Creato da: rum.and.chocolate il 14/12/2005
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Post N° 16

Post n°16 pubblicato il 07 Aprile 2006 da rum.and.chocolate

Possiamo estenderci.

Riflettere noi stessi nell'aria e confonderci nei profumi di primavera serve a magnificare i nostri buoni intenti.Quella sera e quei ricordi d'estate riaffiorano,il sangue grigiastro dell'inverno avvia i malumori al passato futuro.Si passeggia per le antiche vie dei campi,ci si raccoglie intorno a un fiore inspirando i salmastri dell'estate ormai alle porte.C'è chi ama l'inverno e la sua nostalgia,chi adora la pioggia e le campagne ingessate dalla brina.Ma c'è primavera per tutti,desiderio di rinascere un pò,desiderio di nuovi propositi,di nuovi amori....Il mio è un post rivolto a chi amerà e a chi ama.Questo è un buon momento,è il momento di regalare un sorriso al mattino,di fare un pò più l'amore e di non aspettare il compleanno per regalare.

Si,è un buon momento...

Un buon momento per sorridere a quel ragazzo che vi osserva tutti i giorni al bar mentre fate colazione,che voi non lo sapete ma fà i salti mortali per esserci sempre..Un buon momento per vincere la timidezza e aprire la bocca solo per augurarle buona giornata sorridendo.....

Oggi è un giorno di primavera un occasione per uscire dal guscio se sei solo e vorresti compagnia,oggi è un giorno di primavera,ed essere sposati o conviventi già da un pò non rende esenti dall'impegnarsi un pò di più nel coltivare l'amore che già abbiamo.

Mia moglie adora i tulipani

;-)

 
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Post N° 15

Post n°15 pubblicato il 14 Gennaio 2006 da rum.and.chocolate
Foto di rum.and.chocolate

Di vento l'aria,di vento il respiro.

Di vento lo sguardo e la terra natia....

Che cosa sei spirito?

Dov'è la paglia dei tuoi intrecci?

A che serve esserci se non puoi guardare.

Di vento il tocco e di vento il calore

un giro per la notte nel freddo dei cuori,

davanti alla chiesa un faro

dalla luce l'ombra di un bambino.

Di vento le stanze e i carrozzoni.

Una porta d'oro in mezzo al muro

una croce di legno dipinta a mano

un tg famoso e un bambino sconosciuto.

Di vento il disastro sulle capanne.

Di vento la tela del destino.

 
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Interrogazione dell'io profondo,percezione del senso animale

Post n°14 pubblicato il 04 Gennaio 2006 da rum.and.chocolate

Nasco in una piccola città,borghese e per certi versi umana.Vivo un infanzia turbolenta,sballottato di qua e di là da genitori orgogliosi di se stessi,consci dei propri scheletri ritti negli armadi.Famiglie sfatte e rifatte sfortunatamente non in laboratori di precisione,generano la mia.Passeggio negli anni infantili distribuendo amore a chi mi accarezza.Mi sveglio di notte chiamando una mamma,arriva la zia.Un bambino biondo,con grandi occhi azzurri che non celano niente sono un libro aperto per tutti tranne che per me stesso.Fatico a ricavare uno spazio reale fra genitori fratelli e sorella.Adolescenti adulti con problemi reali,senza semantica.

Mamma,zia...

Cresco,17 anni i miei boccoli biondi spariscono rimane un ragazzo esoticamente rasato,pelato è la parola vera.Rimangono gli occhi azzurri,uno conserva una macchia ambrata.In 17 anni si sviluppa in me una personalità egocentrica.Non sono bello ma negli anni successivi riesco ad  accumulare un numero,per alcuni impressionante,di relazioni sentimentali e sessuali.Non sono nemmeno in grado di capire cosa cerco,mi accontento di quello che riesco a trovare nella donna del momento.Frequento una palestra,faccio gare di nuoto,ho un bel fisico,alto e ben piazzato esploro,quasi esclusivamente,compagnie femminili e mi rendo,relativamente ad un ambito ristretto di persone,famoso per le mie prestazioni sessuali.Vedendomi sempre girare con donne gli amici maschi cominciano a far girare voci su una mia presunta omosessualità,presto smentita,e a gran voce direi,dalle stesse donne che frequento abitualmente.Visito regolarmente le discoteche e i club della Versilia e finisco per trasformare lo svago in lavoro, seppur continuando a divertirmi.Conosco molte persone comincio a frequentare altre donne,di altri ambienti,donne di età superiore alla mia,fino ad arrivare ad una sera che mi propongono di fare il Gigolò per un addio al nubilato di una ragazza Milanese.Rifiuto...Per una dignità che nemmeno mi appartiene.

