristretta, e talvolta anche sofisticata, cerchia di melomani.
Questo immaginario riguarda tutti: per questo è vero patrimonio culturale universale, e, in particolar modo, italiano: pertanto, alimentarlo di emozioni significa arricchirlo e renderlo vivo: in qualche caso, anche sollevandolo da un torpore che una certa -presunta- “aristocrazia” della fruizione produce, e diffonde, nei confronti dei meno favoriti dalle circostanze.
Il compito degli operatori culturali è anche quello di colmare queste lacune, e di sanare alcune ingiustizie che nel tempo hanno accentuato separazioni e distanze: così risvegliando l'amore per la lirica in chi lo ha smarrito, e al tempo stesso soddisfacendo le più alte aspettative di chi invece ha potuto e saputo coltivarlo.
Questo compito è, ormai da vari anni, svolto con grande competenza ed efficacia dal Teatro Flaiano di Roma, dove è regolarmente sulla scena la “Piccola Lirica”, ossia la proposta di capolavori come Tosca e Madama Butterfly attraverso i loro momenti più alti: spettacoli di durata ridotta rispetto gli allestimenti originali, ma di inalterato valore artistico. Con il valore aggiunto di nutrire, oltre l'amore per chi già l'ama, la migliore conoscenza e l'innamoramento per la lirica, diffondendone il proselitismo verso la più ampia fruizione.
Una iniziativa di grande merito e di clamoroso successo, la cui eco ha da tempo varcato i confini nazionali, e che rappresenta un vanto della nostra imprenditorialità culturale.
Giacomo Carioti (Agenzia DiStampa)

 
 
 

Il ritorno di Cio-Cio-San

Post n°26 pubblicato il 27 Gennaio 2011 da cliccaclicca
 

E' un tributo all'arte la MADAMA BUTTERFLY del Piccolo Lirico Teatro Flaiano dove la scenografia è creata da suggestioni pittoriche antiche e moderne dell'arte giapponese da Tawaraya Sotatsu a Shoen Uemura fino ai maestri dell'avanguardia del XX Secolo, il tutto rielaborato e con inserimenti grafici pensati e creati per contenere il piccolo mondo di Cio-Cio-San, protagonista di un dramma d'amore e culturale. L'opera più amata da Giacomo Puccini qui si scrolla dagli orpelli dall' iconografia classica, delle costruzioni teatrali e dell'ingenuità di allestimenti realistici, scegliendo pochi elementi di scena ma circondandosi di effetti psicologici, di colori e richiami della mente. Virtualmente i passaggi temporali e i luoghi si scompongono e si ricompongono a volte con la stessa gestualità dei protagonisti e la storia sembra scritta sul momento. Teatro e lirica si fondono tra recitazione ed espressione vocale così che ogni personaggio oltre ad avere un peso maggiore ha un preciso carattere teatrale. Quasi sempre in scena, Butterfly è al centro dell'azione a dipanare il suo dramma, la sconfitta del suo sogno e infine il suo volo verso il riscatto e la libertà.

 
 
 

