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IMMIGRATI DAL NORD AFRICA: NON SPALANCHIAMO LE PORTE!

Post n°186 pubblicato il 26 Febbraio 2011 da diefrogdie
 

IMMIGRATI DAL NORD AFRICA: NON SPALANCHIAMO LE PORTE!

Di fronte alla verosimile invasione che si svilupperà in Europa a seguito delle rivolte in Nord Africa, penso che due prncipi debbano essere rispettati.

Primo: Fatta salva l’assistenza umanitaria che deve essere fornita a tutti, penso che si debbano rispettare senza tentennamenti i princìpi di diritto internazionale che regolano l’asilo politico. Solo una minima parte di coloro che stanno ora arrivando in Italia sono nelle condizioni di poter chiedere lo status di rifugiato politico. Tutti gli altri sono immigrati economici e, come tali, devono essere rimandati nel paese d’origine. Siamo davanti a persone che hanno un forte disagio nel loro paese che colgono quindi l’occasione per emigrare. Ma se sulla spinta dell’emozione suscitata dagli avvenimenti di queste settimane facessimo finta di avere a che fare con dei rifugiati politici aprendo le porte indiscriminatamente, porremmo le basi per un futuro disastro umanitario. Certo però che non basta semplicemente il rispetto di queste regole.



Secondo principio: La necessità di una collaborazione europea.
Da una parte per effettuare un’operazione di controllo delle coste tunisine e libiche ed egiziane, è necessario un intervento dell'Europa. 
Per coordinare gli aiuti che da una parte mitighino la difficile situazione della popolazione e dall’altra diano un messaggio di speranza. Vale a dire: l’Europa vi ha a cuore, non siete abbandonati.
Facendosi carico in qualche modo della situazione in Nord Africa – d’accordo ovviamente con il loro governo, o ciò che ne resta - si rende anche meno necessaria e urgente la spinta migratoria. Si tratta insomma di governare la situazione in modo saggio tenendo conto delle attuali necessità della popolazione e degli effetti disastrosi che potrebbe avere un’apertura indiscriminata dei confini.

 
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claudio il 02/03/11 alle 16:36 via WEB
C'è una cosa che, soprattutto, mi ronza in testa e m’infastidisce da anni. Dal 11 settembre in poi, e dopo gli attentati di Londra e Madrid (tutti eventi che al tempo diedero l’impressione di toccarci da vicino) sarebbe stato logico aspettarsi una reazione dell'occidente se non furiosa almeno indignata verso il nuovo "atteggiamento" degli islamici verso di noi. In un contesto sano, voglio dire, in cui a causa X corrisponde effetto Y (così come è sempre stato nel corso della storia) il normale meccanismo di azione/reazione nei rapporti tra popoli diversi presuppone che chi è attaccato si difenda, o magari riattacchi a sua volta. Questa volta, invece, non è stato e non è così. Questa volta ho la forte sensazione che ciò che in me ha provocato un impeto di netta contrapposizione all'islam, nella massa degli occidentali abbia invece indotto accettazione anziché rifiuto, come se la paura avesse portato la gente (vedi la ridicola figura degli spagnoli nella mancata rielezione di Aznar) a digerire il veleno anziché sputarlo fuori. A fronte di quello che mi sembrava logico aspettarsi, cioè, qualcosa del tipo “Tu mi metti le bombe per strada e mi fai saltare in aria, quindi, se non altro, mi stai sulle palle!” ci ritroviamo invece esattamente al contrario, al punto dove si moltiplicano l’amore per il kabab e per il corso di lingua e cultura araba, dove il musulmano in fondo è una un buon diavolo, magari da sposare, dove Israele è sempre più bastardo, e poi Bush e il petrolio, e l’imperialismo guerrafondaio, e per fortuna che c'è Obama, ecc ecc…. L’immagine di questi popoli avvizziti, fifoni e senza dignità, le loro reazioni (o non-reazioni) da adolescenti invecchiati e contro natura, tutto è così pietoso che mi fa venire voglia di sparire dalla faccia della terra. E come tanti altri, ormai posso dire: questo mondo non è più il mio mondo
(Rispondi)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Nicole il 10/05/11 alle 21:04 via WEB (Rispondi)
 
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