L’analisi di oggi riguarda, come seguito del precedente articolo, il modo in cui si estrinseca e cosa comporta l’espansionismo iraniano, sempre nell’ottica della politica imperialisita che l’attuale governo iraniano sta perseguendo. Tale governo non si comporta come usavano fare gli stati europei dell’800, l’imperialismo classico non aveva componenti ideologiche, piuttosto è molto più simile per certi versi alla prima politica imperialistica dell’ex-Unione Sovietica ed ancor più simile all’estremismo maoista. Anche se ne usa tutti gli elementi, il tentativo imperialistico iraniano è quanto mai atipico, ma con fini del tutto simili. L’aspetto religioso, come ho già detto in precedenza, è solo un modus operandi per conquistare i cuori e controllarli, poi vi sono aspetti molto più prosastici, che tuttavia danno corpo all’ideale. Il “capo mandamento” principale è da tempo sito nel Libano del sud, è Nasrallah, vero e proprio “mafioso” della zona, che attraverso i suoi “picciotti” controlla perfettamente tutta l’area. Altro “mandamento” è all’interno della Baghdad più o meno controllata dagli americani, a Sadr City, attraverso il mullah Sadr, anche lui attraverso una propria organizzazione, fuori dal sistema e da ogni controllo se non quello iraniano, gestisce in autonomia il potere nell’area. Oggi però ci occupiamo solo del Libano, per quanto riguarda quello sgherro di Sadr e del suo ridicolo esercito del Mahadi ne parleremo in altra occasione, tuttavia i denominatori comuni con Nasrallah sono moltissimi, tranne forse l’intelligenza, infatti mentre il libanese è un gran furbo, fra l’altro anche molto preparato, l’iracheno è solo un violento che persino a Teheran hanno talvolta difficoltà a tenerlo buono. Cosa significa gestire il potere? Innanzi tutto la gente non paga le tasse al governo centrale o se lo fa, viene intimata nel non farlo attraverso appositi esattori di “tasse” (meglio dire pizzo) locali. Le istituzioni locali ci sono, ma non hanno un reale peso se non quello di dare magri stipendi ai funzionari ivi impiegati. Banche, assicurazioni, tutte le attività produttive di qualsiasi settore passano sotto le forche caudine dei “picciotti di Allah”, che riscuotono regolarmente ma, al contrario dello Stato centrale, danno un ottimo servizio. Scuole coraniche, istruzione elementare, pronti soccorsi, ospedali, persino strade, acquedotti ed energia vengono in qualche modo controllati o debitamente gravati del pizzo al nostro “capo mandamento” di turno. Sto usando apposta le terminologie mafiose. Come la mafia, questi signori si sono insinuati dove mancava il potere, laddove c’è stato un buco nella gestione di un territorio ecco che come funghi spuntavano i “picciotti di Allah”. Con notevoli colpe e complicità siriane, il sud del Libano è stato lasciato solo, cosa doveva fare la popolazione locale? E’ anzi ipotizzabile un vero e proprio accordo sotto banco fra Siria ed Iran per il controllo e la spartizione del Libano dopo l’imposizione della c.d. pax siriana alla fine della guerra civile libanese, che era una sorta di tutti contro tutti. La Siria non avendo probabilmente la forza ideale e reale di controllare tutta l’area libanese, si è appoggiata agli ayatollah iraniani che hanno visto e perseguito la ghiotta occasione di affacciarsi finalmente al Mediterraneo. Ciò dimostrerebbe inoltre la reale consistenza politico-militare della Siria, molto quotata a parole, ma con delle potenzialità reali di molto inferiori allo ultimo esercito di Saddam, che si vaporizzò in soli 12 gg. dopo un attacco di medie proporzioni. (La seconda guerra del Golfo ha impiegato molto meno della metà del dispiegamento di forza della prima!). In altre parole la Siria dovrebbe avere una reale capacità di resistenza militare di poco superiore alle due tre settimane, a fronte di un attacco vasto, articolato e soprattutto ben condotto da forze occidentali paritarie alla forza d’attacco che rovesciò Saddam Hussein. Chi è Nasrallah? E’ uno che vive esattamente come i mafiosi latitanti, coperto dalla popolazione, ma costretto alla clandestinità. Il famoso Mossad è da un pezzo che gli dà la caccia, ma senza alcun risultato, probabilmente non vive in una residenza dorata, spesso questi capi carismatici, pur gestendo capitali enormi e nel caso di Nasrallah anche forze politiche ed un vero esercito, fra l’altro molto ben armato, vivono come topi, magari costretti a spostarsi di continuo o confinati in luoghi sotto il naso di tutti ma non sospetti. Ben foraggiato in armi e denaro dall’Iran, ha messo sotto il proprio controllo il Libano del sud, resistendo anche all’ultimo attacco dell’esercito israeliano. L’attacco non è stato un disastro come si dice, è stato condotto in modo sbagliato, ma i colpi ricevuti hanno comunque smosso la “cupola”, poi il provvidenziale intervento della comunità