Il successo del Piccolo Lirico Teatro Flaiano in Italia e nel Mondo

Post n°24 pubblicato il 03 Novembre 2010 da cliccaclicca
 

Paolo Drigo nel ruolo di Scarpia per la Tosca del Piccolo Lirico

Da sempre la cultura nei suoi diversi aspetti è stata utilizzata dagli Stati
come strumento di azione verso l'esterno e come elemento di affermazione, di
pressione, di influenza e di conquista. Oggi, nell'epoca contemporanea, grazie alle
nuove tecnologie e soprattutto ad internet, stiamo assistendo ad un cambiamento
di rotta delle politiche culturali che tendono a portare avanti forme di espressione
culturale che abbiano si capacità di influenza e non necessariamente significano
espansione o conquista. Una di queste è lo spettacolo, nelle sue varie forme, che
può essere utilizzato come strumento di politiche culturali, che tendono a
diffondere in maniera pacifica e silenziosa l'inesauribile fonte della cultura
Italiana. Oggi il modello culturale prevalente è quello americano che si concretizza
non solo nella diffusione di una lingua d'uso generalizzato, ma anche in un modo
di essere e di comportarsi. Il primato di tale modello pone il problema del
rapporto con le altre culture, o meglio, del confronto con schemi culturali diversi.
L'Italia, media potenza regionale con interessi globali e Paese dotato di un
retaggio culturale che costituisce una delle colonne portanti della cultura globale,
può offrire a sua volta un modello di vita. Ciò che l'Italia può offrire oggi si basa
da un lato sull'importanza del suo passato culturale, fonte dell'attuale prestigio
del nostro Paese, dall'altro, sull'attuale modello culturale che si esprime in modo
particolare nel cinema e nel teatro: tutto ciò che la società italiana, con i suoi
difetti e le sue mancanze, può offrire a livello di rapporti umani, di vita e di
semplicità. La "Italian way of life" è considerata ovunque un modo di vivere
equilibrato, sinonimo di piacevolezza, eleganza, stile e buon gusto.
Bene si inserisce in questo studio, il progetto innovativo e ambizioso del
Piccolo Lirico teatro Flaiano. Un "nuovo genere" che miniaturizza l'opera lirica e
la offre in una dimensione intima, ma sorprendente nel coinvolgimento emotivo.
Opere come, la Traviata, Manon Lescaut, la Tosca, Madama Butterfly ed altre
ancora vengono rappresentate in modo continuativo (245 repliche). Come accade
ad esempio a Londra, permettendo al pubblico straniero di avere una
programmazione prenotabile per il periodo di permanenza a Roma.
Quello del Flaiano e' il primo spettacolo di lirica che ha osato introdurre
una significativa innovazione tecnologica riguardo all'orchestra, proponendo una
esecuzione dal vivo con un sistema Midi, un linguaggio più vicino ai giovani pur
nel rispetto della bellezza compositiva dei nostri autori. Ed è la prima volta che
uno spazio piccolo, ma di prestigio, permette a giovani cantanti lirici di affrontare
e sperimentare i ruoli del grande repertorio del melodramma italiano.
E' oltretutto interessante ai fini del nostro discorso che: L'85% del
pubblico sia straniero, il 45% del pubblico sia compreso tra i 16 e i 35 anni. Ciò
significa diffusione della cultura e lingua italiana in modo innovativo all'estero e
soprattutto ad un nuovo pubblico, che è quello dei giovani.
E' inoltre interessante il fatto che la direzione del teatro sia affidata ad una
donna ( non ci sono molti esempi di direzione femminile in Italia). Che la Società
di produzione sia costituita da 2 donne (imprenditoria culturale femminile) e che
la direzione musicale, la programmazione MIDI e l'adattamento musicale sia
femminile (anche in questo caso non ci sono molti esempi di direzione femminile
in Italia).
Visto il crescente successo italiano ed internazionale del Piccolo Lirico
Teatro Flaiano (dal 2007 con la Tosca il Teatro ha fatto il pieno ogni sera per 545
repliche), e visto che il melodramma italiano è sicuramente un mezzo di
diffusione della Lingua Italiana nel mondo ed è da sempre il più immediato ambasciatore della Cultura Italiana, sarebbe auspicabile che lo Stato Italiano
sostenga e diffonda questo nuovo genere, in Italia e nel Mondo e farsi' che si
sviluppi al meglio e si perfezioni nelle nuove tecnologie. Questo significherebbe
dare nuovo lustro al melodramma italiano e soprattutto farlo conoscere ad un
nuovo pubblico, che è quello dei giovani. Da uno studio di Chiara Michelini per Spettacolo dal vivo. Beni culturali.it

 

 
 
 
 
 
 
 

TEATRO DELL'OPERA (PICCOLA) A ROMA

Post n°15 pubblicato il 11 Settembre 2010 da cliccaclicca
 

 

Sorpresa!

LINKA LA TUA SERATA AVRAI UN HAPPYTICKET!

 
 
 

SPECIALE CAPODANNO A ROMA

Foto di cliccaclicca

The most beautiful arias of the melodrama through the composers that has made eternal in the world this musical patrimony, are in the concert INCANTO DEL BELCANTO  (Piccolo Lirico ) introduces in alternative to the operas to accompany the spectator in a trip of great emotions and new visions. With the effects and the virtual images, the arias are precious cameos and intense passages of various operas of Puccini, Verdi, Rossini, Bizet, Hoffenbach, Mozart, Dèlibes and Leoncavallo: moments of grace and cult in every operas. The program presents ten arias in the first part and other ten in the second part, for a total duration of about 90 minutes. The arias are
sung by soprani, tenori, baritoni, mezzosoprani, bassi, all professionals, accompanied to the piano by a Maestro.

