Ogni tanto mi ritrovo a ricordare di quando ero bambina. Ho trascorso un infanzia veramente felice. Vivevo in un paesino di poche anime, in un caseggiato dove oltre alla padrona di casa e noi c’erano solamente altre due famiglie. Al piano terra noi e la padrona di casa , al piano superiore il direttore della posta del paese ed un infermiera .C’era un grande cortile , un pollaio ed il box con dei cani da caccia. La casa era modesta , c’erano una grande cucina, una sala , una camera da letto dove dormivamo i miei genitori io e mio fratello ed un piccolo bagno. Non avevamo né la vasca né la doccia , quindi per lavarci usavamo un grande tino in plastica .Le mie giornate le passavo in quel cortile a giocare quasi sempre da sola. Ero l’unica femmina in quella via.D’estate , nella casa di fronte, veniva un bambino, Filippo. Era figlio di un avvocato di Milano e veniva in vacanza dalla nonna. Spesso andavo a casa sua. Aveva tantissimi giochi ed un plastico con un trenino che occupava una stanza intera. Mi divertivo molto con lui , avevamo la stessa età e lui accettava di buon grado la mia compagnia, mi trattava alla pari.Giocavo sempre con i maschi e devo dire che mi trovavo benissimo, l’unica volta che giocai con una bambina finì che ci picchiammo … lei mi strappò i capelli ed io mi ribellai.C’erano poi Giorgio e Claudio , i figli di un'altra coppia ed abitavano anche loro nello stesso stabile della nonna di Filippo. Claudio era piccino e non camminava ancora Giorgio era più grande di mio fratello e con lui giocavamo a dare la caccia alle lucertole. Eravamo piuttosto crudeli con loro perché una volta catturate le uccidevamo con una cerbottana caricata a chiodini ed inscenavamo una cerimonia funebre con tanto di sepoltura.L’infermiera aveva un figlio di qualche anno più grande di me. Quando veniva a casa da scuola si fermava sempre a giocare un po’ in cortile . Fingeva di essere mio marito e si sedeva a tavolino ed io giocavo a preparargli il pranzo.Il direttore della posta invece aveva due ragazzi già grandi. Per loro ero una bambolina. Spesso mi portavano in un garage dove con altri ragazzi si divertivano a suonare . Mi sedevano su una balla di paglia e stavo lì ad ascoltarli mentre suonavano e cantavano. Ero quasi sempre a casa loro, come se fossi la loro sorellina. Sempre in braccio o seduta sul loro balcone a sgranocchiare pannocchie.Con la padrona di casa era veramente il massimo dell’idilio.Lei alla sera mi portava sempre a messa e mi insegnava le preghiere. Quando faceva la marmellata io le ero sempre intorno e non appena riuscivo scappavo a casa sua per saltare in braccio alla sua mamma che io chiamavo affettuosamente nonna. Lei mi raccontava un sacco di storie e mi cantava le canzoncine ed io le volevo un mondo di bene. Eravamo un bel gruppo unito. Quando uno aveva qualche problema poteva contare sull’aiuto dell’altro .Oggi non esistono più rapporti del genere, quasi non li conosco i miei vicini di casa e se li incontro a mala pena salutano.Si ho avuto davvero un infanzia meravigliosa, piena di affetti e cose buone …. posso dire di essere stata incredibilmente felice.
Ricordi d’infanzia
Ogni tanto mi ritrovo a ricordare di quando ero bambina. Ho trascorso un infanzia veramente felice. Vivevo in un paesino di poche anime, in un caseggiato dove oltre alla padrona di casa e noi c’erano solamente altre due famiglie. Al piano terra noi e la padrona di casa , al piano superiore il direttore della posta del paese ed un infermiera .C’era un grande cortile , un pollaio ed il box con dei cani da caccia. La casa era modesta , c’erano una grande cucina, una sala , una camera da letto dove dormivamo i miei genitori io e mio fratello ed un piccolo bagno. Non avevamo né la vasca né la doccia , quindi per lavarci usavamo un grande tino in plastica .Le mie giornate le passavo in quel cortile a giocare quasi sempre da sola. Ero l’unica femmina in quella via.D’estate , nella casa di fronte, veniva un bambino, Filippo. Era figlio di un avvocato di Milano e veniva in vacanza dalla nonna. Spesso andavo a casa sua. Aveva tantissimi giochi ed un plastico con un trenino che occupava una stanza intera. Mi divertivo molto con lui , avevamo la stessa età e lui accettava di buon grado la mia compagnia, mi trattava alla pari.Giocavo sempre con i maschi e devo dire che mi trovavo benissimo, l’unica volta che giocai con una bambina finì che ci picchiammo … lei mi strappò i capelli ed io mi ribellai.C’erano poi Giorgio e Claudio , i figli di un'altra coppia ed abitavano anche loro nello stesso stabile della nonna di Filippo. Claudio era piccino e non camminava ancora Giorgio era più grande di mio fratello e con lui giocavamo a dare la caccia alle lucertole. Eravamo piuttosto crudeli con loro perché una volta catturate le uccidevamo con una cerbottana caricata a chiodini ed inscenavamo una cerimonia funebre con tanto di sepoltura.L’infermiera aveva un figlio di qualche anno più grande di me. Quando veniva a casa da scuola si fermava sempre a giocare un po’ in cortile . Fingeva di essere mio marito e si sedeva a tavolino ed io giocavo a preparargli il pranzo.Il direttore della posta invece aveva due ragazzi già grandi. Per loro ero una bambolina. Spesso mi portavano in un garage dove con altri ragazzi si divertivano a suonare . Mi sedevano su una balla di paglia e stavo lì ad ascoltarli mentre suonavano e cantavano. Ero quasi sempre a casa loro, come se fossi la loro sorellina. Sempre in braccio o seduta sul loro balcone a sgranocchiare pannocchie.Con la padrona di casa era veramente il massimo dell’idilio.Lei alla sera mi portava sempre a messa e mi insegnava le preghiere. Quando faceva la marmellata io le ero sempre intorno e non appena riuscivo scappavo a casa sua per saltare in braccio alla sua mamma che io chiamavo affettuosamente nonna. Lei mi raccontava un sacco di storie e mi cantava le canzoncine ed io le volevo un mondo di bene. Eravamo un bel gruppo unito. Quando uno aveva qualche problema poteva contare sull’aiuto dell’altro .Oggi non esistono più rapporti del genere, quasi non li conosco i miei vicini di casa e se li incontro a mala pena salutano.Si ho avuto davvero un infanzia meravigliosa, piena di affetti e cose buone …. posso dire di essere stata incredibilmente felice.