internazionale ha interrotto le ostilità. Subito da molti paesi arabi sono arrivati i soldi per la ricostruzione e dall’Iran anche armi nuove, far cui gli aerei senza pilota Mohajer IV, che durante gli ultimi giorni della fase bellica, lasciarono di stucco la poderosa difesa aerea israeliana: uno di questi ha percorso 2 km. all’interno del territorio prima di cadere nel Mediteraneo, senza poter esser fermato prima, con grandissima risonanza sui giornali arabi. Per la prima volta degli arabi erano riusciti a violare, seppur solo con le telecamere di tale UVAC, lo spazio aereo interno di Israele. Non male per i nostri picciotti, anche se la popolazione, a fronte dei grandi proclami di vittoria alla fine delle ostilità, si è ben resa conto che se l’esercito israeliano fosse stato ben diretto, in due/tre settimane non si sarebbe più parlato di Nasrallah. Purtroppo il capo di stato maggiore israeliano ha commesso un errore già commesso da Westmoreland in Vietnam, ossia totale controllo aereo ed intensità di fuoco a terra crescente in modo lento, dato l’invio un po’ per volta della forza combattente. Tale generale è stato esonerato ovviamente, ma paradossalmente un risultato l’ha ottenuto: il mondo si è ben reso conto di chi sia davvero Nasrallah, a chi debba tutto e quali i suoi fini. Dopo molti anni si è riparlato del Libano, il mondo si era dimenticato di questa terra bellissima e martoriata da tanti, troppi delinquenti. Nasrallah infatti è solo un capo-mandamento, molto in gamba, furbo, silente, ottimo organizzatore e gran comunicatore, ma facilmente sostituibile ove il caso. E’ Teheran che comanda il sud del Libano e da Teheran c’è da aspettarsi molto, come ad esempio il montaggio di rampe missilistiche per il controllo semi-terroristico del Mediterraneo. I nostri militari sono li in mezzo, fra un paese impaurito come Israele ed i “picciotti di Allah”, che si nascondono dietro i civili, ma a differenza dei Talebani, non sono per nulla dei cialtroni, sono pochi ma ben preparati e pronti a morire per un ideale. Le regole d’ingaggio dei nostri militari sono tese a tenere lontani i contendenti, ma azzardando una ipotesi, non passerà molto tempo che i nostri “picciotti”, una volta ricostituite integralmente e meglio di prima le forze, cerchino di creare un casus belli contro la comunità internazionale, soprattutto se a Teheran conviene e fra un po’ questa convenienza ci sarà.
I picciotti di Allah
L’analisi di oggi riguarda, come seguito del precedente articolo, il modo in cui si estrinseca e cosa comporta l’espansionismo iraniano, sempre nell’ottica della politica imperialisita che l’attuale governo iraniano sta perseguendo. Tale governo non si comporta come usavano fare gli stati europei dell’800, l’imperialismo classico non aveva componenti ideologiche, piuttosto è molto più simile per certi versi alla prima politica imperialistica dell’ex-Unione Sovietica ed ancor più simile all’estremismo maoista. Anche se ne usa tutti gli elementi, il tentativo imperialistico iraniano è quanto mai atipico, ma con fini del tutto simili. L’aspetto religioso, come ho già detto in precedenza, è solo un modus operandi per conquistare i cuori e controllarli, poi vi sono aspetti molto più prosastici, che tuttavia danno corpo all’ideale. Il “capo mandamento” principale è da tempo sito nel Libano del sud, è Nasrallah, vero e proprio “mafioso” della zona, che attraverso i suoi “picciotti” controlla perfettamente tutta l’area. Altro “mandamento” è all’interno della Baghdad più o meno controllata dagli americani, a Sadr City, attraverso il mullah Sadr, anche lui attraverso una propria organizzazione, fuori dal sistema e da ogni controllo se non quello iraniano, gestisce in autonomia il potere nell’area. Oggi però ci occupiamo solo del Libano, per quanto riguarda quello sgherro di Sadr e del suo ridicolo esercito del Mahadi ne parleremo in altra occasione, tuttavia i denominatori comuni con Nasrallah sono moltissimi, tranne forse l’intelligenza, infatti mentre il libanese è un gran furbo, fra l’altro anche molto preparato, l’iracheno è solo un violento che persino a Teheran hanno talvolta difficoltà a tenerlo buono. Cosa significa gestire il potere? Innanzi tutto la gente non paga le tasse al governo centrale o se lo fa, viene intimata nel non farlo attraverso appositi esattori di “tasse” (meglio dire pizzo) locali. Le istituzioni locali ci sono, ma non hanno un reale peso se non quello di dare magri stipendi ai funzionari ivi impiegati. Banche, assicurazioni, tutte le attività produttive di qualsiasi settore passano sotto le forche caudine dei “picciotti di Allah”, che riscuotono regolarmente ma, al contrario dello Stato centrale, danno un ottimo servizio. Scuole coraniche, istruzione elementare, pronti soccorsi, ospedali, persino strade, acquedotti ed energia vengono in qualche modo