 
 
 

LA TRAVIATA di Giuseppe Verdi

Post n°11 pubblicato il 01 Settembre 2010 da cliccaclicca
 
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With an initial flash back, the TRAVIATA (Violetta) ( Piccolo Lirico  )considers the events that have transformed her from the dame more desired of Paris in an unhappy and sick woman, forgotten by all the friends. She remember when in her Paris salon, Flora Bervoix, introduces her a new admirer. The beautiful woman declares her desire to be free, but then, thinking that Alfredo can really love her, leaves the old life to go to live with him. From the happy events to the pain for the abandonment imposed by the Alfredo's father, the opera – in 90 minutes with up to an amazing end - introduces all the characters of the drama with all the important musical passages of the "spartito". The choice of the singers is accurate for voices and ability of actors. The opera is reduced but all the drama is on the set. The principal characters become all protagonists on the virtual stage that continually changes the places and the situations. This is possible through effects and the numerous interventions of the sophisticated technology of the artistic project. The revolutionary idea was using new midi technologies, fine-tuning and continuously improving sound sampling and effects. The music is played by four pianists who have been trained in the new method by thedirector after having developed and prepared the keyboards and followed the acoustic part in order to achieve the best results. The music adaptation and the sound sampling have improved each season, and the audience has the feeling of listening to music played by a 60-element orchestra.

 
 
 

TOSCA di Giacomo Puccini

Post n°10 pubblicato il 01 Settembre 2010 da cliccaclicca
 
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TOSCA by Giacomo Puccini (Piccolo Lirico) is proposed according to the concept of the experimental project of the Theater and marks new results around the applied search to the repertoire of the Italian melodrama. This version of Tosca exalts the talent of the singers (all professionals and also perfect actors) and the characters of which the most dramatic work of the Puccini's repertoire is famous. The duration of the show is about 90 minutes, during which the melodrama and the theater are melted as only form of expression inside a virtual context enriched by new suggestions and original ideas, as the run in carriage of Tosca after the killing of Scarpia and the final in which Tosca returns as eternal heroin of the Puccini's masterpiece. The Independent of London has inserted this opera among the "top ten " events to see in Italy. The New York Times has defined our Tosca "touching", "charming" and the project has received various prix for "courage of enterprise " and "innovation.".The biggest challenge was that of adapting the music to the new requirements. The revolutionary idea was using new midi technologies, fine-tuning and continuously improving sound sampling and effects. The music is played by four pianists who have been trained in the new method by thedirector after having developed and prepared the keyboards and followed the acoustic part in order to achieve the best results. The music adaptation and the sound sampling have improved each season, and the audience has the feeling of listening to music played by a 60-element orchestra.

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CASTA DIVA

Post n°9 pubblicato il 20 Agosto 2010 da cliccaclicca
 

 

 
 
 

AL TEATRO FLAIANO OPERA LIRICA LOW COST/HIGHT QUALITY

Post n°8 pubblicato il 20 Agosto 2010 da cliccaclicca
 

Roma  - Quasi nascosto nelle stradine delle vecchia Roma, in via Santo Stefano del Cacco, a pochi metri da quel Collegio Romano dove ha sede il ministero dei Beni e delle attività culturali, c'è un teatrino di 150 posti, quasi sempre pieno: il Piccolo Lirico. Merita una visita da parte di dirigenti e funzionari alle prese con la riforma del Fondo unico dello spettacolo (Fus). Dal lontano Giappone si è mosso addirittura Suguru Agata, segretario generale del Japan Electronic Keyboard Society per visionare di persona due spettacoli. Dopo averli visti ha inserito il Piccolo Lirico tra i teatri di ricerca e sperimentazione sull'opera lirica censiti dall' Open Research Center Project dell'università della Musica di Showa. Agata è rimasto colpito dal fatto che mentre in Giappone, pur sempre impero di alta tecnologia, i concerti e le arie (non risultano le opere intere), sono eseguite con l'accompagnamento di un unico strumento elettronico, l'electone (strumento a due tastiere sovrapposte) mischiato a qualche strumento convenzionale, a via Santo Stefano del Cacco si mettono in scena opere intere con quattro tastiere separate per riprodurre tutti i suoni di un'orchestra di 60 elementi. Da quest'anno l'uscita dei suoni, grazie al sistema sviluppato nel piccolo teatro della Roma rinascimentale, sono corrispondenti alla posizione dei singoli strumenti riprodotti dai pianisti -esecutori dei sistemi midi quindi con una resa più fedele possibile e perfezionabile.

