Pinky

Post N° 83


Capita a tutti di trovarsi a fissare il vuoto o un muro o una foto….e iniziare a parlare con un ipotetico interlocutore,con quel qualcuno di “familiare” con cui ti è sempre piaciuto parlare, confidarti, raccontare, ascoltare….Eppure non è più come era,per sentirti meglioti illudi di conoscere le risposte a tutte le tue domande,ti illudi di poter continuare un dialogo,quel dialogo che ti ha accompagnato nella “tua prima vita”eppure ormai vivi “la seconda vita”,le lunghe chiacchierate in cucina, mentre si pasticcia ai fornelli,sono diventate delle lunghe sedute di solitudine,i fornelli sono gli stessi, i pasticci forse non più così buoni….Senti una presenza accanto a te come se ti sfiorasse il viso,senti nel cuore l’assenza ruggire come una tempesta,uno tsunami che ti invadee inevitabili scendono le lacrime a rigare le guance rosse stile heidi che da lei hai ereditato,l’irrazionalità prevale, il cuore offusca la mente,ti devi fermare un attimo e importi di ritornare alla realtà,quella realtà che non vuoi, ma che non puoi cambiare,è la vita……si vabbè si dice sempre che è la vita,ma che palle!!!E domandi al vento un segno,un segno che ti aiuti o che magari di illumini soltanto nella nebbia……Questa nebbia fitta fitta che stile “The Fog” sale dal basso e piano piano avvolge tutto e tutti……Nel film alla fine trovano il modo per far risplendere di nuovo il sole,ma appunto… si tratta di un film!!!Poi il momento nero passa, sembra passare,almeno fino al prossimo gesto, foto, ninnolo che ti ritrovi davantie il walzer dei ricordi ricomincia da capo…….Come un  vecchio disco in venile rovinato sul quale la puntina del giradischi si ferma sempre allo stesso punto, ripetendo all’infinto l’ultima nota.