controllati o debitamente gravati del pizzo al nostro “capo mandamento” di turno. Sto usando apposta le terminologie mafiose. Come la mafia, questi signori si sono insinuati dove mancava il potere, laddove c’è stato un buco nella gestione di un territorio ecco che come funghi spuntavano i “picciotti di Allah”. Con notevoli colpe e complicità siriane, il sud del Libano è stato lasciato solo, cosa doveva fare la popolazione locale? E’ anzi ipotizzabile un vero e proprio accordo sotto banco fra Siria ed Iran per il controllo e la spartizione del Libano dopo l’imposizione della c.d. pax siriana alla fine della guerra civile libanese, che era una sorta di tutti contro tutti. La Siria non avendo probabilmente la forza ideale e reale di controllare tutta l’area libanese, si è appoggiata agli ayatollah iraniani che hanno visto e perseguito la ghiotta occasione di affacciarsi finalmente al Mediterraneo. Ciò dimostrerebbe inoltre la reale consistenza politico-militare della Siria, molto quotata a parole, ma con delle potenzialità reali di molto inferiori allo ultimo esercito di Saddam, che si vaporizzò in soli 12 gg. dopo un attacco di medie proporzioni. (La seconda guerra del Golfo ha impiegato molto meno della metà del dispiegamento di forza della prima!). In altre parole la Siria dovrebbe avere una reale capacità di resistenza militare di poco superiore alle due tre settimane, a fronte di un attacco vasto, articolato e soprattutto ben condotto da forze occidentali paritarie alla forza d’attacco che rovesciò Saddam Hussein. Chi è Nasrallah? E’ uno che vive esattamente come i mafiosi latitanti, coperto dalla popolazione, ma costretto alla clandestinità. Il famoso Mossad è da un pezzo che gli dà la caccia, ma senza alcun risultato, probabilmente non vive in una residenza dorata, spesso questi capi carismatici, pur gestendo capitali enormi e nel caso di Nasrallah anche forze politiche ed un vero esercito, fra l’altro molto ben armato, vivono come topi, magari costretti a spostarsi di continuo o confinati in luoghi sotto il naso di tutti ma non sospetti. Ben foraggiato in armi e denaro dall’Iran, ha messo sotto il proprio controllo il Libano del sud, resistendo anche all’ultimo attacco dell’esercito israeliano. L’attacco non è stato un disastro come si dice, è stato condotto in modo sbagliato, ma i colpi ricevuti hanno comunque smosso la “cupola”, poi il provvidenziale intervento della comunità internazionale ha interrotto le ostilità. Subito da molti paesi arabi sono arrivati i soldi per la ricostruzione e dall’Iran anche armi nuove, far cui gli aerei senza pilota Mohajer IV, che durante gli ultimi giorni della fase bellica, lasciarono di stucco la poderosa difesa aerea israeliana: uno di questi ha percorso 2 km. all’interno del territorio prima di cadere nel Mediteraneo, senza poter esser fermato prima, con grandissima risonanza sui giornali arabi. Per la prima volta degli arabi erano riusciti a violare, seppur solo con le telecamere di tale UVAC, lo spazio aereo interno di Israele. Non male per i nostri picciotti, anche se la popolazione, a fronte dei grandi proclami di vittoria alla fine delle ostilità, si è ben resa conto che se l’esercito israeliano fosse stato ben diretto, in due/tre settimane non si sarebbe più parlato di Nasrallah. Purtroppo il capo di stato maggiore israeliano ha commesso un errore già commesso da Westmoreland in Vietnam, ossia totale controllo aereo ed intensità di fuoco a terra crescente in modo lento, dato l’invio un po’ per volta della forza combattente. Tale generale è stato esonerato ovviamente, ma paradossalmente un risultato l’ha ottenuto: il mondo si è ben reso conto di chi sia davvero Nasrallah, a chi debba tutto e quali i suoi fini. Dopo molti anni si è riparlato del Libano, il mondo si era dimenticato di questa terra bellissima e martoriata da tanti, troppi delinquenti. Nasrallah infatti è solo un capo-mandamento, molto in gamba, furbo, silente, ottimo organizzatore e gran comunicatore, ma facilmente sostituibile ove il caso. E’ Teheran che comanda il sud del Libano e da Teheran c’è da aspettarsi molto, come ad esempio il montaggio di rampe missilistiche per il controllo semi-terroristico del Mediterraneo. I nostri militari sono li in mezzo, fra un paese impaurito come Israele ed i “picciotti di Allah”, che si nascondono dietro i civili, ma a differenza dei Talebani, non sono per nulla dei cialtroni, sono pochi ma ben preparati e pronti a morire per un ideale. Le regole d’ingaggio dei nostri militari sono tese a tenere lontani i contendenti, ma azzardando una ipotesi, non passerà molto tempo che i nostri “picciotti”, una volta ricostituite integralmente e meglio di prima le forze, cerchino di creare un casus belli contro la comunità internazionale, soprattutto se a Teheran conviene e fra un po’ questa convenienza ci sarà.