In Italia la stampa ha snobbato l'operazione. Ne ha trattato unicamente il Foglio, ma all'estero ne hanno parlato e ne parlano il New York Times, The International Herald Tribune, The Independent, La Tempestad, Expension Entorno, Actual e vari giornali tedeschi e giapponesi. L'operazione, che coniuga l'italianissima lirica con la più alta tecnologia, è stata invitata all'undicesimo Korean Chamber Opera Festival e sarà forse una delle poche compagnie operistiche presenti all'Expo di Shangai. Di cosa si tratta? Di un'avventura tutta in rosa iniziata dieci anni fa e che ora sta dando i suoi frutti. Tre donne del mondo delle musica si erano trovate senza lavoro da un giorno all'altro. Succede. Non avevano pensato di risolvere il problema come gli operai del film Full Monty che si dedicano allo spogliarello. Hanno creato, senza un soldo pubblico e senza mecenati privati, un teatro lirico. Da qualche tempo, dal sito www.operabase.com (il più consultato dai melomani di tutto il mondo, specialmente da quelli che viaggiano di teatro in teatro) è sparito il link del Teatro dell'Opera di Roma ma si accede a quello del loro teatrino ( www.piccolalirica.com).
Due terzi del pubblico è straniero – acquista i biglietti a prezzi contenuti via internet -, numerosi soprattutto i giapponesi e gli americani. Il Piccolo Teatro Lirico romano non si pone in competizione con la Scala, il San Carlo, il Teatro dell'Opera di Roma. Ha alcune caratteristiche particolari messe a punto in anni di sperimentazione dalle tre: Rosanna Siclari, impresario e regista, Gianna Volpi, scenografa, e Elisabetta Del Buon, direttore musicale e maestro concertatore. In primo luogo, lo spettacolo deve essere, per utilizzare il linguaggio dell'informatica, user's friendly  amico nei confronti dello spettatore. Inizio alle 20 in punto e termine alle 21,30 per dare modo di andare a cena nei ristoranti e trattorie sparpagliati nella vecchia Roma. Una formula utilizzata dal pluridecorato e costosissimo Festival di Bregenz, tra Austria e Svizzera, dove si usano le forbici perché lo spettacolo (quale che sia l'opera) sia trasformato in un atto unico di due ore.

In secondo luogo, l'opera, anche se ridotta, viene presentata con tutti i suoi elementi essenziali ma adattati a una sala piccola. I cantanti sono giovani e sanno recitare. Le scenografie sono di lusso ma virtuali grazie a proiezioni computerizzate e integrate con filmati. Di recente è andata in scena una squisita Madama Butterfly, con una splendida Naoko Togawa nel ruolo di protagonista. Le scene portano il segno della storia della pittura giapponese da Tawara Sotatsu all'avanguardia nelle ultime biennali d'Arte contemporanea. E l'orchestra? Elisabetta Del Buon dirige un orchestra di cinque professori di piano ciascuno alla tastiera di un sintetizzatore elettronico giapponese (la Japan Electronic Keyboard Society patrocina l'operazione). Grazie alla tecnologia digitale audio e ai sistemi informatici midi, la Synth Lyric Orchestra (è questo il nome della formazione) simula un organico di 60-70 elementi. La stagione 2009-2010 appena cominciata arriverà al prossimo 12 giugno e presenterà Tosca e Butterfly, alternandole con concerti vocali sempre in scenografie visionarie e virtuali.  (Hans Sachs - Il velino)

 CLASSICTIC

 
 
 

DONNE CHE ODIANO IL BANALE

Giu’ il cappello. La Volpi è proprio brava. Ma andiamo con ordine, storico ordine.
Ai tempi dell’antica Roma sorgeva un tempio egizio dedicato alla dea Iside, divinità femminile per eccellenza, simbolo di maternità e fertilità.