_________________________________________________________________

In tutti quegli anni sono stato solo,solo in preda all'istinto animale.Non ho mai amato di quell'amore che vive nel volo degli uccelli,non sono stato mai in grado di capirmi,di capire cosa nella donna io bramassi.Non ho mai chiesto aiuto in vita mia,ma quanto terribilmente mi abbruttivo per non pronunciare mai tale richiesta.Per la mia dignità oggi rimangono solo le scuse che si sà dare l'uomo.Scuse legate a avvenimenti significativi,disastrosi in alcuni casi,avvenimenti che minano la sanità mentale della persona e che non sono certo qui ad elencare.Ma che segni lascia un avvenimento del passato che non si può cambiare e del quale non si può individuarne le conseguenze?Si può annullare un anima con un umiliazione folle?Si può scaricare la colpa degli errori dell'esistenza successiva al fine di migliorare la condizione del presente e del futuro?O è solo una scarna ricerca di scagione,una fuga dalle proprie responsabilità e da se stessi?Mi sono annunciato di non essere più preda dell'essere animato dall'istinto cieco.Mi sono scagionato delle pulsioni che non passano per il nucleo del sentimento gettando l'orrore dei fatti vissuti nello specchio.Mi sono guardato dentro per cominciare ad amare qualcuno,per cominciare dall'amare ciò che non ho mai avuto il coraggio di guardare di me stesso.Adesso vorrei poter rispondere ad una domanda che mi venne posta molti anni or sono.Ma chi me la rivolse non ascolta più le parole.... 

Amare è libertà....

 
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Post N° 13

Post n°13 pubblicato il 28 Dicembre 2005 da rum.and.chocolate
Foto di rum.and.chocolate

Entro e mi siedo

guardo e non ti vedo.

Mani si muovono lente

il tuo dialogo elegante.

Pelle vicino al viso

vesti di solo sorriso,

e profumi,uno su

arriva sin qua giù.

Dall'angolo abituale

non vederti fà male.

Tu,sirena di collina.

Io,mai uomo prima.

Barista un bicchiere

che ricordi quelle sere,

sere di corse nei campi

e di lacrime per i lampi.

Tempi di bambini ormai grandi

"perchè tremi" mi domandi...

Troppa tu,per questo posto

poca luce giù nel chiostro.

Fuori l'aria,frizzante e leggera

solo i miei passi nella sera.

Una vena rossa increspa il cielo,

pensiero che corri verso il melo.

L'occhio chiuso in un momento

attraversa il cuore il tuo lamento

dolore d'anima che non si può lenire

carezze lasciate,fuoco alle pire.

Addio sirena di collina

alba della mia mattina....

 
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Post N° 12

Post n°12 pubblicato il 22 Dicembre 2005 da rum.and.chocolate

Oblio di grigio calore,un muscolo freme.

Il silenzio si infrange nelle mie orecchie come una stilla di ghiaccio,il cervello transita di nuovo nei pensieri coscienti.Vedo le ore passate nel buio della stanza.Rompo il respiro del sonno con un sussulto,le mani si chiudono sotto il cuscino e il corpo mi appartiene di nuovo.Disegno il volume degli oggetti intorno a me e mi siedo emettendo un solo continuato fruscio.Il pavimento freddo rivela il mio calore,mi alzo e comincio a camminare.Nessuna porta chiusa,niente doccia stamane,mi vesto svogliato e raccolgo la muta,vado al mare.L'aria del mattino brucia la pelle,il gelo mi dà energia e accellera il respiro rendendolo quasi un breve ansito.La sabbia coperta di ghiaccio è una splendida cornice per gli scogli glassati dal sudario notturno,si sente il brontolio sommesso della dolente creatura,incute un religioso timore.Con pochi rapidi gesti svesto gli abiti terreni e indosso le squame,i polmoni si ossigenano preparandosi a celebrare il rito del mare.Corro,corro incontro al mio destino,incontro alla morte e alla vita.Ancora lì il mio trampolino immortale,il mio volo breve accarezza la fenice e rimane impresso nel tumulto bianco che si accalca sotto di me,sotto le mie misere spoglie mortali.Il fragore precede l'urto dell'acqua ghiacciata e quasi ne annulla il clamore.L'anima adesso si contorce nel corpo e lo vince,guizza tra i flutti profana,ride e si slancia,emerge e si dissolve nel mio corpo di uomo,mi immergo con lei e la seguo riflettendomi nei suoi movimenti cristallini.Sinuosa la gioia risorge dagli abissi e le sue spire s'insinuano nei muscoli dolenti.Una risata echeggia nell'alba e il corpo esausto si abbandona sulla battigia di cristallo. 

 
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