Nel cuore di Roma attaccato alla chiesa di S. Stefano del Cacco , così chiamata per il ritrovamento di una statuetta del dio egizio Anubis con la testa a forma di cane che i romani scambiarono per una scimmia e chiamarono “macacco”, sorge un piccolo gioiello: il Teatro Flaiano.

Inaugurato nel 1928 con il nome di Teatro dei Fanciulli, nel 1944 diventò Teatro Arlecchino, ritrovo di artisti e intellettuali come Anna Magnani, che ci abitava sopra, poi divenne il teatro di Aldo Fabrizi e nel 1969 passò ad Ennio Flaiano.
Ma è dal 1999 che un nuovo prodigio, fatto da donne, si è verificato.

Rossana Siclari e Gianna Volpi sperimentano e rappresentano le grandi opere adattandole e riducendole in una versione agile ed innovativa, favorendo l’uso di piccoli spazi e in un sol colpo: la diminuzione dei costi, di attori e di musicisti in una sintesi, figlia di questi tempi affrettosi, in cui “la lirica esce dai teatri immensi e riconquista l’intimità dei piccoli teatri”.

Il teatro ha oggi assunto a pieno il titolo di Piccolo Lirico di Roma.
Un teatro di ricerca e allestimento di spettacoli, in continua evoluzione, specchio di un linguaggio attuale, di nuove sensibilità, e di aspirazione ad un’ottimizzazione che coniuga la tradizione con le più avanzate risorse tecnologiche.
Una gestione tutta al femminile con una programmazione che in questi anni ha messo in scena Traviata, Carmen, Manon Lescaut, La Vedova allegra e nel cartellone 2009-10 vede Tosca e Madama Butterfly.
Che ne dite?

Donne, eroine dai grandi sentimenti e dalle travolgenti passioni, con certi caratterini!
L’“Opera tascabile”, la “Pocket opera”, la“Piccola Lirica” ha rigenerato il Flaiano ed incuriosito gli esigenti giornali anglosassoni che segnalano la Tosca come spettacolo “cult” tra le “top ten” delle attrazioni italiane.
Una versione ridotta ad un’ora e mezzo in cui vengono evidenziati i passaggi significativi della più drammatica tra le opere di Giacomo Puccini.

Il plot è noto anche agli acidi detrattori del bel canto.
La cantante Floria Tosca ama Mario Cavaradossi , pittore, ma la gelosia la porta a tradire l’amato che viene condannato a morte. Il capo della polizia Scarpia in malafede le prospetta la salvezza di lui e la loro fuga da Roma a patto che lei accondiscenda a una invereconda maialata.
Ma gli eventi prendono un’altra piega, Tosca uccide Scarpia , Cavaradossi viene fucilato e Tosca travolta dal dolore si suicida.

I tre luoghi dove si svolge l’opera e cioè la Chiesa di Sant’Andrea della Valle, Palazzo Farnese e Castel Sant’Angelo vengono rappresentati da pochi elementi di scena e la scenografia, semplice, viene integrata dalla proiezione di immagini, filmati che ricreano luoghi, evocano suggestioni e da sfondi con quadri manieristici.
Costumi curati.

I cantanti, tutti molto bravi, riescono ad interpretare e a trasmettere a pieno il dramma e il turbinio dei sentimenti che travolgono i personaggi: amore, gelosia, morte, crudeltà.
Stessa scelta, con la riduzione della drammaturgia e delle scene, subisce l’orchestra che si compone di soli quattro musicisti “pianisti esecutori di sistemi midi” che eseguono dal vivo; diretti ovviamente manco a dirlo da una donna il Direttore Elisabetta Del Buono.

La Lyric Synth Orchestra, è un’ orchestra di nuova tecnologia applicata all’opera lirica che riproduce dal vivo i suoni di circa 60 elementi, una fusione tra la figura del musicista tradizionale, la tecnologia digitale audio e i sistemi informatici e MIDI.

Una Tosca bonsai che concede grandi emozioni.
Un capolavoro del repertorio verista zeppo di arie e duetti divenuti famosi e di grande presa sugli spettatori che hanno continuato a entusiasmarsi e ad applaudire perdendo l’à plomb che pubblici di questi spettacoli difficilmente concedono e, confessiamolo, pure noi nella esaltazione generale, memori del consiglio di quel genio di Oscar Wilde “non essere sviato nel sentiero della virtù”, cedevamo a rozzi battimani da “ultras”.

Stefano Maria Palmitessa e Francesca Barreca per "Vita di donna"

CLASSICTIC

 
 
 

TOSCA NEL COFANETTO

Post n°6 pubblicato il 13 Agosto 2010 da cliccaclicca
 

Riuscire a dimostrare che anche l’Opera d’Arte indiscussa e osannata non sia intoccabile è in un certo senso la sfida culturale dell’oggi. Dimostrare cioè che creativo è anche quel processo che culmina nella produzione di una nuova interpretazione dell’opera d’arte esistente. La vera sfida di quest’operazione, però, sta nel riuscire a calibrare la nuova visione con il rispetto del valore esistente, inopinabile dell’arte: nel mettere d’accordo tutti, insomma. Il Teatro Flaiano di Roma applica quest’operazione all’opera lirica e la sfida la vince senza dubbio.
Innanzitutto, viene centrato l’obiettivo primo e anche forse il più ambizioso: si riesce ad assegnare una durata di ideale fruibilità al prodotto, e a far stare il tutto in un cofanetto di tempo di novanta minuti. Poi lo spazio, scenico ma anche di platea: il Flaiano è un delizioso scrigno di neppure duecento posti nel cuore della Roma dei vicoli angusti del centro. La capacità di innovazione è lo strumento della riuscita di questo format sperimentato da tempo e con successo dal Flaiano, e che ha permesso di centrare tutti gli obiettivi. La scenografia usa lo spazio reale e virtuale in maniera mobile per riprodurre i luoghi, evocare i movimenti ed enfatizzare i momenti topici, realizzando un’affascinante ambientazione che va al di là della capacità dell’opera lirica tradizionale e di quella del teatro, in cui è trasposta. La musica rappresenta un altro punto di forte innovazione grazie alla Lyric Synth Orchestra che con quattro musicisti riproduce dal vivo il suono di sessanta elementi tramite tastiere digitali e il sistema tecnologico midi.
I giovani interpreti sono eccezionali e i costumi degni della tradizione.
Un esempio di imprenditorialità della cultura riuscito ed apprezzato a livello internazionale ma, peccato, troppo poco conosciuto dai romani: sembra qui vincere ancora il retaggio per cui rendere la cultura - una certa cultura - alla portata di tutti va bene ma l’intento, o almeno la riuscita, ha un preciso target di stranieri. La sala straborda di tedeschi, inglesi e giapponesi e un italiano in sala appare più che altro l’ennesima attrazione del luogo. Valeria Sirabella (TeatroeSpettacolo)

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LIRICA: UN'ECCELLENZA ITALIANA

Quando nel 1999 Rossana Siclari, direttrice del Teatro Flaiano  decise di sperimentare un progetto di opere liriche in miniatura nel piccolo teatro incastonato nel centro storico di Roma, la sua iniziativa raccolse il 60 per cento di entusiamo e il 40 di scetticismo.
Come si poteva ridurre e rappresentare il grande melodramma, la forma di spettacolo più sontuoso e impegnativo, esigente di grandi masse, cantanti virtuosistici, vasti organici musicali e quindi economicamente insopportabile senza contributi economici, sponsor e benefattori?
Mettendo in conto anche il fatto che, secondo convenzioni radicate, il patrimonio lirico del nostro paese è un terreno minato in cui ogni cambiamento equivale ad una profanazione e i fruitori del dramma lirico sembravano rimasti in pochi e pure ingrigiti da un mancato cambio generazionale?
Ma, anziché ricevere da tutto questo un freno alla propria idea, Rossana Siclari, trovò proprio nei motivi per i quali la lirica rischiava di restare sempre se stessa, inadeguata ai nuovi linguaggi e alle possibilità di un nuovo pubblico rischiando di diventare un genere obsoleto, lo stimolo per andare avanti.

Così ebbe inizio il cammino, a volte spericolato, ma spesso luminoso del progetto con la messa in scena di sette titoli del grande melodramma.
Partendo dal concetto di miniatura rappresentato dallo spazio, tutto il resto poteva essere miniaturizzato e semmai esaltato da una cura maniacale dei particolari: cantanti giovani, ma adeguati vocalmente e attorialmente ai ruoli; durata dello spettacolo rapportata alla capacità di resistenza di un pubblico abituato a due ore di cinema o di spettacolo teatrale.
Applicando il principio della ricerca che poteva rivelare volti nuovi dell'arte, interpretazioni più profonde e nuovi mezzi di espressione, è iniziato una sorta di work- in - progress che dalla sperimentazione è sfociata in un genere del tutto nuovo, completamente Made-in- Italy : la "Piccola Lirica" , intesa non più come termine per indicare la cosiddetta operetta, ma come scrigno di quei capolavori rappresentativi dell'arte italiana nel mondo.

La sfida principale è stata quella di adattare la parte musicale alle nuove esigenze.
L'intuizione rivoluzionaria è stata quella di rivolgersi a nuove tecnologie midi, raffinando la campionatura e la resa dei suoni, con migliorie in continua evoluzione, affidando l'esecuzione a 4 pianisti tradizionali, preparati al nuovo metodo da un direttore musicale, Elisabetta del Buono, che ha studiato e preparato le keyboards e guidato la parte fonica per ottenere i migliori risultati. L'esito finale dell'adattamento musicale e della campionatura ha ottenuto il risultato che il pubblico ha la sensazione di ascoltare un'orchestra di ben 60 elementi.
Parimenti anche la parte scenografica ha subito la sfida di un piccolo palcoscenico che acquista spazi e profondità restituendo virtualmente luoghi e atmosfere. L' iconografica, i segni grafici e le immagini appositamente elaborate da Gianna Volpi, rendono attraverso il disegno registico di Rossana Siclari, una visione che mischia arte e cinema, teatro ed effetti con soluzioni infinite, acquisite e restituite attraverso sofisticate apparecchiature di nuova generazione. Il tutto non limitandosi alla mera effettistica, ma dando alla rappresentazione una poetica corrispondenza con l'immaginario suggerito dall'opera. In questi ultimi tre anni, il Teatro Flaiano che ha assunto il titolo di Piccolo Lirico concentrando tutta la sua attività su questo progetto, mettendo in scena oltre 400 repliche di Tosca e 150 di Madama Butterfly, riempendo un cartellone di circa 9 mesi di programmazione continuativa. Dopo la pausa estiva, il progetto riprende da ottobre, con nuovi allestimenti di Tosca, Incanto del Belcanto e una inedita Traviata. Roberto Spingardi su EItalia (Eccellenze Italiane 2010)

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Tradizione e nuove tecnologie

Post n°2 pubblicato il 11 Agosto 2010 da cliccaclicca
 

Tosca: un capolavoro del repertorio verista zeppo di arie e duetti divenuti famosi e di grande presa sugli spettatori che hanno continuato a entusiasmarsi e ad applaudire perdendo l’à plomb che pubblici di questi spettacoli difficilmente concedono e, confessiamolo, pure noi nella esaltazione generale, memori del consiglio di quel genio di Oscar Wilde “non essere sviato nel sentiero della virtù”, cedevamo a rozzi battimani da “ultras”. Madama Butterfly: La messa in scena che si scrolla di dosso gli ingenui consuetudinari fondali realistici, poggia sul prezioso adattamento drammaturgico di Gianna Volpi , sulla briosa, in particolare nella parte più specificatamente teatrale, regia di Rossana Siclari e sulle mani danzanti sensual i ed energiche del direttore Elisabetta Del Buono che riescono a dare all’opera la giusta dimensione anche nella sua riduzione spazio-temporale. L’orchestra, il cui suono sorprende per la scelta tecnologica degli strumenti, se la cava egregiamente tessendo con arguzia gli ampi intrecci della partitura.
La rappresentazione tocca l’acme nel secondo tempo con un’eccellente interpretazione di
Hae Young Hyun il cui canto delicato e trasparente ben si adatta al personaggio creato dai librettisti Illica e Giacosa , int enso, nella sofferenza del travaglio, fino al gesto finale. Da “Vita di donna” 

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